Oro, il ritorno dei tassi e la lezione del 2022

25/03/2026 09:15
Oro, il ritorno dei tassi e la lezione del 2022

Il recente calo dellโ€™oro riflette un cambiamento negli equilibri di mercato piรน che un segnale strutturale negativo. Rendimenti reali in risalita, dollaro forte e dinamiche di liquiditร  stanno ridefinendo il ruolo del metallo giallo. Il confronto con il 2022 evidenzia come lโ€™oro reagisca piรน alle condizioni monetarie che allโ€™incertezza pura.

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Un equilibrio che cambia tra tassi, dollaro e protezione

Il brusco calo dellโ€™oro registrato nei giorni scorsi non รจ unโ€™anomalia di mercato, nรฉ necessariamente lโ€™inizio di una fase strutturalmente negativa. Come spiega in un commento Giacomo Calef, Country Head Italia di NS Partners, si tratta piuttosto del riflesso di un equilibrio che si sta rapidamente spostando. Dopo mesi in cui il metallo giallo aveva beneficiato di una forte domanda di protezione, il mercato sta tornando a prezzare con maggiore attenzione tre variabili fondamentali: il livello dei rendimenti reali, la forza del dollaro e lโ€™intensitร  della domanda di copertura nei momenti di stress.

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Per comprendere la dinamica attuale, Calef richiama il 2022, quando in pieno shock energetico e geopolitico lโ€™oro non si comportรฒ come bene rifugio โ€œpuroโ€. Dopo una prima fase di rialzo, iniziรฒ infatti a perdere terreno. Il punto, sottolinea Calef, รจ che lโ€™oro non vive solo di incertezza, ma soprattutto del contesto monetario in cui tale incertezza si sviluppa.

Rendimenti reali e dollaro, i driver nascosti del ribasso

Il primo elemento chiave sono i rendimenti reali, cioรจ i tassi di interesse al netto dellโ€™inflazione. Come osserva Calef, quando i rendimenti reali salgono, detenere oro diventa meno conveniente, perchรฉ aumenta il costo-opportunitร  di possedere un asset che non genera reddito. Se un investitore puรฒ ottenere un rendimento reale positivo su strumenti obbligazionari, lโ€™incentivo a detenere oro si riduce. รˆ quanto accaduto nel 2022 e ciรฒ che oggi torna a manifestarsi: il mercato teme che unโ€™inflazione riaccesa dallo shock energetico costringa le banche centrali a mantenere una politica restrittiva piรน a lungo.

Il secondo fattore รจ la forza del dollaro, che mantiene una relazione inversa con lโ€™oro. Calef sottolinea che, essendo il metallo giallo prezzato in dollari, un rafforzamento della valuta statunitense rende lโ€™oro piรน costoso per gli investitori in altre valute, riducendone la domanda. Allo stesso tempo, un dollaro forte segnala condizioni finanziarie globali piรน restrittive. Anche questo elemento, giร  centrale nel 2022 secondo Calef, torna oggi in primo piano, contribuendo a rafforzare la pressione ribassista sullโ€™oro.

La domanda di copertura e il ruolo della liquiditร 

Il terzo elemento riguarda la domanda di copertura, la cosiddetta dinamica โ€œrisk-offโ€. In teoria, lโ€™oro dovrebbe beneficiare dei momenti di incertezza, ma come evidenzia Calef questa relazione non รจ lineare. Se lo shock di mercato genera tensioni di liquiditร  o perdite su altri asset, gli investitori possono essere costretti a vendere oro per fare cassa. In questi casi, il metallo giallo diventa una fonte di liquiditร  piuttosto che un rifugio, almeno nel breve periodo.

Calef spiega che questo meccanismo รจ tipico delle fasi di transizione, quando il mercato passa rapidamente da uno scenario a un altro. รˆ proprio lโ€™interazione tra queste tre forze a spiegare il movimento attuale: da un lato lโ€™incertezza geopolitica e lโ€™inflazione sostengono la domanda di protezione, dallโ€™altro rendimenti reali in aumento e dollaro forte esercitano una pressione opposta. Quando questi ultimi prevalgono, lโ€™oro tende a indebolirsi anche in un contesto apparentemente favorevole.

La lezione del 2022 e una fragilitร  piรน ampia

Piรน che un giudizio definitivo sulla direzione dellโ€™oro, ciรฒ che emerge รจ il ritorno di una dinamica giร  osservata. Calef ricorda che il 2022 ha dimostrato come lโ€™oro reagisca non semplicemente al rischio, ma alla combinazione tra rischio e condizioni monetarie.

Oggi questa combinazione appare ancora piรน complessa. Secondo Calef, entra in gioco un elemento aggiuntivo, o quantomeno piรน accentuato: un margine fiscale piรน ridotto, soprattutto in Europa. Ed รจ proprio questa differenza, conclude Calef, a rendere la fase attuale non solo simile al passato, ma potenzialmente piรน fragile, con equilibri che possono cambiare rapidamente sotto la pressione simultanea di geopolitica, inflazione e politica monetaria.

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