Per la Bce non è il momento di andare in vacanza, la preview per il meeting di luglio

ING si aspetta che la Banca Centrale Europea mantenga i tassi invariati la prossima settimana (23 luglio), ma un aumento a sorpresa non dovrebbe essere del tutto escluso.
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Solo poche settimane fa, la riunione della Bce del 23 luglio sembrava una formalità: l'ultima tappa prima della pausa estiva, l'unica riunione che, anche se fosse stata annullata all’ultimo minuto, non sarebbe mancata a nessuno. Tuttavia, come si legge nel commento di Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING, la nuova escalation in Medio Oriente e il rinnovato aumento dei prezzi dell'energia hanno cambiato il quadro ancora una volta. Invece di passare gradualmente alla modalità vacanza e rimandare qualsiasi decisione sui tassi a dopo l'estate, alcuni funzionari della Bce potrebbero essere effettivamente inclini a spingere con più forza per un altro aumento dei tassi nel riunione del 23 luglio.
I prezzi del petrolio sulle montagne russe
Dal meeting della Bce dell'11 giugno e dalla decisione di aumentare i tassi di 25 punti base al 2,25%, il contesto esterno, compresi i prezzi dell'energia, è stato caratterizzato da forti oscillazioni. Inizialmente, spiega ING, la conferenza della Bce di fine giugno a Sintra ha confermato il quadro macroeconomico dello scenario di base della banca centrale e ha evidenziato la determinazione degli economisti dell’Eurotower nel proseguire con l'aumento dei tassi.
Tuttavia, il successivo calo dei prezzi dell'energia al di sotto dei livelli prebellici aveva probabilmente fatto perdere quota all’ipotesi di ulteriori rialzi. Ora, con il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e il nuovo aumento dei prezzi dell'energia, la possibilità di un rialzo torna a farsi concreta. A una settimana dalla prossima riunione della Bce, evidenzia ING, il quadro macroeconomico appare molto simile a quello di inizio giugno.
Cosa significa questo per la riunione della prossima settimana?
ING ricorda che nella riunione della prossima settimana non verranno presentate nuove proiezioni macroeconomiche. Tuttavia, è lecito aspettarsi che la Bce abbia almeno effettuato un aggiornamento interno su come reggono attualmente le proiezioni di giugno, tenendo conto dei recenti sviluppi dei prezzi del petrolio. Con gli attuali prezzi dell'energia, siamo tornati allo scenario di base della Bce di giugno. Questo scenario si basa su ipotesi di mercato: un totale di almeno due rialzi dei tassi, un calo graduale dell'inflazione complessiva nel corso del 2027 e un'inflazione di base che si mantiene leggermente al di sopra del 2% per l'intero orizzonte di previsione.
I dati sull'inflazione sorprendentemente bassi di giugno e la quasi totale assenza di segnali di effetti indiretti o addirittura di secondo ordine avrebbero dovuto scoraggiare un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Ciononostante, osserva ING, lo scenario di base della Bce rappresenterà un chiaro argomento a favore di un altro rialzo dei tassi. E non solo nello scenario di base. La narrazione del “rialzo precauzionale” in realtà favorisce un secondo rialzo. Perché? Beh, evidenzia ING, se la Bce si attenesse a un unico rialzo, questo potrebbe essere percepito come una mossa dettata dal panico, attirando critiche per la sua presunta fretta. Un secondo rialzo dei tassi potrebbe, ovviamente, aggravare un errore di politica monetaria. Ma, seguendo la logica della stessa Bce, rafforzerebbe la tesi secondo cui tale rialzo è necessario per raggiungere lo scenario di base sull’inflazione. ING ricorda che la politica monetaria non è solo una scienza, ma anche un'arte e, in misura crescente, comunicazione e psicologia.
Fino all'inizio della scorsa settimana, avremmo sostenuto che il calo dei prezzi dell'energia escludeva completamente l'opzione di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio della Bce. Tuttavia, spiega ING, alcuni membri potrebbero essere tentati di sfruttare la recente ripresa dei prezzi dell'energia come pretesto per accelerare i tempi, potenzialmente già la prossima settimana. Sebbene la Bce non abbia una storia recente di sorprese per i mercati, un rialzo dei tassi la prossima settimana permetterebbe semplicemente di raggiungere l'obiettivo. Inoltre, almeno per i falchi, rimane il rischio che un eventuale calo dei prezzi del petrolio prima della riunione di settembre possa ridurre meccanicamente le previsioni di inflazione, eliminando la giustificazione per un secondo rialzo dei tassi.
Nel complesso, conclude ING, c’è una piccola possibilità che la Bce aumenti i tassi la prossima settimana. Lo scenario più realistico, tuttavia, è un rialzo nella riunione di settembre. In ogni caso, invece di una tregua estiva, la riunione della prossima settimana promette un ultimo scontro tra falchi e colombe prima di infilare le infradito e piantare l’ombrellone. Magari qualcuno avrà la valigia già pronta, ma per la Bce la pausa al mare dovrà aspettare.
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