Petrolio alto e conti dei big del tech, borse incerte

23/07/2026 06:45
Petrolio alto e conti dei big del tech, borse incerte

Alphabet, l’utile del trimestre sale di quasi il 300% ma il titolo scende nel dopo borsa perché la società ha rivisto al rialzo le spese in conto capitale del 2026 a 195-205 miliardi di dollari.

Tesla. L’utile è stato eroso dalle spese per la robotica e l’intelligenza artificiale, balzate a 5,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre.

Goldman Sachs calcola che dall'inizio del 2026 le emissioni obbligazionarie legate all'AI hanno già raggiunto 489 miliardi di dollari, superando ampiamente i 322 miliardi raccolti nell'intero 2025 e confermando che il fabbisogno di capitali per finanziare la nuova infrastruttura tecnologica è in rapida accelerazione.

Il greggio Brent ha registrato un rialzo fino al 2,5%, superando i 96 dollari al barile, il livello più alto dall’inizio di giugno.

Gli Houthi, un gruppo militante yemenita che ha minacciato di aprire un altro fronte nella guerra contro l’Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere nel Mar Rosso.

UniCredit ha registrato nel secondo trimestre un utile netto migliore delle attese e ha leggermente alzato la guidance per il 2026, aggiungendo di aspettarsi dall'investimento in Commerzbank un ritorno del 15%.

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Al termine di una giornata di volumi bassi e di movimenti di prezzo poco rilevanti, la borsa degli Stati Uniti ha chiuso ieri con il Nasdaq in ribasso dello 0,6% e l’S&P500 appena sotto la parità. In tanti hanno temporeggiato in attesa delle comunicazioni del trimestre di Alphabet e di Tesla, le prime, tra le sette magnifiche del tech a presentare i conti del periodo aprile-giugno.

ALPHABET

La società madre di Google ha riportato per il secondo trimestre un utile rettificato di 9,11 dollari per azione, ben al di sopra delle stime di consenso di Wall Street. Si tratta di un aumento del 294% rispetto all’anno precedente.

Anche il fatturato trimestrale, pari a 199,8 miliardi di dollari, ha superato le stime di 117,1 miliardi di dollari.

I ricavi pubblicitari nel trimestre sono aumentati rispetto all’anno precedente, attestandosi a 81,6 miliardi di dollari, a fronte delle stime degli analisti pari a 81,3 miliardi di dollari. I ricavi derivanti dalla ricerca, pari a 63,3 miliardi di dollari, si sono attestati appena al di sotto delle aspettative di Wall Street, che erano di 63,4 miliardi di dollari.

Il fatturato di Google Cloud è cresciuto dell’82% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 24,8 miliardi di dollari; gli analisti avevano previsto una crescita del 63%. Gli investitori attendevano un’accelerazione dei ricavi nei segmenti cloud delle grandi aziende tecnologiche come prova del fatto che i clienti stanno investendo nei servizi di intelligenza artificiale.

Gli investimenti (Capex) per il trimestre sono stati pari a 44,9 miliardi di dollari, con un aumento del 101% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, poiché l’azienda sta investendo per potenziare l’infrastruttura necessaria a supportare l’intelligenza artificiale. Per il 2026, la cifra complessiva sarà tra195 e 205 miliardi, contro una precedente indicazione di 180 -190 miliardi.

Alphabet ha registrato un flusso di cassa libero negativo per il trimestre pari a 5,9 miliardi di dollari, determinato dagli investimenti in Capex.

TESLA

L’utile è crollato nonostante un trimestre positivo per il suo settore automobilistico, mettendo sotto pressione il piano di Elon Musk di riorientare il produttore di veicoli elettrici verso l’intelligenza artificiale e la robotica.

La spesa per le nuove iniziative è balzata a 5,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre, determinando il primo consumo di liquidità di Tesla negli ultimi due anni. L’azienda prevede comunque spese in conto capitale superiori a 25 miliardi di dollari quest’anno, e la cifra aumenterà. “Questo è un anno di ingenti investimenti in conto capitale», ha dichiarato Musk mercoledì in tarda serata durante una teleconferenza per discutere i risultati trimestrali. “Dovremmo investire il più rapidamente possibile, spendere il più rapidamente possibile senza però troppo sperperare”.
Gli investimenti previsti sosterranno una significativa espansione delle attività produttive, tra cui la produzione dei robot umanoidi Optimus, le iniziative nel campo dell’intelligenza artificiale, il Cybercab autonomo e l’espansione della propria flotta di robotaxi. Tesla ha ridimensionato la propria attività automobilistica tradizionale, nonostante le vendite abbiano mostrato segni di ripresa dopo un calo durato due anni.

