Oro di nuovo sopra 4.000 dollari dopo le midterm ma ING frena sul rally

Oro di nuovo sopra 4.000 dollari dopo le midterm ma ING frena sul rally

Il prezzo dell'oro ha messo a segno il maggior rialzo giornaliero da metà agosto grazie alla vittoria democratica al Congresso USA, che ha fatto scendere dollaro e rendimenti dei Treasury. Le previsioni degli strategist di ING restano però caute nel breve periodo, tra inflazione, attese di strette della Fed e tensioni in Medio Oriente.

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Prezzo oro oggi: il rimbalzo sopra i 4.000 dollari l'oncia

Le quotazioni dell'oro hanno ritrovato slancio nel giro di due sedute, riconquistando una soglia psicologica persa a fine ottobre e allontanandosi dai minimi di un anno.

Ieri mercoledì 4 novembre l'oro spot ha chiuso a 4.065,62 dollari l'oncia, in rialzo del 3,2% rispetto ai 3.938,26 dollari della vigilia: il maggior guadagno giornaliero da metà agosto, con un minimo di seduta a 3.920,09 dollari.

Oggi giovedì 5 novembre il prezzo dell'oro continua a salire: alle 11:30 il future sull'oro con consegna dicembre scambia a 4.131,80 dollari (+1,4%), dopo un massimo intraday di 4.155,80 dollari, il livello più alto da due settimane.

Dal minimo di un anno toccato il 30 ottobre a 3.870,37 dollari il recupero sfiora il 7%, anche se da inizio anno la quotazione dell'oro resta in calo di circa il 5,8% rispetto ai 4.315,13 dollari di fine 2025.

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Perché l'oro sale: le cause del rialzo secondo ING

La spinta al prezzo dell'oro è arrivata dal risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, che ha ridisegnato le attese su conti pubblici, tassi e dollaro.

Warren Patterson ed Ewa Manthey, strategist di ING, spiegano che l'oro spot è balzato di oltre il 3% riportandosi sopra i 4.000 dollari dopo la vittoria democratica in entrambe le camere del Congresso.

Secondo i due esperti, a sostenere le quotazioni dell'oro sono state le attese di stallo legislativo a Washington, il calo dei rendimenti dei Treasury e l'indebolimento del dollaro. Un Congresso democratico riduce le probabilità di nuovi tagli fiscali e di maggiori emissioni di debito, il che ha fatto scendere rendimenti e biglietto verde.

A questo si aggiunge il sostegno strutturale degli acquisti di oro delle banche centrali: ING ricorda che, secondo il World Gold Council, a settembre il settore ufficiale ha comprato 61 tonnellate, mentre gli acquisti da inizio anno hanno raggiunto 228 tonnellate (-7% su base annua), con Polonia e Cina in testa.

Previsioni oro a breve termine: i rischi secondo ING

Nonostante il rimbalzo, le previsioni sull'oro nel breve periodo restano complicate e dipendono da variabili che il metallo non controlla.

Patterson e Manthey avvertono che le preoccupazioni sull'inflazione continuano ad alimentare le attese di una politica monetaria più restrittiva, mentre molto dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente e dalle loro ricadute sui mercati dell'energia.

Proprio sul fronte energetico ING osserva che il petrolio Brent ha subito una brusca correzione dopo le midterm, perché il mercato sconta una fine più rapida della guerra con l'Iran e lo sgonfiarsi del premio al rischio; secondo i due strategist la velocità del calo appare però eccessiva.

Il prossimo banco di prova per le quotazioni dell'oro è il rapporto sull'occupazione USA di domani venerdì 6 novembre: TD Securities si attende un dato debole, con soli 40.000 nuovi posti di lavoro dopo i 29.000 di settembre. Un dato solido rafforzerebbe le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed a dicembre, che i future sui tassi prezzano con una probabilità dell'82%.

Previsioni oro 2026: gli obiettivi di prezzo degli analisti

Le case d'affari restano in prevalenza costruttive sul prezzo dell'oro, ma divergono sui tempi e sui livelli.

  • Citi indica un obiettivo di 4.500 dollari a 0-3 mesi e di 5.000 dollari a 6-12 mesi, con un rialzo favorito da una riapertura dello Stretto di Hormuz e da una de-escalation tra Yemen e Arabia Saudita entro fine anno; lo scenario negativo della banca punta però a circa 3.500 dollari se le interruzioni nello Stretto proseguono.
  • Linh Tran, analista di XS.com, ritiene che l'oro possa stabilizzarsi sopra 4.000 dollari e muovere verso 4.200 e poi 4.400 dollari, a condizione che flussi di investimento e rendimenti restino favorevoli.
  • Manav Modi, analista di Motilal Oswal, vede un avvicinamento a 4.200 dollari nel breve e un obiettivo di medio periodo tra 4.500 e 4.700 dollari, mentre Ashish Rajodiya, responsabile materie prime di PL Capital, parla di un rimbalzo temporaneo e sconsiglia nuovi acquisti ai livelli attuali finché inflazione e tassi non inizieranno a scendere.
  • Przemyslaw Radomski, di Gold Price Forecast, resta il più pessimista: nel suo scenario di replica del 2013 il prossimo obiettivo è 3.500 dollari, con un rimbalzo successivo verso i livelli attuali.

Sul piano dell'analisi tecnica, l'oro è tornato sopra la media mobile esponenziale a 20 giorni a 4.069,85 dollari, che ora funge da primo supporto: una rottura decisa al ribasso riaprirebbe la strada a una correzione più profonda.

Investire in oro: cosa significa il rimbalzo per gli investitori

Il rimbalzo del prezzo dell'oro è, per ora, un movimento guidato da dollaro e rendimenti più che da una nuova domanda di bene rifugio.

Finché i future sui tassi scontano una Fed pronta a stringere, ogni dato macro forte rischia di riportare pressione sulle quotazioni dell'oro, mentre un calo del petrolio che raffreddi l'inflazione sarebbe la condizione per un recupero duraturo.

La tenuta dei 4.000 dollari l'oncia resta il livello da osservare: sopra quella soglia gli obiettivi di 4.200-4.500 dollari indicati dagli analisti tornano credibili, sotto si riaprirebbe il test del minimo annuale a 3.870 dollari.

Per chi investe in oro, la lezione di questa settimana è che il metallo si muove sui tassi reali e sul cambio: le elezioni hanno offerto un sollievo, ma la direzione del prezzo dell'oro la deciderà la Fed.

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