Oggi maxi stacco dei dividendi a Piazza Affari: l’effetto sul Ftse Mib

Oggi distribuivano gli utili 22 società componenti del principale indice della Borsa di Milano, elemento che ha contribuito ad un’apertura in rosso del mercato, per un totale di 16 miliardi di euro distribuiti.
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L’effetto delle cedole sul Ftse Mib
Inizio di settimana ad alto impatto tecnico oggi a Piazza Affari, dove l’andamento del Ftse Mib è condizionato dallo stacco del dividendo di 22 società componenti l’indice principale della borsa italiana.
L’apertura di seduta, infatti, vede l’indice cedere il 2% nei primi minuti, considerando che gli analisti di WebSim Intermonte calcolano che le cedole di oggi pesano l’1,51% sul suo andamento, per un totale di 16 miliardi di euro distribuiti agli azionisti, in quella che è considerata una delle giornate più importanti dell’anno per la stagione dei dividendi.
Lo stacco delle cedole comporta una rettifica automatica dei prezzi dei titoli: all'apertura delle contrattazioni, le azioni interessate vengono adeguate al ribasso di un importo pari al dividendo distribuito.
A seguito dell’altra giornata caratterizzata per un numero importante di società che staccavano la cedola, quella del 20 aprile, sono 70 le aziende quotate che hanno distribuito agli azionisti una quota degli utili realizzati nel 2025, comprese quelle del mid e small cap e pmi dell’Egm.
Rendimenti al top
Piazza Affari continua a distinguersi per l’importante dividend yield, tra i migliori in Europa, con il 4,2% sul 2026 per il Ftse Mib, rispetto al 3,9% del Btp decennale, del 2,8% del Dax e del 3% del Cac 40.
"Tra i titoli a più alto rendimento a Piazza Affari ci sono le banche, seguite da utility, energetici e assicurazioni. Mentre l'indice tedesco e quello francese vedono una maggior rappresentazione di società industriali e tecnologici", sottolinea Alberto Villa, responsabile equity research di WebSim Intermonte.
"Il monte dividendi del listino milanese nel 2025 in pagamento nel 2026 è stato pari a 46 miliardi di euro. Per il 2026 prevediamo un leggero rialzo, low single digit", quindi tra l'1 e il 4% (fino a 47,8 miliardi), prosegue l’esperto.
Per il 2026, afferma Alessandro Valentino, product manager di VanEck, le sole società italiane dello Stoxx Europe 600 potrebbero distribuire 38,6 miliardi (+7% sul 2025), con un dividend yield atteso del 4,9% contro una media europea del 3,2%. Dopo i tagli generalizzati del 2020, aggiunge l'esperto, le distribuzioni europee sono cresciute in modo continuativo: in Italia 23 società su 26 dell'Msci Italy hanno aumentato la cedola negli ultimi cinque anni.
L’elenco delle società che staccano la cedola
Le società coinvolte e le cedole distribuite coinvolgono alcuni dei principali gruppi bancari, assicurativi, energetici e industriali italiani:
- Intesa Sanpaolo (saldo di 0,19 euro);
- Eni (0,27 euro);
- A2A (0,104 euro);
- Assicurazioni Generali (1,64 euro);
- Azimut (2 euro);
- Bper Banca (0,56 euro);
- Banca Monte dei Paschi di Siena (0,86 euro);
- FinecoBank (0,79 euro).
Tra le altre società che staccano oggi la cedola figurano:
- Amplifon (0,29 euro);
- Avio (0,14846 euro);
- Brunello Cucinelli (1,04 euro);
- Buzzi (0,70 euro);
- DiaSorin (1,30 euro);
- Inwit (0,5543 euro);
- Italgas (0,432 euro);
- Lottomatica (0,44 euro);
- Moncler (1,40 euro);
- Nexi (0,30 euro);
- Recordati (1,34 euro);
- Saipem (0,17 euro);
- Unipol (1,12 euro);
- Tenaris (0,5106 dollari).
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