Possibile premio fino al 35% con il certificate sull’oro a capitale protetto

L’oro mette a segno un record dopo l’altro e per gli analisti il suo appeal è destinato a rimanere elevato nei prossimi mesi. Il certificate emesso da Bnp Paribas con ISIN XS2863756859 e capitale totalmente protetto segue la performance della materia prima gialla fino a rialzi del 35% dal livello iniziale di 2.648,80 dollari. Per rialzi superiori il rimborso è fissato 120 dollari (6,66% l’anno). La data di valutazione finale è l'11 ottobre 2027 e a quella scadenza si calcolerà la performance dell'oro rispetto al suo livello iniziale.
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La corsa dell’oro
Un record dopo l’altro per l’oro in queste settimane sta rendendo la materia prima gialla sempre più protagonista sul palcoscenico dei mercati finanziari, arrivata in questi giorni a superare i 2.790 dollari (prezzo spot).
La crescita da inizio anno è arrivata a circa un terzo e il rally si è intensificato negli ultimi due mesi mentre la Fed si è mossa per tagliare i tassi di interesse. Anche i gestori finanziari hanno contribuito alla forza dell'aumento, con gli hedge fund che hanno aumentato le posizioni nette lunghe in oro nelle ultime sessioni e gli investitori che hanno aumentato le partecipazioni in fondi negoziati in borsa.
Verso i 3 mila dollari?
Sono diversi gli esperti che ritengono che la corsa all’oro non sia ancora terminata. Vivek Dhar, analista della Commonwealth Bank of Australia, prevede che i future sull’oro possano salire a una media di 3.000 per oncia entro il quarto trimestre del 2025. Ricardo Evangelista, analista di ActivTrades è dello stesso parere: “Con una Federal Reserve accomodante, l'instabilità geopolitica in corso e gli acquisti sostenuti delle banche centrali, vedere i prezzi raggiungere i 3mila dollari entro la fine dell'anno è possibile”.
Traguardo a 3mila dollari l'oncia, ossia un altro +11% rispetto ai livelli attuali, a portata di mano anche secondo Bank of America che sottolinea come l'oro sia sempre più attraente in quanto altri asset rifugio tradizionali, come i titoli di Stato statunitensi, affrontano rischi crescenti. “Con le persistenti preoccupazioni per le esigenze di finanziamento degli Stati Uniti e il loro impatto sul mercato dei Treasury, il metallo giallo potrebbe diventare l'ultimo bene rifugio percepito”, conclude BofA.
Il futuro dell’oro è luminoso anche per Solita Marcelli, responsabile degli investimenti di UBS per le Americhe, la quale ritiene che la materia prima abbia ancora spazio per continuare a crescere, citando il potenziale per ulteriori tagli dei tassi di interesse e il peggioramento delle tensioni geopolitiche. "Nonostante il rally, pensiamo che le proprietà di copertura dell'oro rimangano interessanti” e “gli investitori non abituati alla volatilità delle singole materie prime potrebbero anche prendere in considerazione l'esposizione tramite una strategia gestita attivamente che comprende una copertura dai rischi", ha scritto Marcelli in una nota ai clienti.
Il certificate con capitale totalmente protetto
Tra le tante scelte di investimento interessanti per puntare sulla futura crescita della materia prima gialla ma al tempo stesso mettere atto una strategia di copertura è il certificate emesso da Bnp Paribas con ISIN XS2863756859 dalla durata di tre anni.
Si tratta di prodotto a capitale totalmente protetto che segue la performance dell'oro fino a rialzi del 35% dal livello iniziale di 2.648,80 dollari. Questo certificate gode di una classificazione di rischio molto bassa, in una scala da 1 a 7 è stata valutata solo 2, livello tra i minori per un certificate.
Totalmente protetto significa che in casi di calo dell’oro il rimborso previsto dall’emittente è pari al valore nominale: 100 dollari.
Guadagno fino al 35%
La barriera di massimo guadagno è posta al 35% del valore di strike: 3.575,88 dollari l'oncia.
A scadenza, l'11 ottobre 2027, gli scenari possibili sono tre:
- in caso di calo dell'oro dal livello iniziale, l'investitore verrà rimborsato a 100 dollari,
- in caso di rialzo tra lo 0 e il 35% il rimborso rifletterà la performance del sottostante uno a uno (rimborso minimo da 100 dollari fino a un massimo di 135 dollari, ovvero fino a 11,66% lordo annuo in dollari),
- oltre il +35% della performance dell'oro dal livello iniziale, il rimborso sarà sempre a 120 dollari pari al 20% in 3 anni (6,66% lordo annuo in dollari).
Di seguito la tabella con la performance attuale delle quotazioni dell’oro rispetto al livello iniziale.
