OpenAI presenta la domanda per lo sbarco a Wall Street

La società creatrice di ChatGPT è l’ultima delle tre aziende legate all’intelligenza artificiale a essere non quotate ma che si stanno muovendo verso la borsa, in un contesto in cui la febbre da Ipo e per i titoli legati alla nuova frontiera tecnologica che sta sostenendo i mercati.
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OpenAI verso la quotazione a Wall Street
ChatGPT pronta a entrare in borsa. Il percorso per lo sbarco a Wall Street è stato iniziato dalla società creatrice del chatbot di intelligenza artificiale generativa, OpenAI, la quale ha presentato in queste ore alla Securities and Exchange Commission (SEC) la domanda per l’Ipo.
La società ha presentato infatti una bozza del modulo S-1 e per la potenziale quotazioneha ingaggiato Goldman Sachs e Morgan Stanley, aprendo la strada a quella che potrebbe essere una delle maggiori quotazioni in borsa nel settore tecnologico.
OpenAI sta anche pianificando di lanciare una vendita privata di azioni per offrire liquidità ai dipendenti nelle prossime settimane, prima della quotazione in borsa, sempre secondo fonti di Bloomberg, anche se un portavoce dell’azienda si è rifiutato di commentare l’indiscrezione.
Meglio restare fuori da Wall Street?
L’operazione, spiegano fonti di Bloomberg, potrebbe portare ad una quotazione alla Borsa di New York già in autunno, anche se ancora non ci sono certezze. "Potrebbe volerci un po' di tempo perché ci sono cose che vogliamo fare che probabilmente saranno più facili come società privata", spiega la società, aggiungendo che "si tratta di una serie complessa di compromessi e questo ci dà la possibilità di quotarci in borsa prima, se alla fine si rivelerà la scelta migliore".
Secondo alcune fonti, OpenAI non avrebbe raggiunto alcuni obiettivi interni di crescita in termini di ricavi e utenti. Diversi dirigenti chiave hanno lasciato l’azienda o si sono tirati indietro dai loro ruoli. Inoltre, la società sta lavorando per razionalizzare la sua ampia gamma di prodotti.
La corsa dell’IA alla quotazione
Valutata circa 850 miliardi di dollari, OpenAI è l’ultima delle tre società legate all’intelligenza artificiale a essere non quotate ma che si stanno muovendo verso la borsa, in un contesto in cui la febbre da Ipo e per i titoli legati alla nuova frontiera tecnologica che sta sostenendo i mercati.
Anthropic, la startup guidata da Dario Amodei e dietro il chatbot Claude, ha annunciato la scorsa settimana di aver presentato in via riservata la domanda per una propria Ipo. L’azienda ha anche raggiunto una valutazione di 965 miliardi di dollari nell’ultimo round di finanziamento privato — superando per la prima volta quella di OpenAI — grazie a un’impennata dei ricavi. Amodei ha cercato oltretutto finora di presentare la sua azienda come seguace di una strategia diversa, capace di modelli più prudenti quando si tratta di pericoli e più rivolti a business. Un approccio che ha generato tensioni con l’amministrazione Trump, anche se seguite successivamente da sforzi di disgelo.
La terza, SpaceX, non è un’azienda pura di intelligenza artificiale, ma la sua integrazione con l’IA (e le altre aziende di Elon Musk) la rende un attore chiave in questo settore, soprattutto in ottica di innovazione tecnologica e raccolta fondi. Per questo viene spesso citata insieme a OpenAI e Anthropic in discussioni su Ipo e crescita nel mondo tech.
L’avventura di SpaceX a Wall Street inizierà venerdì 12 giugno con il ticker Spcx e Musk punta a raccogliere la cifra record di 75 miliardi, con una valutazione di quasi 1.800 miliardi. Musk ha scelto di puntare su un prezzo per i titoli di 135 dollari, anziché indicare una tradizionale fascia di pricing.
Chat GPT e la ‘superApp’
Intanto, alcuni rumor parlano della trasformazione di ChatGPT in una ‘superApp’ a cui sarebbe al lavoro OpenAI, che comprenderà agenti di intelligenza artificiale e strumenti di programmazione.
L'iniziativa sarebbe parte centrale della riorganizzazione dell'azienda e orientata ad attrarre clienti aziendali redditizi, incrementare le entrate e intensificare la concorrenza con la rivale Anthropic in vista della quotazione in borsa.
La riorganizzazione dovrebbe comprendere anche modifiche al sito e alle app, tutte finalizzate a far usare maggiormente la programmazione, gli strumenti di generazione di immagini e le app esterne.
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