Obesità: Eli Lilly conquista 7 nuovi pazienti su 10. E Novo affonda in Borsa

Obesità: Eli Lilly conquista 7 nuovi pazienti su 10. E Novo affonda in Borsa

Medicare allarga l’accesso ai farmaci contro l’obesità e premia soprattutto Zepbound: il 70% dei 700.000 nuovi pazienti sceglie Lilly. Nello stesso giorno Novo presenta il piano di rilancio e perde l’8% a Wall Street.


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L’impegno della sanità pubblica Usa contro l’obesità

Il duello mondiale dei farmaci contro l’obesità continua a premiare Eli Lilly. Lunedì 21 settembre, proprio mentre la rivale danese Novo (da pochi giorni ha abbreviato il nome rispetto all’originale Novo Nordisk) presentava agli investitori la nuova strategia per tornare a crescere, dagli Stati Uniti è arrivato un nuovo segnale della forza commerciale del gruppo americano.

Da luglio, quando l’assicurazione pubblica americana Medicare ha iniziato a garantire una copertura per i farmaci contro l’obesità, circa 700.000 nuovi pazienti anziani hanno cominciato una terapia con l’ormone GLP-1. Di questi, sette su dieci hanno scelto un prodotto Eli Lilly. A fornire i numeri è stato lunedì il Ceo Dave Ricks, che in un’intervista alla CNBC ha definito “molto incoraggiante” l’avvio del nuovo programma.

La copertura è assicurata attraverso Bridge, un programma temporaneo che permette ai beneficiari Medicare che ne hanno diritto di ottenere i farmaci per la perdita di peso pagando 50 dollari al mese. Medicare assiste circa 66 milioni di americani con almeno 65 anni o con disabilità.


Zepbound conquista i nuovi pazienti

Il principale beneficiario dell'allargamento della copertura sembra essere Zepbound, il farmaco iniettabile contro l’obesità di Lilly. “Stiamo conquistando circa sette nuovi pazienti su dieci e molti sono ancora su Zepbound”, ha spiegato Ricks.

Secondo il Ceo, i medici tendono a prescrivere Zepbound soprattutto ai pazienti con maggiore sovrappeso e più complicazioni. Ma Lilly sta guadagnando terreno anche con Foundayo, la sua nuova pillola contro l’obesità, arrivata sul mercato in aprile, alcuni mesi dopo il prodotto orale concorrente di Novo. Secondo Ricks, un terzo dei nuovi pazienti che iniziano una terapia orale con GLP-1 sceglie oggi Foundayo.

Il dato è particolarmente significativo perché la pillola Wegovy rappresenta uno dei pochi settori nei quali Novo conserva un vantaggio commerciale: i primi dati sulle prescrizioni indicano infatti che il prodotto danese è partito meglio del concorrente di Lilly.


Nello stesso giorno Novo crolla in Borsa (-8%)

Il tempismo delle dichiarazioni di Ricks non potrebbe rendere più evidente il diverso momento attraversato dai due grandi rivali. Lunedì, mentre Lilly comunicava i primi risultati della copertura Medicare, Novo presentava agli investitori il nuovo piano con cui punta a rilanciare la crescita. La risposta di Wall Street è stata pesante: il titolo quotato negli Stati Uniti ha perso quasi l'8%, chiudendo a 39,80 dollari, ai minimi da aprile. Eli Lilly, nella stessa seduta, è salita dell'1%.

Novo, che dalla scorsa settimana ha abbreviato il proprio marchio abbandonando Nordisk, ha promesso almeno cinque nuovi farmaci “multi-blockbuster” entro il 2030 e una pipeline capace di generare oltre 150 miliardi di corone danesi, circa 23 miliardi di dollari, di vendite entro il 2035. Il gruppo è inoltre pronto a ricorrere ad acquisizioni anche di dimensioni importanti per rafforzare il portafoglio prodotti.

Il piano non è bastato a dissipare i dubbi degli investitori. Novo deve fronteggiare la crescente concorrenza di Lilly e prepararsi alla perdita dell'esclusiva del semaglutide, principio attivo di Wegovy e Ozempic, nei principali mercati all'inizio del prossimo decennio. Il Ceo Mike Doustdar ha ammesso martedì che la reazione della Borsa dimostra come ci sia ancora «del lavoro da fare» per convincere gli azionisti.


In Borsa due storie sempre più diverse

Il confronto tra i due titoli fotografa con chiarezza il ribaltamento degli equilibri nel mercato dell'obesità. Novo era partita per prima e il successo di Wegovy aveva spinto nel 2024 la sua capitalizzazione oltre i 600 miliardi di dollari. Lilly ha inseguito, recuperato terreno e infine superato la concorrente. Negli ultimi dodici mesi le azioni Eli Lilly sono salite del 54%, mentre Novo ha perso circa il 32%.

La distanza emerge ancora di più dalle prospettive sugli utili. Il consensus prevede che Lilly chiuda il 2026 con profitti per 31,5 miliardi di dollari, in crescita del 53%, per arrivare nel 2027 a 39,7 miliardi, con un ulteriore incremento del 26%. Con una capitalizzazione di circa 1.100 miliardi di dollari, Lilly tratta quindi intorno a 33 volte gli utili attesi per quest'anno.

Novo vale invece circa 176 miliardi di dollari, appena 11 volte gli utili previsti per il 2026. Ma dietro lo sconto c'è una dinamica opposta: quest'anno i profitti sono attesi in calo del 3,5% a 98,8 miliardi di corone danesi, circa 15,1 miliardi di dollari, e dovrebbero scendere ancora a 95,6 miliardi di corone nel 2027.

È questa differenza nelle prospettive di crescita che aiuta a spiegare perché Wall Street accetti di pagare per Lilly un multiplo tre volte superiore. Anche il consensus resta nettamente favorevole: 25 dei 30 analisti che seguono il titolo Eli Lilly consigliano l'acquisto, mentre il target price medio è di circa 1.325 dollari, quasi il 14% sopra i 1.164,89 dollari della chiusura di lunedì.


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