“Progressi” verso la pace in Medio Oriente, scende il petrolio

"Sono stati compiuti progressi incoraggianti, tra cui la creazione di un meccanismo per ulteriori colloqui tecnici", hanno dichiarato ieri i mediatori Qatar e Pakistan in una dichiarazione congiunta. Istituita una linea di comunicazione per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. “Progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano”, dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi.
Cinque superpetroliere cariche di petrolio, con una capacità di trasporto complessiva di 8 milioni di barili, sono state avvistate sabato e domenica mentre entravano o transitavano all'interno dello stretto di Hormuz.
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La settimana inizia con l’indice MSCI Asia Pacific in rialzo dell’1% grazie alla spinta delle società del tech, soprattutto di quelle di Taiwan e del Giappone. Il petrolio è in ribasso dopo che Stati Uniti e l'Iran hanno concordato una tabella di marcia per raggiungere un accordo di pace definitivo entro 60 giorni.
Il dollaro è poco mosso e i Treasury si indeboliscono con la ripresa delle contrattazioni dopo la festività di venerdì negli Stati Uniti.
DALLA GUERRA ALLA PACE
"Sono stati compiuti progressi incoraggianti, tra cui la creazione di un meccanismo per ulteriori colloqui tecnici", hanno dichiarato ieri i mediatori Qatar e Pakistan in una dichiarazione congiunta. Le parti hanno inoltre istituito una linea di comunicazione per evitare incidenti ed errori di valutazione, con l'obiettivo di garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.
Gli ultimi sviluppi sono giunti dopo un inizio di colloqui complicato, la delegazione dell'Iran avrebbe lasciato ieri per qualche ora il tavolo negoziale, in risposta alla minaccia di nuovi attacchi da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le due parti hanno concordato di creare una "cellula di de-escalation" che coinvolga le parti e il Libano per contribuire a garantire il rispetto della cessazione delle operazioni militari nel Paese, hanno affermato i mediatori.
"L'instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi in un post. ”Per l'Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, è stato revocato il blocco, sono stati sbloccati alcuni beni congelati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo”.
Il petrolio tipo Brent è in ribasso dell’1,2% a 79,9 dollari il barile.
HORMUZ
Milioni di barili di petrolio hanno continuato a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz questo fine settimana, anche dopo che l'Iran aveva affermato di aver nuovamente chiuso il canale, mentre Washington e Teheran offrono versioni contrastanti sullo stato del più importante punto di strozzatura per la navigazione al mondo. Cinque superpetroliere cariche di petrolio, con una capacità di trasporto complessiva di 8 milioni di barili, sono state avvistate sabato e domenica mentre entravano o transitavano all'interno dello stretto, percorrendo una rotta che costeggia l'Oman, prima di "scomparire". Una di esse ha poi ripreso a inviare segnali automatici nelle prime ore di domenica, dopo aver raggiunto il Golfo dell'Oman. Se tutte le petroliere dovessero transitare, i loro movimenti confermerebbero l'affermazione dell'esercito statunitense di poter difendere con successo la rotta meridionale vicino alla costa dell'Oman, nonostante l'Iran rivendichi un ampio controllo sul canale e insista sul fatto che il suo corridoio settentrionale sia l'unica rotta consentita. Alcune navi sono state inoltre avvistate mentre entravano nel Golfo Persico utilizzando la rotta meridionale.
Il Qatar si sta intanto affrettando a riportare in patria altre navi cisterna vuote per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL).
Secondo i dati di tracciamento navale raccolti da Bloomberg, quattro navi cisterna, alcune di proprietà della compagnia di navigazione del Qatar, altre noleggiate a lungo termine dal Paese, stanno attraversando lo Stretto di Hormuz. In caso di successo, si tratterebbe del maggior numero di navi GNL vuote che hanno attraversato lo stretto in un solo giorno dall'inizio della guerra, oltre tre mesi fa.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso, future del Dax di Francoforte -0,3%.
Il Ftse Mib di Milano ha chiuso la settimana con un rialzo del 2,6%, contro il +1,7% dell’indice EuroStoxx 50: da inizio anno il primo sale del 17,5%, il secondo dell’8,7%.
