Bitcoin, nuovo crollo dopo la vendita di Strategy e rotazione verso l’IA

Seppur limitata, la cessione da parte della società posseditrice di ingenti quantità di criptovalute è stata interpretata dal mercato come un segnale negativo per il settore, mentre gli investitori si rivolgono altrove.
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Bitcoin sempre in calo
Non si ferma il calo del Bitcoin seguito dalla decisione di Strategy di vendere una parte del suo immenso portafoglio di criptovalute, andando così ad raffreddare un sentiment sul settore già debole.
La principale delle criptovalute era arrivata a cedere il 5% nella giornata di oggi, scendendo fino ai 61.442 dollari, livello più basso dal 28 febbraio.
Per il Bitcoin si tratta della striscia di perdite più lunga dallo scorso agosto, con il 15% perso soltanto nell’ultima settimana. Inoltre, la cripto ha perso più della metà del suo valore da quando ha raggiunto il massimo storico di oltre 126.000 dollari lo scorso ottobre.
“Il grande problema è che, con il Bitcoin che scende sotto il suo costo stimato di estrazione (tra 60.000 e 70.000 dollari), l’ultimo ancoraggio di valutazione evidente sta scomparendo”, spiega Ipek Ozkardeskaya, analista senior presso Swissquote.
Circa 1,5 miliardi di dollari di scommesse rialziste sono stati spazzati via nelle ultime 24 ore, quasi la metà nelle ultime quattro, con il Bitcoin in testa, secondo CoinGlass. Gli investitori hanno ritirato quasi 4 miliardi di dollari dagli ETF sul Bitcoin quotati negli Stati Uniti nelle ultime 12 sedute, un record di deflussi consecutivi, secondo i dati raccolti da Bloomberg.
Le vendite di Strategy
Strategy di Michael Saylor ha venduto circa 2,5 milioni di dollari delle sue immense riserve di Bitcoin, dopo che negli ultimi anni era diventata uno dei maggiori acquirenti della cripto, rendendo le sue azioni un indicatore del token attraverso un cosiddetto modello di tesoreria di asset digitali in cui acquista e detiene criptovalute.
Il mercato ha reagito immediatamente, interpretando la vendita come un segnale negativo. "Il prezzo del Bitcoin è in calo questa settimana, poiché Strategy ha infranto la sua promessa di 'non vendere mai', minando la fiducia del mercato", spiega Josh Du, responsabile degli investimenti di Animoca Brands.
Se “la vendita di 32 Bitcoin da parte di Strategy per 2,5 milioni di dollari è finanziariamente irrilevante, un errore di arrotondamento rispetto alla sua posizione di 62 miliardi”, segnala Rajiv Sawhney, responsabile della gestione dei portafogli internazionali di Wave Digital Assets, “ciò che segnalano al mercato, dato la sottoperformance di Bitcoin nelle ultime settimane, è molto più importante.”
Rotazione verso l’IA
Se il settore delle cripto arranca, la corsa dei giorni scorsi dell’azionario mostra un contrasto netto tra le società tecnologiche e il settore delle valute digitali. L’indice Nasdaq 100 ha infatti toccato un nuovo record solo martedì, mentre l’andamento del Bitcoin, una volta considerato da molti investitori come un proxy ad alta volatilità per il settore tech, ha spezzato il legame con la tecnologia.
La rotazione è stata particolarmente marcata mentre le azioni legate all’intelligenza artificiale continuano ad attrarre capitali. Il Nasdaq 100 è salito del 41% negli ultimi 12 mesi, mentre Bitcoin è sceso del 38% e si trova al 48% sotto il picco dello scorso anno.
“Abbiamo ridistribuito parte del capitale da Bitcoin e dalle attività digitali verso le azioni legate all’IA”, racconta Carney Mak, partner di FXHB Asset Management, in quanto, “attualmente, l’IA offre un profilo rischio-rendimento più interessante rispetto alle attività digitali, il che ha spinto alcuni investitori a ribilanciare parte dei loro portafogli”.
I dati di Glassnode suggeriscono che la composizione degli acquirenti è cambiata da maggio. Durante il rally di inizio mese scorso, l’accumulo era guidato da detentori con 1.000-10.000 Bitcoin, un gruppo spesso associato a istituzioni più grandi. Finora a giugno, questi acquirenti sono diventati meno attivi, mentre i portafogli più piccoli e i ‘whale’ più grandi hanno mostrato una maggiore disponibilità ad accumulare in corrispondenza della debolezza del mercato.
“Le criptovalute attualmente mancano di un catalizzatore forte a breve termine”, secondo Mak, con performance sempre più vincolate a un range e dipendenti dalla liquidità e dalle condizioni macroeconomiche. Alcuni piani di Ipo legati alle criptovalute sono stati inoltre rinviati, mentre le aziende di intelligenza artificiale continuano ad attrarre la domanda degli investitori e lo slancio di mercato.
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