Oro e argento a nuovi massimi storici sui timori di una guerra commerciale

Donald Trump minaccia nuovi dazi verso l’Europa, la quale studia contromisure commerciali, e gli investitori tornano nuovamente verso i beni rifugio.
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Quotazioni record per oro e argento
Nuovo balzo per oro e argento questa mattina, con le quotazioni dei metalli preziosi che hanno raggiunto nuovi massimi storici dopo la minaccia di Donal Trump di imporre nuovi dazi dal primo febbraio agli 8 Paesi europei che si sono schierati contro il controllo statunitense della Groenlandia, a cui si aggiunge le risposta dell’Unione europea.
Il prezzo spot dell’oro tocca i 4.690 dollari l’oncia, aggiungendo così i solo recenti record, mentre il contratto con scadenza a febbraio vola a 4.697 dollari.
Nuovi picchi storici anche per l’argento: spot ad un massimo 94,13 dollari e future a 94,350 dollari l’oncia.
Nuovi timori di guerra commerciale
La caratteristica di bene rifugio dei metalli preziosi emerge nuovamente dopo che Trump minacciava nuove tariffe del 10% a partire dall’inizio del prossimo mese, per poi crescere al 25% a giugno, secondo quanto riferito da Bloomberg, riaccendendo così i timori di una guerra commerciale transatlantica, indebolendo il dollaro e rafforzando la domanda anche degli altri di asset rifugio come lo yen e il franco svizzero.
In Europa, il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato un vertice straordinario per valutare contromisure, tra cui l’attivazione dell’Anti-Coercion Instrument, il meccanismo europeo di risposta a misure commerciali coercitive. Bruxelles starebbe considerando dazi di ritorsione su merci statunitensi per un valore di 93 miliardi di euro.
Si rompe la fiducia
"Le tensioni geopolitiche hanno dato ai rialzisti dell'oro un ulteriore motivo per spingere il metallo prezioso verso nuovi massimi", sottolinea Matt Simpson, analista senior di StoneX, aggiungendo che "Con Trump che introduce i dazi, è chiaro che la sua minaccia alla Groenlandia è reale e che potremmo essere un passo più vicini alla fine della NATO e agli squilibri politici in Europa".
Secondo Charu Chanana, chief strategist di Saxo Markets, “le minacce tariffarie tra alleati rappresentano una frattura di fiducia che potrebbe tradursi in un premio di rischio più persistente nei mercati”. Gli analisti di Citi stimano che l’oro possa spingersi fino a 5.000 dollari nei prossimi tre mesi, con l’argento diretto verso quota 100.
Meglio l’oro che l’argento
"Per quanto riguarda l'argento, la prospettiva a medio termine rimane costruttiva, supportata da deficit fisici persistenti, domanda industriale resiliente e domanda di beni rifugio", secondo Christopher Wong, stratega di OCBC. "Tuttavia, il ritmo della recente estensione potrebbe giustificare una certa cautela tattica a breve termine", prosegue Wong, osservando che il rapporto oro-argento è sceso bruscamente da massimi vicini a 105 alla fine del 2025 a minimi di 50, segnalando la performance sproporzionata dell'argento rispetto all'oro.
Gli analisti di JP Morgan hanno affermato di avere una maggiore preferenza per l'oro rispetto all'argento, poiché qualsiasi correzione destabilizzante dell'argento potrebbe avere un contagio a breve termine sul metallo giallo, ma rappresenta comunque un'opportunità di acquisto per l'oro, che continua ad avere una storia strutturale più pulita e rialzista.
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BNP Paribas
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