SETTIMANA
Escono nei prossimi giorni dati rilevanti su inflazione e attività economica. Secondo gli strategist di Monte Paschi Corporate&Investment Banking è più importante seguire quelli relativi alla prima, in quanto condizionano le mosse delle banche centrali. Negli Stati Uniti esce giovedì il PCE core, la misura di inflazione preferita dalla Fed è attesa in ulteriore lieve accelerazione. “Il dato assume ancor più rilevanza del normale alla luce del recente tono hawkish del neogovernatore della Fed Kevin Warsh, che ha portato il mercato a prezzare un rialzo dei tassi Fed Fund già nella riunione del prossimo settembre”, si legge nel report.
Gli altri dati di rilievo sono gli indici preliminari di giugno relativi ai PMI servizi e manifattura per le principali economie del mondo. In aggiunta c’è l’indice IFO tedesco e il nuovo bollettino economico della BCE. Tra gli eventi di mercato, sarà rilevante la revisione annuale degli indici MSCI, la Corea del Sud potrebbe entrare nella watchlist per lo status di mercato sviluppato. “Grazie al boom della domanda di chip per la memoria il mercato sudcoreano da inizio anno è più che raddoppiato”.
Sul fronte societario c’è la trimestrale di Micron Technology: ci si aspettano eventuali indicazioni sulla domanda di chip.
VALUTE
L’euro è in prossimità dei minimi da marzo nei confronti del dollaro, a 1,145. Il dollar index punta alla quarta seduta consecutiva di apprezzamento.
Rob Waldner, Head of Ifi Strategy and Macro Research di Invesco ribadisce la sua “visione strutturalmente negativa” sul dollaro statunitense,” rispetto a un ampio spettro di mercati sviluppati ed emergenti”. Waldner è sovrappeso su yen e yuan.
Per quanto riguarda il primo, “riteniamo che lo yen possa potenzialmente sovraperformare le valute delle economie asiatiche più piccole e di quelle europee, anch’esse esposte all’aumento dei prezzi dell’energia ma prive delle riserve energetiche strategiche e delle riserve fiscali necessarie per compensare lo shock. Uno shock di ampia portata potrebbe inoltre determinare flussi di fuga verso la qualità, in grado di sostenere lo yen rispetto alle valute a beta più elevato”.
In merito alla valuta cinese: “Il governatore della Banca centrale Pan ha dichiarato al China Development Forum che la Cina non ha né la necessità né l’intenzione di ricorrere al deprezzamento della valuta per ottenere un vantaggio commerciale”.
L’EURO DIGITALE? SARA’ UNA DELUSIONE
Il progetto dell’euro digitale continua a avanzare, ma rischia di arrivare sul mercato quando il contesto tecnologico sarà già cambiato. È la tesi di Thomas Mayer, fondatore del Flossbach von Storch Research Institute, secondo cui la nuova valuta digitale della Banca centrale europea potrebbe trasformarsi in un altro progetto europeo incapace di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Il debutto è previsto nel 2029. Per Mayer, tuttavia, “nei prossimi tre anni il mondo delle valute digitali potrebbe evolvere con tale rapidità da rendere già obsolete le regolamentazioni europee”, elaborate con tempi considerati troppo lenti rispetto all’innovazione del settore.
Tra i nodi evidenziati dall’economista c’è il limite di 3.000 euro previsto per i wallet digitali, misura che a suo giudizio risente delle pressioni del sistema bancario. I promotori del progetto sottolineano che il tetto non ostacolerebbe i pagamenti più elevati grazie al cosiddetto “principio a cascata”, che consente il rifornimento automatico del wallet tramite conto corrente.
Resta però il dubbio sulla reale utilità dello strumento. “Chi avrà davvero bisogno di un euro digitale per effettuare pagamenti nel 2029?”, si chiede Mayer, ricordando che nell’area euro esistono già i bonifici istantanei SEPA e che gli stablecoin in dollari stanno rapidamente guadagnando spazio nei pagamenti internazionali.
MATERIE PRIME AGRICOLE
Le tensioni geopolitiche e i fattori climatici stanno creando rischi per il comparto agricolo che i mercati continuano a sottovalutare, avverte J. Safra Sarasin. L’aumento dei prezzi delle materie prime agricole si riflette rapidamente sull’intera filiera alimentare, in particolare sul settore zootecnico, dove i mangimi rappresentano oltre il 60% dei costi di produzione. Anche il comparto dei biocarburanti risente delle dinamiche energetiche: il rialzo del petrolio ha sostenuto la domanda di colture destinate alla produzione di carburanti alternativi, spingendo in forte crescita i prezzi di prodotti come l’olio di soia. Diversa la situazione dello zucchero, che beneficia in Brasile di interventi governativi sui carburanti e di condizioni di mercato più favorevoli.
