Oracle vola +8% dopo gli earnings: AI e cloud record spingono le stime al 2027

11/03/2026 06:31
Oracle vola +8% dopo gli earnings: AI e cloud record spingono le stime al 2027

Oracle ha pubblicato i risultati del terzo trimestre dell'anno fiscale 2026 battendo le stime di Wall Street su tutti i fronti, con ricavi superiori a 17 miliardi di dollari e una crescita organica oltre il 20%. Il titolo è balzato di oltre 8% nell'after-hours a New York, trainato da una guidance rialzista che si estende fino al 2027 e da un portafoglio ordini record di 553 miliardi di dollari, a dimostrazione che il boom dell'intelligenza artificiale è tutt'altro che esaurito.

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Risultati trimestrali sopra le attese su tutti i fronti

Oracle ha chiuso il terzo trimestre dell'esercizio fiscale 2026 (periodo terminato a febbraio) con ricavi totali di poco superiori a 17 miliardi di dollari, battendo il consenso degli analisti. La crescita organica dei ricavi totali ha superato il 20% in dollari, così come la crescita dell'utile per azione non-GAAP organico. Particolarmente brillante la performance delle applicazioni cloud, che hanno registrato un run rate annualizzato di 16,1 miliardi di dollari (+11% in valuta costante), con Fusion ERP in crescita del 14% e la supply chain management in accelerazione. Il management ha definito il trimestre come quello che ha "superato le aspettative su tutta la linea", con un tono di fiducia inusuale anche per gli standard di una big tech.

Il vero catalizzatore: infrastruttura cloud AI a +84% e backlog da 553 miliardi

Il dato che più ha entusiasmato gli investitori è la crescita dell'infrastruttura cloud dedicata all'intelligenza artificiale: +84% anno su anno nel trimestre, con un'accelerazione significativa rispetto ai periodi precedenti. Ancora più impressionante è il Remaining Performance Obligations (RPO), ovvero il portafoglio di contratti già firmati ma non ancora contabilizzati come ricavi: Oracle ha dichiarato un backlog record di 553 miliardi di dollari, un numero che garantisce visibilità sui ricavi futuri per anni. Questo dato riflette la corsa delle grandi aziende tecnologiche e dei governi a prenotare capacità computazionale per l'AI. Il sentiment sul titolo, misurato dalle fonti di mercato, è balzato a 0,71 su scala normalizzata nella giornata dell'11 marzo, rispetto allo 0,46 del giorno precedente, segnalando un'inversione netta del sentiment degli investitori.

Guidance rialzista fino al 2027: il boom AI non si ferma

La vera sorpresa per i mercati è arrivata dalla guidance: Oracle ha previsto che il boom dei data center per l'intelligenza artificiale alimenterà ricavi superiori alle stime di Wall Street almeno fino al 2027. Per il quarto trimestre fiscale (che si chiuderà a maggio 2026), gli analisti stimano ricavi medi di circa 19,1 miliardi di dollari con una crescita anno su anno superiore al 20%. Per l'intero anno fiscale 2027, il consensus si attesta su ricavi medi di circa 86 miliardi di dollari (+29% sull'anno in corso), con EPS non-GAAP atteso a circa 7,87 dollari (+7,3%). La guidance della società punta a superare questi target, in un contesto in cui i principali hyperscaler globali — da Microsoft ad Amazon — continuano ad aumentare gli investimenti in infrastrutture AI.

Il titolo in Borsa: rimbalzo dall'area dei minimi recenti

Il balzo dell'8% in after-hours porta Oracle a quotare intorno ai 162 dollari (stima post-mercato), dopo un periodo di correzione che aveva portato il titolo dai massimi di dicembre 2025 — quando sfiorava i 225 dollari — fino ai 135 dollari toccati a febbraio 2026. La chiusura regolare del 10 marzo era stata a 149,40 dollari, con un calo dell'1,43% nella seduta. Il recupero post-earnings restituisce quindi al titolo una performance che gli consente di rientrare in un range più sostenibile rispetto ai minimi recenti. Da segnalare che il margine lordo cloud ha raggiunto il 32%, con la prospettiva di un'ulteriore espansione man mano che la capacità costruita oggi verrà monetizzata nei prossimi trimestri.

Implicazioni per gli investitori: AI come motore strutturale

I risultati di Oracle confermano un tema cruciale per gli investitori nel 2026: la domanda di infrastrutture AI rimane strutturale e non ciclica. Oracle si posiziona come uno dei principali beneficiari di questo trend grazie alla sua piattaforma cloud OCI (Oracle Cloud Infrastructure), sempre più richiesta da aziende che cercano alternative a AWS e Azure. Per gli investitori retail italiani, il titolo ORCL è accessibile tramite i principali broker online. Tra i rischi da monitorare:

  • La valutazione rimane elevata anche dopo la correzione dai massimi
  • La concorrenza con Microsoft Azure, AWS e Google Cloud è intensa
  • L'esecuzione operativa su un backlog così massiccio richiede investimenti in capex significativi
  • Le revisioni al ribasso degli analisti sulle stime EPS degli ultimi 30 giorni suggeriscono cautela sul breve termine

Nel complesso, i risultati di stanotte rafforzano la tesi che Oracle stia vivendo una seconda giovinezza grazie all'AI, trasformandosi da legacy software company a protagonista dell'era dei data center intelligenti.

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