Piazza Affari, giugno da record e secondo miglior trimestre degli ultimi 29 anni

01/07/2026 12:45
Piazza Affari, giugno da record e secondo miglior trimestre degli ultimi 29 anni

Contro ogni statistica e rompendo una delle stagionalitร  piรน consolidate dei mercati, Piazza Affari archivia un giugno tra i migliori degli ultimi tre decenni e chiude il secondo trimestre con una performance seconda solo al rimbalzo post-crisi del 2009. A sostenere il rally sono stati soprattutto i fondamentali, con banche, assicurazioni e grandi blue chip protagoniste di una fase di forza che continua a distinguere il listino italiano.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Nella liturgia dei mercati finanziari, giugno รจ sempre stato il mese della prudenza, quello in cui il celebre adagio "Sell in May and go away" trovava la sua conferma piรน statistica che razionale. Per generazioni, gestori e analisti hanno guardato al sesto mese dell'anno come a una trappola stagionale per Piazza Affari, pronti ad alleggerire le posizioni in attesa della bonaccia estiva. Tuttavia, come si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst di eToro, il 2026 ha appena dimostrato che anche le tradizioni piรน radicate devono arrendersi di fronte alla forza dei fondamentali. Cosa succede quando la realtร  dei numeri travolge decenni di statistiche negative? La risposta, secondo Debach, sta in un listino che ha smesso di seguire il calendario per iniziare a raccontare una storia di crescita strutturale.

Cโ€™รจ un dato che da solo vale lโ€™intero mese di giugno ed รจ un dato che va contro una delle abitudini piรน radicate della storia recente di Piazza Affari. Giugno รจ statisticamente uno dei mesi peggiori per il FTSE MIB, negativo in 21 delle ultime 29 edizioni, quasi tre volte su quattro, con una perdita media dell'1,5%. Quest'anno l'indice ha chiuso a +3,3% sul solo prezzo, +3,5% in versione total return, piazzandosi come il quinto miglior giugno degli ultimi 29 anni. La maledizione stagionale, quella su cui generazioni di gestori hanno costruito strategie di alleggerimento estivo, non ha funzionato.

Immagine contenuto

Il punto non รจ che la stagionalitร  non conti piรน. Il punto รจ che, evidenzia Debach, la stagionalitร  conta quando il mercato non ha una storia piรน forte da raccontare. E a giugno Piazza Affari una storia lโ€™ha avuta: banche ancora al centro del risiko, assicurazioni premiate dalla qualitร  dei flussi, alcuni grandi pesi dellโ€™indice capaci di compensare le crepe di energia, difesa e automotive. In altre parole, chiarisce Debach, non รจ stato il calendario a guidare il mercato. Sono stati i fondamentali, i pesi e la selezione.

I dati su trimestre e semestre

Il dato di giugno non รจ un episodio isolato, osserva Debach, ma la chiusura naturale di un secondo trimestre che merita di essere raccontato con i superlativi giusti. Il FTSE MIB ha guadagnato il 16,6% nel trimestre aprile-giugno sul solo indice prezzi, la seconda miglior performance trimestrale della serie storica dal 1998. Davanti c'รจ solo il +20,1% del secondo trimestre 2009, quando l'indice rimbalzava dai minimi della crisi Lehman con la violenza tipica dei rimbalzi post crollo.

Il paragone dice molto sulla natura di questo trimestre: nel 2009 si trattava di un recupero tecnico da un market cap dimezzato, mentre nel 2026 la spinta arriva da un mercato che parte giร  da livelli elevati, che a fine maggio era tornato ad aggiornare i suoi nuovi ATH (massimi storici), e che continua a macinare terreno su fondamentali concreti, tra risiko bancario, un'ondata di trimestrali sopra le attese e un posizionamento internazionale che ha ricominciato a guardare all'Europa dopo anni di flussi concentrati quasi esclusivamente sugli Stati Uniti. Allargando lo sguardo al semestre, rimarca Debach, il FTSE MIB porta a casa un primo semestre da circa +15% sul solo indice prezzi, il sesto migliore dal 1998, e una stima di poco superiore al 18% in versione total return.

Lo spaccato settoriale

Il quadro settoriale racconta una rotazione tutt'altro che uniforme per Debach. Il listino, nella sua versione total return, chiude il mese con 24 titoli su 40 in territorio positivo, ma solo 17 riescono a battere la performance dell'indice, il segnale di una salita guidata da pochi protagonisti veri e da una lunga coda di titoli che si sono limitati a seguire il mercato da lontano. Il comparto bancario รจ stato l'indiscusso motore del mese, con una media settoriale dellโ€™11,7%.

Sull'altro fronte della barricata, osserva Debach, l'industria italiana vive un mese da dimenticare. Il comparto aerospazio e difesa arretra del 19,9% medio, con Avio che cede il 27% dopo il rally del 36,6% messo a segno appena un mese prima a maggio, una correzione violenta che riporta il titolo con i piedi per terra dopo un periodo di entusiasmo quasi euforico sui temi della difesa europea. Leonardo cede il 12,7%, pagando lo stesso raffreddamento delle attese sul riarmo continentale che nei mesi scorsi aveva gonfiato le valutazioni del comparto ben oltre la crescita degli ordini effettivi. Il vero titolo maledetto del mese porta perรฒ il nome di Stellantis, che affonda del 27,5% e chiude come peggior titolo dell'intero FTSE MIB.

Immagine contenuto

A livello di contribuzione effettiva all'indice, sottolinea Debach, il quadro si fa piรน interessante perchรฉ non sempre le performance percentuali piรน alte coincidono con l'impatto reale sul FTSE MIB. UniCredit, che pesa il 15,4% del paniere, sale del 5,4% nel mese e da sola vale 83.5 punti base, circa un quarto dell'intera performance dell'indice. Alle sue spalle Generali, STMicroelectronics, Ferrari, Enel e Intesa Sanpaolo aggiungono complessivamente altri 220 punti base circa. Sul fronte opposto, Eni perde l'8,5% e brucia da sola oltre 50 punti base di indice, mentre il calo di Leonardo ne costa un'altra quarantina abbondante, la dimostrazione plastica di come anche un mese ampiamente positivo per il mercato nel suo complesso possa nascondere trascinatori al ribasso di peso specifico tutt'altro che trascurabile.

Immagine contenuto

Il fatto che un mese statisticamente sfavorevole come giugno, e un trimestre che si รจ chiuso come il secondo migliore in ventinove anni, siano arrivati proprio ora, con Piazza Affari sopra i 50.000 punti per la prima volta nella sua storia, racconta di un mercato che ha smesso di muoversi per inerzia stagionale e ha iniziato a muoversi sui fondamentali. Per chi guarda al secondo semestre, conclude Debach, la domanda non sarร  piรน se il rally abbia forza per proseguire, ma quanto ampia resterร  la base di titoli capace di sostenerlo.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione in euro al 6,20%

Tasso fisso cumulativo, richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it รจ il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
รจ un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilitร 

OraFinanza.it รจ una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it