I PRESTITI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Goldman Sachs stima che il boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale stia ridisegnando anche il mercato del credito globale. Dall'inizio del 2026 le emissioni obbligazionarie legate all'AI hanno già raggiunto 489 miliardi di dollari, superando ampiamente i 322 miliardi raccolti nell'intero 2025 e confermando che il fabbisogno di capitali per finanziare la nuova infrastruttura tecnologica è in rapida accelerazione.

Non ci sono solo i grandi hyperscaler, 'il modello di emissioni elevate non è esclusivo' dei colossi tecnologici. Solo il 40% della raccolta è infatti riconducibile direttamente a società come Alphabet, Amazon, Microsoft, Meta e Oracle, mentre una quota crescente proviene dai finanziamenti destinati ai data center, ai produttori di semiconduttori, memoria, software e infrastrutture digitali.

Negli Stati Uniti il fenomeno è ormai dominante: le emissioni legate all'AI rappresentano il 23% del mercato investment grade in dollari e il 20% del comparto high yield. Anche mercati più piccoli, come quelli investment grade in dollari canadesi e franchi svizzeri, mostrano una forte esposizione, con quote rispettivamente del 21% e del 19% delle nuove emissioni.

Più contenuto, invece, il peso dell'AI in Europa, dove le obbligazioni investment grade denominate in euro si fermano al 7% del totale e l'high yield al 2%, circostanza che secondo Goldman Sachs ha limitato l'allargamento degli spread del settore tecnologico rispetto agli Stati Uniti.
Per gli analisti il ciclo di investimenti è destinato a protrarsi per anni. 'Una gamma di mercati di finanziamento sarà necessaria' per sostenere la crescita dell'AI, afferma Goldman Sachs, indicando come fonti di capitale non solo il mercato obbligazionario investment grade e high yield, ma anche i prestiti leveraged, il credito privato, le infrastrutture e nuove strutture di project finance.

ASIA

Le comunicazioni dei due colossi statunitensi del tech, soprattutto quelle relative ai piani di investimenti, mostrano che siamo ancora in una fase di forti spese per l’intelligenza artificiale: il messaggio è positivo per le borse dell’Asia, soprattutto per quelle con una maggiore presenza di società fornitrici di semiconduttori e componenti hardware high tech. L’indice Kospi di Seul guadagna quasi il 4%. I dati del PIL della Corea del Sud diffusi stanotte hanno battuto le aspettative.
Il Nikkei di Tokyo è in rialzo dello 0,5%: resta debolissimo lo yen, sui minimi di lunghissimo periodo rispetto al dollaro.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno in lieve ribasso. Future del Dax di Francoforte -0,2%.

GUERRA, STRETTI E PETROLIO

Gli Houthi, un gruppo militante yemenita che ha minacciato di aprire un altro fronte nella guerra contro l’Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere nel Mar Rosso. Pochi minuti prima della dichiarazione degli Houthi di mercoledì, il Centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito ha riferito che il comandante di una petroliera aveva segnalato che la nave era stata colpita a sud-ovest di Al Shuqaiq, sulla costa saudita del Mar Rosso.
Il Mar Rosso è emerso come una via alternativa fondamentale per le esportazioni di greggio, in particolare dall’Arabia Saudita, a causa delle interruzioni del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Il greggio Brent ha registrato un rialzo fino al 2,5%, superando i 96 dollari al barile, il livello più alto dall’inizio di giugno.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver lanciato la dodicesima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran per ridurre la capacità del Paese di colpire il traffico marittimo civile. Le forze americane hanno preso di mira depositi di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea, ha dichiarato il comando in un post su X. Martedì gli Stati Uniti hanno utilizzato un bombardiere a lungo raggio B-1 negli attacchi per colpire obiettivi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in Iran, secondo quanto riportato da Axios, che cita un funzionario statunitense.