Attualmente il certificato prezza di poco sopra la parità (100,89 dollari) con una crescita del 3,79% rispetto al livello iniziale.
Denominazione in dollari
Il certificate è denominato in dollari. Questo offre un rischio / opportunità maggiori ad esempio, in caso di apprezzamento del dollaro sull’euro l‘investitore beneficerà di una performance maggiorata e viceversa peggiorata in caso di deprezzamento del dollaro sull’euro.
Capitale protetto al 100%
La protezione del capitale investito è una caratteristica fondamentale di questo prodotto perché oltre al sottostante, amato da chi cerca protezione, si aggiunge un ulteriore fattore di solidità ovvero il rimborso a 100 dollari sempre anche in caso di calo del sottostante! Una protezione che il classico investitore in oro non ha.
Ricordiamo, però che il capitale è protetto al 100% non garantito, in caso infatti di default dell’emittente l’investitore rischia di perdere il capitale investito. Bnp Paribas gode di un ottimo rating pari a A+ da parte di S&P.
Le diverse ragioni del rally
Ma perché l’oro sta salendo sempre più in cattedra? Le ragioni sono molte e di diversa natura.
In quanto bene rifugio, il metallo è più attraente quando i tassi di interesse reali sono negativi, ovvero quando il rendimento ad esempio di un Treasury è inferiore all’inflazione. L’oro, infatti, riflettendo l’andamento dell’inflazione dovrebbe apprezzarsi di più di quanto rende un titolo di stato.
A questo poi si aggiungono le aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali.
Oltre ai fattori endogeni propri dei mercati finanziari si affiancano motivazioni esogene come l'incertezza economica globale e i rischi geopolitici, il tutto condito dall’imprevedibile esito delle elezioni presidenziali statunitensi”, spiega Ricardo Evangelista, analista di ActivTrades, ritenendo che “prima del voto USA, è probabile che la cautela del mercato rimanga un tema chiave”. La corsa serrata tra Donald Trump e Kamala Harris ha aggiunto un ulteriore livello di incertezza, stimolando ancora la domanda di beni rifugio”, secondo Lukman Otunuga, analista senior di FXTM.
Banche centrali affamate
Un ruolo importante nella crescita del prezzo dell’oro è giocato dalla domanda globale proveniente dalle banche centrali, raddoppiata dal 2022, passando dall’11% del 2021 al 23% raggiunto nel 2023, aumentando di 1.037 tonnellate le loro riserve aurifere, poco sotto il record 1.082 tonnellate segnato lo scorso anno. Questa tendenza è proseguita anche nel corso di quest’anno e a luglio gli istituti centrali di tutto il mondo hanno continuato a rafforzare le loro riserve di materia prima gialla nonostante l’aumento dei prezzi, con un aumento del 206% degli acquisti netti rispetto al mese precedente, secondo un rapporto di Krishan Gopaul, analista senior Emea presso World Gold Council.
La maggior parte dell'oro del mondo è infatti detenuta proprio dalle banche centrali, che ne apprezzano sicurezza, liquidità e rendimento, oltre a voler diversificare le riserve dal dollaro USA,e ad avere maggior appetito di lingotti sono Paesi quali Cina, Turchia e India.
Le banche centrali oggi detengono nei loro depositi circa un quinto di tutto l'oro estratto nella storia e “ci si aspetta che la domanda delle banche centrali rimanga forte nel contesto dell'attuale clima economico e delle tensioni geopolitiche”, afferma Ewa Manthey, commodities strategist di Ing.
La domanda negli Stati Uniti
L’aumento della domanda di oro riguarda anche i piccoli investitori e una conferma di questa tendenza è arrivata nei giorni scorsi anche da quanto sta accadendo negli Stati Uniti nel corso dell’esperimento inaugurato un anno fa da Costco, la catena statunitense di ipermercati all’ingrosso che ha iniziato a offrire ‘lingottini’ da una oncia agli acquirenti fisici e online. A inizio ottobre il 77% dei suoi punti vendita segnalava già l’esaurimento di tutto le scorte di queste piccole porzioni d’oro.
Il boom di interesse degli investitori retail statunitensi si va a sommare agli altri elementi trainanti: la discesa dei tassi di interesse, gli acquisti da parte delle banche centrali e la ricerca di un porto sicuro in una situazione di acuta incertezza geopolitica.
La nazione potrebbe essersi lasciata alle spalle il gold standard nel 1933, ma gli acquirenti di Costco hanno dimostrato che l'oro è un acquisto molto richiesto.
Attenzione: Il Certificate XS2863756859 è soggetto ad un livello di rischio pari a 2 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
BNP Paribas gode di un buon rating:
- Aa3 da parte di Moody's
- A+ da parte di S&P
I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.
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