OpenAI punta a raccogliere 30 miliardi: valutazione a 1.400 miliardi

OpenAI punta a raccogliere 30 miliardi: valutazione a 1.400 miliardi

Nuovo round di finanziamento per la società creatrice di ChatGPT, che rinvia l'Ipo e punta a rafforzare le risorse per infrastrutture, sviluppo dei modelli e sicurezza dell'intelligenza artificiale.

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La ricerca di finanziamenti di OpenAI

OpenAI è al lavoro su un nuovo maxi-round di finanziamento da almeno 30 miliardi di dollari, con una valutazione della società che potrebbe raggiungere circa 1.400 miliardi, escluso il capitale raccolto. Lo riporta Bloomberg, citando persone a conoscenza delle trattative. I colloqui sono ancora in una fase iniziale e le condizioni dell'operazione potrebbero cambiare.

L'operazione rappresenterebbe un nuovo significativo passo avanti nella valutazione della società proprietaria di ChatGPT. A marzo OpenAI aveva chiuso un round da 122 miliardi, a una valutazione di circa 852 miliardi. Il nuovo finanziamento porterebbe quindi a un forte incremento del valore attribuito privatamente all'azienda in pochi mesi.

Il finanziamento prima dell'Ipo

Il nuovo round dovrebbe servire anche come finanziamento ponte in vista della quotazione, consentendo a OpenAI di disporre di nuovo capitale senza dover ricorrere immediatamente ai mercati azionari. Il ceo Sam Altman ha infatti dichiarato che la società non intende quotarsi nel 2026, rinviando i piani per l'Ipo.

In un'intervista a Bloomberg TV, Altman ha spiegato che OpenAI sta affrontando un "nuovo livello" nelle capacità dell'intelligenza artificiale e, di conseguenza, anche requisiti più elevati sul fronte della sicurezza. Secondo il ceo, mantenere la società privata permetterebbe di affrontare queste decisioni senza la pressione derivante dall'essere una società appena quotata.

Le discussioni sul nuovo round sarebbero inoltre sostenute da una forte domanda da parte degli investitori, mentre OpenAI continua ad aumentare i ricavi. Secondo Reuters, il tasso di ricavi annualizzato si avvicina ai 70 miliardi di dollari, dopo essere aumentato di oltre il 70% dall'inizio del terzo trimestre.

La sfida con Anthropic e gli altri rivali

La raccolta arriva in una fase di forte competizione nel settore dell'AI generativa. OpenAI è impegnata soprattutto nella conquista dei clienti aziendali e nello sviluppo di nuovi strumenti basati su agenti di intelligenza artificiale, mentre deve confrontarsi con rivali come Anthropic, Google e Meta.

Il confronto con Anthropic è particolarmente rilevante anche sul fronte finanziario. La valutazione di 1.400 miliardi di dollari alla quale punta OpenAI potrebbe riportarla al di sopra di quella attribuita alla rivale sul mercato privato. Parallelamente, Anthropic sta preparando i propri piani per una possibile quotazione a Wall Street.

Perché è importante per il settore dell'IA

La dimensione dell'operazione mostra innanzitutto quanto sia diventato capital intensive lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Addestrare e utilizzare modelli sempre più avanzati richiede enormi quantità di capacità di calcolo, data center, semiconduttori, energia e infrastrutture cloud. Un round da 30 miliardi di dollari consentirebbe a OpenAI di continuare a finanziare questi investimenti anche senza ricorrere nell'immediato al mercato azionario.

La raccolta è inoltre un segnale importante per l'intero ecosistema dell'AI perché indica che gli investitori sono ancora disposti a finanziare società private a valutazioni estremamente elevate, nonostante i costi e le incertezze legati allo sviluppo dei modelli più avanzati. La valutazione indicata per OpenAI sarebbe superiore di circa 64% rispetto agli 852 miliardi di dollari dell'ultimo round di marzo.

Il capitale potrebbe quindi alimentare ulteriormente la corsa agli investimenti nell'IA, coinvolgendo non solo i produttori di modelli ma anche società di semiconduttori, infrastrutture per data center, cloud, energia e networking. La dimensione della raccolta evidenzia inoltre la crescente concentrazione di capitali attorno a pochi grandi operatori capaci di sostenere i costi dello sviluppo dei modelli frontier.

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