Il Comando dei Pasdaran iraniani, a proposito della possibilità che gli Stati Uniti colpiscano le infrastrutture ha risposto così. "Si annuncia che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Qualora gli Stati Uniti dovessero dare seguito alle loro minacce, le Forze Armate della Repubblica Islamica non permetteranno l'esportazione di nemmeno una singola goccia di petrolio e prenderanno di mira le infrastrutture petrolifere, del gas, dell'elettricità e dell'economia della regione”.

DONALD TRUMP

Il 30% degli americani approva il lavoro alla presidenza di Donald Trump, a fronte di un 67% che lo boccia. E' quanto emerge da un sondaggio di American Reserach Group, secondo il quale il 70% non approva la gestione dell'economia da parte di Trump.
Donald Trump non può candidarsi alla Casa Bianca una terza volta ma intanto il suo comitato di raccolta fondi lavora come se fosse in corsa un’altra volta. Maga Incorporation, il principale soggetto attivo nel sostegno al presidente, è arrivato a 400 milioni di dollari, record di raccolta per un Comitato di Azione Pubblica (PAC) in un anno non elettorale come questo. La cifra è anche tre volte più grande di quella a disposizione del Comitato Nazionale Repubblicano e 25 volte quella del Comitato Nazionale Democratico.

TITOLI

UniCredit ha registrato nel secondo trimestre un utile netto migliore delle attese e ha leggermente alzato la guidance per il 2026, aggiungendo di aspettarsi dall'investimento in Commerzbank un ritorno del 15%.
L'utile netto del trimestre aprile-giungo si è attestato a 2,9 miliardi, sopra i 2,8 miliardi stimati in media dagli analisti nelle previsioni raccolte dalla banca.

Per il 2026 UniCredit vede un utile "ben superiore" agli 11 miliardi di euro, o circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione, rispetto alla precedete guidance di "uguale o superiore”.

La banca guidata da Andrea Orcel ha riportato ricavi totali per 6,5 miliardi di euro nel trimestre, in crescita del 6,6% anno su anno, con le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa aumentati del 14,3% a 2,46 miliardi, compensando l'impatto di una posta straordinaria negativa da 245 milioni legata principalmente ai costi di copertura e finanziamento connessi all'aumento della partecipazione in Commerzbank.

Il margine di interesse è cresciuto dello 0,4% su base annua a 3,66 miliardi e del 2% rispetto al trimestre precedente, sostenuto dall'espansione dei volumi di prestiti e depositi.
Sul capitale, il Cet1 ratio è salito al 14,3% dal 14,2% del trimestre precedente. UniCredit indica un livello intorno al 15% a fine 2026 prima dell'eventuale consolidamento integrale di Commerzbank.

Il consolidamento integrale di Commerzbank avrà un impatto iniziale sul coefficiente patrimoniale di circa 200 punti base, assumendo il completamento dell'operazione entro fine anno e il via libera delle autorità.

La stima include anche la rinuncia al buyback da 4,75 miliardi di euro previsto sul 2025, con quelle risorse che verrebbero reinvestite in attività a maggiore rendimento.
Dopo il consolidamento, il CET1 ratio del gruppo dovrebbe attestarsi attorno al 13%, per poi rafforzarsi rapidamente negli anni successivi.

StM ha presentato indicazioni sul trimestre in corso inferiori di poco alle aspettative: ricavi visti a 3,70 miliardi, +16% anno su anno. Margine lordo atteso intorno al 37%. La società dei chip ha di nuovo alzato le previsioni sui data center, ora oltre 1 mld usd in 2026.

“Grazie a una domanda dei data center per l'IA che continua a essere sostenuta, spostiamo verso l'alto la nostra ambizione relativamente ai ricavi per data center.

Prevediamo ora ricavi superiori a 1 miliardo di dollari nel 2026 e, assumendo che la dinamica attuale continui e considerando gli impegni che abbiamo attualmente, nel 2027 potrebbero superare nettamente i 2 miliardi di dollari.

Questo conferma la solida posizione di Stm all'interno dell'evoluzione dei data center per l'IA".

E' quanto afferma in una nota il president e ceo di Stm, Jean-Marc Chery.

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