Oro, Goldman Sachs ci crede ancora: quota 5.400 dollari nel medio termine?

Oro, Goldman Sachs ci crede ancora: quota 5.400 dollari nel medio termine?

Lโ€™andamento dei prezzi della materia prima gialla resta fortemente influenzato dal conflitto in Medio Oriente e dalle attese sulle scelte di politica monetaria della Federal Reserve, ma gli analisti della banca ritengono che i continui acquisti da parte delle banche centrali possono mantenere alta lโ€™attenzione sullโ€™oro.

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Rimbalzo per lโ€™oro

Seconda seduta consecutiva in crescita per le quotazioni dellโ€™oro, arrivata grazie alle dichiarazioni della Federal Reserve che hanno attenuato le aspettative di un rialzo dei tassi e alla disponibilitร  del presidente statunitense Donald Trump di porre fine alla guerra con l'Iran senza riaprire lo Stretto di Hormuz.

Stamattina il metallo prezioso scambia a 4.556 dollari dopo aver superato quota 4.600 dollari lโ€™oncia, mentre il future con scadenza a giugno era salito fino 4.649 dollari. Salgono ancheย argentoย (+2,50% a 72 dollari) eย platinoย (+2% a 1.925 dollari).

Il rimbalzo arriva dopo un mese da dimenticare: lโ€™oro ha perso oltre il 14% nelle ultime quattro settimane, il calo mensile piรน pronunciato in quasi vent'anni, con i prezzi che la scorsa settimana erano scesi fino aย 4.000 dollariย prima di risalire verso quota 4.500.

Trump disponibile alla fine della guerra

La crescita dellโ€™oro รจ seguita alla pubblicazione di un articolo del Wall Street Journal secondo cui Trump avrebbe confidato ai suoi collaboratori la sua disponibilitร  a porre fine alla campagna militare statunitense contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso, alimentando le speranze di una conclusione di un conflitto in corso ormai da oltre un mese.

Gli operatori stavano anche valutando i segnali contrastanti provenienti dagli Stati Uniti, con la Casa Bianca che minacciava di intensificare gli attacchi contro l'Iran, anche contro infrastrutture civili critiche.

Nel frattempo, Teheran ha approvato una legge per imporre dazi alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz e sta spingendo il gruppo militante Houthi in Yemen a prepararsi per una rinnovata campagna contro il traffico marittimo nel Mar Rosso. L'Iran ha anche attaccato una petroliera kuwaitiana che si trovava a Dubai, secondo quanto rivelato oggi da Kuwait Petroleum.

Fed e Titoli USA

In precedenza, il presidente della Fed, Jerome Powell, aveva affermato che le aspettative di inflazione a lungo termine negli Stati Uniti sembravano essere sotto controllo, nonostante l'impennata dei prezzi del petrolio dovuta alla guerra, che ha alimentato le pressioni inflazionistiche e le aspettative di un rialzo dei tassi. La politica della banca centrale era "in una buona posizione per attendere e vedere", ha dichiarato.

Il calo dei rendimenti dei Titoli del Tesoro USA, successivo alle dichiarazioni di Powell, ha dato impulso all'oro, riducendo il costo opportunitร  di detenere metallo prezioso. Ciononostante, il mercato monetario scommette su meno di un taglio dei tassi entro la fine dell'anno e le curve dei rendimenti rimangono ripide.

Questo significa che il mercato "non ha ancora iniziato a scontare una recessione economica", secondo Liu Shiyao, analista di Zijin Tianfeng Futures, aggiungendo che "l'oro probabilmente rimarrร  sotto pressione, con scarse possibilitร  di una rapida ripresa" nel frattempo.

Possibili sviluppi

Questi elementi hanno sollevato preoccupazioni circa la possibilitร  di un conflitto prolungato che potrebbe portare a un ulteriore aumento dei prezzi dell'energia e indurre le banche centrali ad alzare i tassi per contenere l'inflazione, un fattore negativo per i metalli preziosi che non generano rendimenti. Questo, insieme a una stretta di liquiditร  nei mercati finanziari in generale, ha indirizzato l'oro verso un calo mensile di circa il 13%.

"I mercati sono fortemente influenzati dalle notizie principali, quando in realtร  sembra che ci siano stati pochissimi cambiamenti", evidenzia David Wilson, direttore della strategia sulle materie prime presso BNP Paribas SA. "Ciรฒ che questo suggerisce รจ che, se si profila un accordo di pace, l'oro registrerร  un forte rialzo. Al contrario, se si verificasse un'invasione terrestre da parte delle forze statunitensi, possiamo aspettarci che l'oro reagisca in modo opposto, con un calo", prevede lโ€™esperto.

Goldman Sachs ancora bullish

L'oro ha perso il 13% dall'inizio della guerra, un mese fa, dopo che il calo dei mercati azionari ha costretto gli investitori a liquidare le posizioni e il mercato ha iniziato a scontare politiche monetarie piรน restrittive.

Nonostante la spinta al ribasso del conflitto in Medio Oriente sulle quotazioni, gli analisti di Goldman Sachs restano positivi sullโ€™oro, prevedendo una ripresa entro la fine del 2026.

Per Lina Thomas e Daan Struyven, le quotazioni del metallo prezioso potrebbero raggiungere i 5.400 dollari lโ€™oncia, spinte dai continui acquisti da parte delle banche centrali e da due ulteriori tagli dei tassi di interesse statunitensi previsti per quest'anno.

L'oro deve ancora affrontare "rischi tattici al ribasso" nel breve termine e potrebbe scendere fino a 3.800 dollari l'oncia qualora lo shock dell'offerta energetica dovesse peggiorare, hanno aggiunto. Tuttavia, il potenziale di rialzo rimane โ€œsignificativoโ€ se la guerra con l'Iran dovesse contribuire ad accelerare la diversificazione dagli "asset occidentali tradizionali".

Secondo gli analisti di GS, il recente calo dei prezzi dellโ€™oro รจ stato "esagerato, riflettendo un'eccessiva enfasi sul canale dell'inflazione rispetto al freno alla crescita", aggiungendo che la storia dimostra che le preoccupazioni per la crescita finiscono per prevalere.

Gli analisti ritengono improbabile che si concretizzino i timori che alcune banche centrali possano vendere oro per sostenere le proprie valute. รˆ piรน probabile che i Paesi del Golfo intervengano liquidando titoli del Tesoro statunitensi, poichรฉ "in genere adottano un regime di cambio fisso con il dollaro".

Ipotizzando l'assenza di ulteriori investimenti da parte del settore privato, gli analisti prevedono che la volatilitร  dei prezzi si modererร  nel medio termine, consentendo agli acquisti del settore pubblico di accelerare nuovamente e raggiungere una media di circa 60 tonnellate al mese.

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