Petrolio in calo con lo stop degli attacchi tra Usa e Iran e l'ipotesi di nuovi negoziati

I prezzi del petrolio hanno aperto la settimana con un marcato arretramento dopo la sospensione degli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran, una pausa arrivata al termine di quasi due settimane di operazioni militari. Il rallentamento delle ostilitร ha favorito le attese di un possibile ritorno al confronto diplomatico, anche alla luce delle indiscrezioni secondo cui il presidente statunitense Donald Trump sarebbe disponibile a riaprire i negoziati di pace.
In avvio di giornata il future sullโEuro Stoxx 50 sale del +0,8%, mentre i futures sullโS&P 500 e sul Nasdaq 100 mostrano rialzi piรน sostenuti, rispettivamente pari a +0,9% e +1,5%. Questa mattina anche i mercati asiatici hanno reagito in prevalenza positivamente alla sospensione degli attacchi. LโS&P/ASX 200 sale del +1,1%, lโHang Seng avanza del +0,8%, il CSI 300 guadagna il +0,3% e lo Shanghai Composite registra un progresso del +0,4%. Il Kospi arretra del -0,3% e il Nikkei cede il -0,1%, penalizzati dalla debolezza dei titoli tecnologici.
Il miglioramento del clima sui mercati resta legato alla durata della tregua e allโesito dei colloqui diplomatici, mentre gli investitori continuano a seguire lโevoluzione delle rotte marittime e delle infrastrutture energetiche regionali.
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MEDIO ORIENTE
Washington non ha condotto nuovi attacchi dalla tarda serata di venerdรฌ, dopo 13 notti consecutive di bombardamenti destinati a ridurre la capacitร dellโIran di minacciare il traffico commerciale marittimo. Teheran ha comunicato di aver interrotto a sua volta le azioni di rappresaglia, pur senza annunciare un cessate il fuoco formale. Le due parti presentano la sospensione come uno spazio utile per la diplomazia, mentre durante il fine settimana sono proseguiti i colloqui mediati dallโOman, concentrati sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ieri a Reuters che lโIran manterrร fermi i propri attacchi finchรฉ anche gli Stati Uniti si asterranno dal riprendere le operazioni militari. La posizione di Teheran arriva mentre la campagna di bombardamenti statunitense resta sospesa e allโinterno dellโamministrazione americana emergono valutazioni sullโopportunitร di proseguire lโoffensiva. Secondo le informazioni disponibili, alcuni consiglieri del presidente Trump avrebbero espresso preoccupazione per il progressivo depauperamento dellโarsenale degli Stati Uniti, mentre una parte degli ambienti militari riterrebbe che diversi obiettivi strategici siano giร stati raggiunti. Funzionari statunitensi hanno comunque ribadito che tutte le opzioni restano disponibili e che la pausa non implica un abbandono della pressione militare, ma risponde alla volontร di concedere maggiore spazio ai negoziati.
La tregua resta fragile, anche perchรฉ le tensioni non si sono esaurite lungo le principali rotte energetiche della regione. Il traffico nello Stretto di Hormuz continua a essere fortemente compromesso e il conflitto si รจ esteso anche al Mar Rosso. Nel fine settimana le forze Houthi sostenute dallโIran avrebbero colpito con missili e droni infrastrutture energetiche saudite nelle aree di Jizan e Yanbu, provocando una risposta militare dellโArabia Saudita. La prosecuzione di questi scontri indiretti mantiene aperto il rischio di interruzioni simultanee delle esportazioni dal Golfo Persico e dal Mar Rosso, anche se la sospensione degli attacchi tra Washington e Teheran viene considerata un primo segnale favorevole per una possibile de-escalation.
PETROLIO
l miglioramento delle prospettive diplomatiche ha determinato un forte calo delle quotazioni del greggio. Questa mattina i prezzi del petrolio arretrano del -4%, riflettendo la speranza che la sospensione degli attacchi possa ridurre la tensione militare e favorire la ripresa della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il future sul Brent scende a 92 dollari al barile, mentre il WTI arretra a 84 dollari. Entrambi i riferimenti si attestano sui livelli piรน bassi da quasi una settimana, dopo aver registrato rialzi per tre settimane consecutive.
Il movimento odierno segue una fase di forte apprezzamento delle quotazioni energetiche. Nella settimana precedente il Brent aveva guadagnato il +9,9%, pur chiudendo la seduta di venerdรฌ con una flessione del -3,9%, dopo aver superato temporaneamente la soglia dei 100 dollari. Lโaumento del petrolio aveva alimentato i timori di uno shock inflazionistico prolungato e rafforzato le aspettative di una politica monetaria piรน restrittiva da parte della Federal Reserve.