A rendere il quadro ancora più complesso è il possibile ritorno di El Niño da settembre 2026. Secondo gli analisti, il fenomeno potrebbe raggiungere un’intensità record, con effetti rilevanti sulle produzioni agricole globali. “Nel 2024 due anni consecutivi di El Niño avevano fatto salire il prezzo del cacao da 2.500 a 12.000 dollari per tonnellata”, ricorda la società. A ciò si aggiungono le ondate di calore in Europa e la siccità negli Stati Uniti, che minacciano ulteriormente i raccolti.
Per J. Safra Sarasin, “i mercati stanno sottovalutando le imminenti interruzioni dell’offerta”, continuando a scontare un rapido ritorno alla normalità. I vincoli legati a energia, fertilizzanti e disponibilità di terreni coltivabili potrebbero invece persistere per anni, rendendo le materie prime agricole un’opportunità di diversificazione all’interno dei portafogli multi-asset.
L’oro tratta a 4.170 dollari l’oncia, in lieve rialzo.
L’ORO ITALIANO
L’Italia può contare su una delle maggiori riserve auree al mondo e dell’Eurozona, un elemento che contribuisce a rafforzarne la credibilità finanziaria agli occhi degli investitori, afferma il CEO di StoneX Bullion, Philip Smith. L’oro non può risolvere problemi strutturali come l’elevato debito pubblico. “L’oro può rafforzare la credibilità ma non può sostituire una solida politica economica”, osserva, ricordando che gli investitori continuano a valutare principalmente la sostenibilità del debito, le prospettive di crescita, la politica fiscale e la solidità delle istituzioni.
Nel contesto europeo, le differenze nelle riserve auree tra i vari Paesi sono soprattutto il risultato di scelte storiche. Germania, Italia, Francia e Paesi Bassi hanno accumulato ingenti quantità di oro durante le fasi precedenti del sistema monetario internazionale e ne hanno conservato gran parte, mentre altri Paesi hanno seguito strategie differenti nella gestione delle riserve.
Nonostante la fine del gold standard, il metallo prezioso continua a svolgere un ruolo centrale nei bilanci delle banche centrali. “L’oro resta un importante pilastro di stabilità finanziaria”, evidenzia StoneX Bullion, grazie alla sua elevata liquidità, al riconoscimento globale e all’assenza di rischio di controparte. Le recenti politiche delle banche centrali confermano infatti come il metallo giallo continui a essere considerato una componente essenziale delle riserve ufficiali e uno strumento efficace di diversificazione rispetto a valute e titoli di Stato.
TITOLI
Unicredit. Il tasso finale di adesione all'Ops su Commerzbank è pari al 12,51%, con una partecipazione complessiva che raggiunge così il 42,50% includendo le azioni oggetto di strumenti con diritto alla consegna fisica (3,22%). La percentuale salirà al 44,33% una volta che Commerzbank annullerà le azioni proprie come si è impegnata a fare, ha detto venerdì la banca italiana.
Stellantis detiene una partecipazione del 9,5% nella startup statunitense di batterie allo stato solido Factorial Energy e potrebbe acquistare ulteriori azioni in futuro, secondo quanto emerge da un documento depositato presso la Sec.
Recordati. Consob ha temporaneamente sospeso i termini istruttori per l’approvazione del Documento di Offerta relativi all'Opa di CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert "al fine di acquisire talune informazioni mancanti”.
Pirelli. Camfin e Marco Tronchetti Provera (Mtp) hanno proposto alle assemblee degli azionisti di Caa e Longmarch di modificare gli statuti per estendere di 5 anni - al 30 giugno 2040 - la data dalla quale i soci potranno richiedere lo scioglimento delle società, con l'obiettivo di rafforzare il proprio ruolo di investitori stabili e di lungo periodo in Pirelli, dice una nota delle due società.
Sogefi ha reso noto di aver esercitato la put option per cedere la business unit United Springs ad Associated Metal Forming Technologies (Amft), controllata dal fondo One Equity Partners, entro il terzo trimestre. Il perfezionamento dell'operazione, sottoscritta venerdì, è subordinato al rilascio dell'autorizzazione Fdi in UK.
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