Obiettivo Inflazione!

Le recenti dichiarazioni di Powell e il recupero di azioni e materie prime, hanno dato slancio ulteriore al recupero delle attese dโinflazione.
A cura di Massimo De Palma Head of Multi Asset Team, GAM, Antonio Anniballe e Paolo Mauri Brusa, Portfolio Managers presso GAM
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Scongiurare la recessione
La correzione delle obbligazioni inflation linked legata alla pandemia Covid 19 ha per certi versi ricalcato quanto successo nel 2008. La forte contrazione della domanda dovuta al lockdown e il crollo del prezzo delle materie prime, ha innescato il sell-off dei governativi indicizzati sui timori di un prolungato periodo di deflazione. Il tasso di breakeven del TIP decennale americano ha toccato il minimo a metร marzo al livello di 0,5% mentre quello del governativo australiano รจ addirittura arrivato a zero, stimando quindi lโassenza di una qualsiasi spinta inflattiva per il prossimo decennio. Naturalmente si รจ trattato solo di una temporanea dislocazione di mercato.
Le vendite forzate da parte degli investitori hanno prosciugato la liquiditร e a pagarne le conseguenze sono stati ovviamente i prezzi, anche quelli delle asset class piรน liquide. Superata la fase acuta della crisi, il calo dallโ1,4% allo 0,5% si รจ rapidamente invertito, grazie soprattutto alle misure senza precedenti messe in campo dalla Federal Reserve per incrementare la liquiditร e contrastare i timori di recessione. Negli ultimi due mesi abbiamo assistito perรฒ ad una accelerazione del movimento rialzista, grazie al miglioramento del quadro macro, sia per quanto riguarda il mercato del lavoro che i consumi.
Rialzo delle stime dโinflazione
In prospettiva, anche se il Covid ha avuto conseguenze sui tessuti produttivi ancora difficili da quantificare, ci sono diversi elementi che potrebbero ulteriormente spingere al rialzo le attese dโinflazione: il recupero del prezzo del petrolio da livelli estremamente bassi, lโaumento dei disavanzi di bilancio e del rapporto debito/PIL, che potrebbe indebolire ulteriormente il dollaro USA, la tendenza alla โdeglobalizzazioneโ iniziata con la guerra commerciale USA-Cina e che ora ha, nella possibile seconda ondata del virus, unโulteriore motivazione al rimpatrio delle catene produttive.
Nellโimmediato รจ alquanto improbabile che tale rialzo delle stime dโinflazione abbia un qualche impatto sulle decisioni di politica monetaria, anche perchรฉ la Fed ha recentemente annunciato che punterร a un obiettivo dโinflazione media del 2%, invece del precedente target fisso al 2%. Questa maggior flessibilitร permetterร alla Banca Centrale di focalizzarsi maggiormente sul sostegno dellโattivitร economica e dellโoccupazione lasciando fluttuare lโinflazione in un range che dovrebbe essere del 1,5%-2,5%. Inoltre, lโemissione record di titoli a lunga scadenza (e quindi duration elevata) da parte del Tesoro americano, combinata con il livello estremamente basso delle cedole, rischia di rendere il governativo nominale molto piรน sensibile che in passato alle fluttuazioni dei tassi dโinteresse. In questโottica i Tips, esposti alla componente reale del tasso ma protetti dal rischio inflazione, malgrado la recente performance presentano ancora spazio per un ulteriore rafforzamento.
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