Il calo del greggio rappresenta un elemento favorevole anche per le prospettive dellโinflazione, dopo che il precedente aumento delle quotazioni aveva spinto verso lโalto le aspettative sui prezzi e i rendimenti obbligazionari. Il mercato continua comunque a valutare con attenzione la possibilitร che la Federal Reserve modifichi la propria politica monetaria nella riunione di questa settimana. I contratti future attribuiscono una probabilitร del 34% a un rialzo dei tassi, in diminuzione di 4 punti percentuali durante le contrattazioni asiatiche. Gli economisti continuano a prevedere tassi invariati, ma la decisione resta incerta a causa del difficile equilibrio tra i segnali di moderazione dellโinflazione e il rischio che le tensioni energetiche producano effetti piรน persistenti.
DECRETO CARBURANTI
n Italia sono attese nel corso della settimana le misure del governo destinate a contenere il prezzo di benzina e diesel entro la soglia dei due euro. I provvedimenti dovrebbero essere esaminati in vista del Consiglio dei ministri giร convocato per il 4 agosto. Lโintervento arriva dopo il forte aumento delle quotazioni del petrolio provocato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e punta a limitarne le conseguenze sui prezzi dei carburanti pagati da famiglie e imprese.
Il Tesoro sta inoltre lavorando a un piano da 14 miliardi di euro dedicato allโenergia pulita, secondo quanto riportato sabato dal Corriere della Sera. Il progetto dovrebbe comprendere un aumento graduale della capacitร di cattura e stoccaggio dellโanidride carbonica e lโintroduzione di incentivi per favorire il ricorso alle comunitร energetiche. Le misure si inseriscono nel quadro degli interventi destinati a sostenere la trasformazione del sistema energetico e a ridurre lโesposizione alle oscillazioni dei prezzi delle fonti fossili.
TITOLI
UNICREDIT, COMMERZBANK. Il presidente di Commerzbank, Jens Weidmann, ha sollecitato UniCredit ad aprire un confronto sui termini di una possibile integrazione. La banca tedesca avrebbe superato le residue opposizioni al progetto e starebbe ora concentrando lโattenzione sulle garanzie e sulle concessioni da ottenere nellโambito dellโoperazione.
UNICREDIT. LโUnione europea ha autorizzato una deroga circoscritta al sistema delle sanzioni, che potrebbe permettere a UniCredit di portare a termine una transazione rinviata da tempo e collegata agli imprenditori russi Mikhail Fridman e Petr Aven. Lโesenzione emerge dallโultimo pacchetto di misure approvato nei confronti della Russia.
UNICREDIT, GENERALI. Lโamministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha confermato in unโintervista pubblicata domenica dal Corriere della Sera di aver avviato incontri con lโamministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, per discutere eventuali forme di collaborazione industriale. Orcel ha aggiunto che UniCredit segue con interesse i possibili cambiamenti nella struttura societaria del gruppo assicurativo.
BANCO BPM, MPS, INTESA SANPAOLO. Gli advisor impegnati nello studio di una possibile aggregazione tra Banco BPM e MPS starebbero esaminando due alternative, secondo quanto riportato sabato da Milano Finanza. La prima prevede una fusione con lโincorporazione di MPS in Banco BPM oppure, in senso opposto, di Banco BPM in MPS. La seconda ipotesi riguarda unโofferta pubblica concorrente, che avrebbe maggiori probabilitร di essere promossa da Piazza Meda. Le diverse soluzioni presenterebbero differenze nei tempi di realizzazione, nel ruolo degli azionisti, nei rischi esecutivi e nella capacitร di anticipare lโoperazione di Intesa Sanpaolo.
BANCO BPM, MPS. Secondo quanto scritto domenica dal Sole 24 Ore, Banco BPM e MPS potrebbero riunire nei prossimi giorni i rispettivi consigli di amministrazione per esaminare le condizioni di una fusione, prima delle riunioni ordinarie dedicate ai risultati e previste tra il 5 e il 6 agosto. In seguito allโaggregazione, lโamministratore delegato di Banco BPM, Giuseppe Castagna, potrebbe conservare lโincarico, mentre lโamministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, sarebbe destinato ad assumere la presidenza.
ENI. Vitol, primo operatore indipendente mondiale nel commercio di petrolio per volumi, ha comunicato che lโoperazione con Eni relativa ad alcune attivitร nella Repubblica del Congo รจ stata interrotta dopo il raggiungimento della cosiddetta long stop date nel marzo 2026. Lโinformazione รจ contenuta in un documento societario esaminato da Reuters.
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