Puntare sulla ripresa del petrolio? Exxon è la scelta migliore


Rialzo del greggio nei primi sei mesi dell’anno e upgrade del colosso Oil americano da Neutral a Buy. Sono i punti principali del nuovo report di Redburn Atlantic. Per valutare le società petrolifere, spiega l’analista Peter Low, il parametro fondamentale è il free cash flow.


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Le azioni della major hanno un potenziale di rialzo del 20%

Fra i perdenti del 2023, i titoli petroliferi Usa potrebbero riservare belle sorprese agli investitori nell’anno che è appena iniziato, grazie alla prospettiva di un rimbalzo delle quotazioni del greggio nei prossimi sei mesi. In ogni caso il petrolio e i titoli dell’energia sono una bella diversificazione per investitori che vogliono continuare a puntare sul settore tech e sul boom dell’intelligenza artificiale, pur fra crescenti preoccupazioni per il rischio di eccessi speculativi.

Fra i più convinti sostenitori delle Big Oil c’è Peter Low, analista del broker americano Redburn Atlantic, che in un report diffuso mercoledì 10 gennaio spiega perché fra le tante scelte possibili la sua favorita sia Exxon Mobil, il colosso numero uno dell’industria petrolifera americana. Exxon si appresta a chiudere il bilancio 2023 con ricavi che il consensus degli analisti stima a 348 miliardi di dollari, un utile di 36,9 miliardi, e ha una capitalizzazione a Wall Street di 391 miliardi.

Low ha alzato la raccomandazione da Neutral a Buy e ha corretto il target price a 119 dollari da 116 dollari. Rispetto al prezzo di chiusura di mercoledì, pari a 98,69 dollari, l’analista individua un potenziale di rialzo del 21%. Bisogna dire che Low non è certo l’unico ad apprezzare il gigante petrolifero, visto che su 27 analisti che coprono Exxon sono ben 15 quelli che consigliano di comprare le azioni (gli altri 12 hanno tutti raccomandazioni neutrali) e la media dei target price è 125 dollari.

Prevista una ripresa dei consumi con il Wti a 85 dollari al barile

Le performance deludenti dei titoli petroliferi Usa sono collegate alla discesa delle quotazioni del greggio, che soffre di un eccesso di offerta rispetto a una domanda debole. Se nell’intero 2023 le quotazioni del Brent sono scese del 4%, negli ultimi tre mesi dell’anno, da fine settembre a fine dicembre, il calo è stato del 20%, nonostante gli sforzi del principale esportatore, l’Arabia Saudita, per tenere unito il cartello dell’Opec + e la sua capacità di influenzare il mercato. Il rallentamento della crescita economica globale e la forte produzione di Paesi che non fanno parte dell’Opec + hanno contribuito alla discesa del greggio.

L’analista di Redburn prevede una ripresa dei consumi che supererà la produzione nella prima metà dell'anno. Ciò potrebbe portare i prezzi del petrolio americano Wti vicino agli 85 dollari al barile, dall’attuale quotazione di 71 dollari. Di un simile rimbalzo dovrebbero beneficiare le azioni di alcune compagnie petrolifere le cui valutazioni sono scese al di sotto della media storica. Nel complesso, scrive Peter Low, le major petrolifere sono scambiate con uno sconto del 30% rispetto alle loro valutazioni di lungo periodo.

La leadership di Exxon nel Bacino Permiano

"Questa combinazione di valutazioni poco esigenti e di rialzo dei prezzi delle materie prime ci spinge ad assumere una visione più costruttiva sul settore", afferma Low. A suo avviso, Exxon, dopo essere scesa del 9% nel corso del 2023, è la società petrolifera con le migliori prospettive di crescita fra le major. Exxon ha appena concluso l’acquisizione di Pioneer Natural Resources, che verrà pagata 60 miliardi di dollari, un’operazione che permette al gruppo di rafforzare la leadership nello sfruttamento del Bacino Permiano, un’area che si estende nella parte occidentale del Texas e nel Nuovo Messico e che rappresenta il giacimento petrolifero più importante del Nord America. Altro obiettivo di Exxon è quello di avviare lo sfruttamento di riserve in altre zone del mondo, a partire dalla Guyana. Secondo Low, Exxon dispone di riserve per 12,6 anni, più della media delle major petrolifere, calcolata in 10,1 anni.

Free cash flow e price/earning. Come valutare le Oil company

Le azioni Exxon vengono scambiate e 11,3 volte gli utili previsti per il 2024, una valutazione più alta rispetto ai concorrenti europei come Shell (7,1 volte), Bp (6,6 volte) e TotalEnergies (6,4 volte), ma in linea con le altre major americane come Chevron (11 volte) e ConocoPhillips (11,2 volte). Ma se si considera il free cash flow, dice l’analista, il titolo appare meno costoso.

Per Exxon il free cash flow, ovvero la liquidità generata, è pari al 9,6% della capitalizzazione di Borsa (senza contare le spese di capitale a lungo termine). Si tratta di un valore medio fra le principali compagnie petrolifere.

Il free cash flow è diventato un parametro importante per le compagnie petrolifere, perché indica la capacità di pagare dividendi crescenti e di portare a termine buyback. Low sostiene che Exxon è sulla buona strada per riacquistare azioni proprie per 20 miliardi di dollari all'anno, una volta completata l'acquisizione di Pioneer, e si aspetta che questo numero cresca negli anni a venire.

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