Oro, le banche centrali non mollano: acquisti record anche nel 2026

Oro, le banche centrali non mollano: acquisti record anche nel 2026

Il World Gold Council rileva che quasi il 90% delle banche centrali si attende un aumento delle riserve auree globali. Dopo il rally del 190% iniziato nel 2022, il metallo prezioso continua a beneficiare delle tensioni geopolitiche e della ricerca di alternative al dollaro.

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Il World Gold Council vede una domanda ancora robusta

La brusca discesa dellโ€™oro nelle ultime settimane non ha mutato lโ€™interesse delle banche centrali per il metallo prezioso, interesse che continuerร  a rappresentare uno dei principali fattori di supporto per la quotazione nei prossimi trimestri.

Secondo l'ultima indagine annuale del World Gold Council, riportata da CNBC, quasi nove banche centrali su dieci si attendono un aumento delle riserve auree detenute dagli istituti monetari a livello globale nel corso dei prossimi dodici mesi. Il 45% degli intervistati prevede addirittura di aumentare le proprie riserve, mentre soltanto l'1% si aspetta una riduzione.

Un acquisto strategico, non speculativo

Negli ultimi quattro anni le banche centrali hanno acquistato in media circa 1.000 tonnellate di oro all'anno, il doppio rispetto alla media del decennio precedente.

Si tratta di una trasformazione profonda del mercato. L'oro non viene piรน visto soltanto come copertura contro l'inflazione, ma sempre piรน come uno strumento di protezione dai rischi geopolitici e valutari.

Il cambiamento รจ iniziato nel 2022, dopo l'invasione russa dell'Ucraina e il congelamento di circa 300 miliardi di dollari di riserve estere detenute da Mosca. Da quel momento molte banche centrali hanno iniziato a interrogarsi sulla reale disponibilitร  delle attivitร  custodite all'estero in caso di tensioni politiche o sanzioni internazionali.

Meglio se lโ€™oro รจ custodito piรน vicino a casa

Il sondaggio del World Gold Council evidenzia anche un altro fenomeno interessante: cresce il numero di banche centrali che preferiscono custodire l'oro nei propri confini nazionali anzichรฉ presso istituzioni tradizionalmente considerate sicure, come la Federal Reserve di New York o la Bank of England.

Il 9% degli istituti intervistati ha aumentato nell'ultimo anno la quota di oro conservata sul territorio nazionale, contro il 5% rilevato nella precedente indagine.

"Il timore che gli asset detenuti all'estero possano diventare inaccessibili sta spingendo alcune banche centrali a rimpatriare l'oro custodito fuori dai propri confini", ha spiegato a CNBC Giovanni Staunovo, analista delle materie prime di UBS.

Secondo Staunovo, l'oro possiede inoltre una forte valenza simbolica come patrimonio nazionale, elemento che rafforza ulteriormente la tendenza a conservarlo in patria.

Un supporto importante per le quotazioni

Per il 2026 UBS stima acquisti delle banche centrali compresi tra 750 e 1.000 tonnellate. Secondo Staunovo questa domanda potrebbe non essere sufficiente, da sola, a spingere significativamente al rialzo i prezzi, ma rappresenta una base molto stabile per il mercato e puรฒ compensare eventuali fasi di debolezza della domanda proveniente dalla gioielleria o dagli investitori finanziari.

Un giudizio condiviso da Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell, secondo il quale le banche centrali stanno semplicemente applicando alle proprie riserve lo stesso principio valido per ogni investitore: diversificare.

"Come per qualsiasi investimento, รจ prudente distribuire il rischio. E questo vale anche per il luogo in cui vengono custoditi gli asset", ha osservato l'esperto.

Dopo il rally record, il mercato cerca un nuovo equilibrio

Per gli investitori privati la questione รจ particolarmente interessante perchรฉ arriva dopo uno dei piรน forti rialzi della storia recente dell'oro.

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La corsa del metallo prezioso รจ partita nel 2022, proprio con lo scoppio della guerra in Ucraina e la successiva ridefinizione degli equilibri geopolitici mondiali. Da allora le quotazioni sono quasi triplicate, con un guadagno vicino al 190% e un massimo storico raggiunto il 29 gennaio scorso a 5.354 dollari.

Da quel picco รจ iniziata una fase correttiva che si รจ accentuata nelle ultime settimane, complice il ridimensionamento delle tensioni internazionali e il raffreddamento di alcune aspettative inflazionistiche.

L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha ulteriormente ridotto la percezione del rischio sui mercati energetici e contribuito a contenere i timori di una nuova accelerazione dell'inflazione.

Tuttavia il messaggio che emerge dal World Gold Council รจ che le banche centrali non stanno acquistando oro per reagire alle notizie di breve periodo. Stanno invece adattando le proprie riserve a un mondo sempre piรน multipolare, caratterizzato da rapporti di forza in continua evoluzione tra Stati Uniti, Cina, Russia e altre potenze regionali.

Finchรฉ questa trasformazione resterร  in atto, la domanda strutturale proveniente dalle banche centrali potrebbe continuare a rappresentare uno dei principali pilastri del mercato dell'oro.

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