Perché il successo di SpaceX potrebbe far bene anche alle azioni Nvidia

Perché il successo di SpaceX potrebbe far bene anche alle azioni Nvidia

Oggi le GPU di Nvidia alimentano i sistemi di intelligenza artificiale di xAI, Google e Anthropic. Domani potrebbero trovare un ruolo anche nei data center orbitali immaginati da Elon Musk

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SpaceX è già un importante cliente di Nvidia

L'eventuale successo di SpaceX potrebbe avere importanti effetti positivi anche per Nvidia, il leader mondiale dei chip per l'intelligenza artificiale. È questa la tesi sostenuta da Barron's, secondo cui la società aerospaziale americana potrebbe trasformarsi negli anni in uno dei più importanti motori di crescita per la domanda di processori Nvidia.

Come ricorda Barron's, il rapporto tra le due società è già molto stretto. Attraverso xAI, la società di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk, SpaceX è un importante acquirente dei sistemi Nvidia utilizzati per addestrare e far funzionare modelli di AI sempre più sofisticati.

In generale, il business di Nvidia sta assumendo dimensioni ancora maggiori grazie alla fornitura di capacità di calcolo ai grandi operatori del settore. Google avrebbe recentemente sottoscritto un accordo del valore di circa 920 milioni di dollari al mese per accedere a circa 110.000 processori grafici Nvidia. Ancora più rilevante sarebbe il contratto con Anthropic, che pagherebbe circa 1,5 miliardi di dollari al mese per utilizzare 325.000 GPU Nvidia.

Complessivamente si tratta di accordi che valgono oltre 2,4 miliardi di dollari al mese, pari a quasi 29 miliardi di dollari all'anno. Numeri che testimoniano la crescente fame di potenza di calcolo generata dall'intelligenza artificiale e che evidenziano il ruolo centrale delle tecnologie Nvidia nell'ecosistema AI globale.

La scommessa dei data center orbitali

Il progetto più ambizioso riguarda il lungo termine. SpaceX sta studiando la possibilità di realizzare veri e propri data center nello spazio, superando alcuni dei principali limiti che oggi ostacolano la costruzione di nuove infrastrutture terrestri, a partire dalla disponibilità di energia elettrica, di terreni e dalle procedure autorizzative.

Secondo quanto riportato da Barron's, SpaceX ha presentato alla Federal Communications Commission americana un progetto che potrebbe arrivare, in prospettiva, a una costellazione composta da centinaia di migliaia o addirittura fino a un milione di satelliti dedicati all'elaborazione dati.

Si tratta tuttavia di una prospettiva ancora altamente speculativa. Tejas Dessai, responsabile della ricerca tematica di Global X, sottolinea che il modello economico potrebbe diventare sostenibile soltanto se il costo di accesso all'orbita terrestre bassa dovesse diminuire drasticamente nei prossimi anni, passando dagli attuali circa 1.500 dollari per chilogrammo a meno di 200 dollari.

Anche Nvidia prepara il terreno

Pur mantenendo un approccio prudente, Nvidia non ignora questa possibile evoluzione del mercato. Lo scorso marzo il gruppo guidato da Jensen Huang ha presentato una nuova piattaforma di elaborazione progettata specificamente per missioni spaziali e potenziali applicazioni in infrastrutture di calcolo orbitale.

Lo stesso Huang ha recentemente osservato che rimangono da risolvere importanti problemi tecnologici, a partire dal raffreddamento dei sistemi elettronici nel vuoto spaziale. Tuttavia il manager ha anche riconosciuto che, man mano che aumenta la quantità di dati generati nello spazio, cresce l'esigenza di elaborare tali informazioni direttamente nel luogo in cui vengono prodotte.

Se le ambizioni di SpaceX dovessero trasformarsi in realtà, la società di Elon Musk potrebbe diventare non solo un cliente strategico di Nvidia, ma anche uno dei principali partner commerciali attraverso cui Nvidia beneficerà dell'espansione globale dell'intelligenza artificiale. Una prospettiva che oggi appartiene ancora al regno delle ipotesi, ma che contribuisce a spiegare perché gli investitori continuino a guardare con attenzione sia a SpaceX sia al leader mondiale dei chip per l'AI.

Una nuova spinta per il rilancio del titolo

Le azioni Nvidia stanno attraversando una fase di consolidamento dopo il forte rally degli ultimi anni. Nell'ultimo mese il titolo ha perso circa il 7%, mentre da inizio 2026 mantiene un progresso vicino al 10%. Su base annua il guadagno resta comunque pari al 41%.

Nonostante questa pausa, il consenso degli analisti continua a essere quasi unanime. Secondo i dati di MarketScreener, ben 59 dei 62 esperti che seguono Nvidia raccomandano l'acquisto delle azioni. Il target price medio è pari a 299 dollari, circa il 45% sopra la quotazione attuale di 204,87 dollari.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: NVDA.US
Isin: US67066G1040
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