Quali sono le stime economiche per il 2023

Tognoli prova ad allungare lโorizzonte temporale di previsione per capire quali saranno i fattori chiave che guideranno i mercati finanziari nel prossimo biennio. Ci sono ancora tre picchi da raggiungere: tassi di interesse di interesse, inflazione e il dollaro.
A cura di Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Nessun dato significativo per i mercati in uscita oggi.
Ieri le vendite al dettaglio dellโEuropa MoM di ottobre sono risultate leggermente peggiori delle stime (-1,8% contro -1,7% attesi e +0,8 di settembre), mentre lievemente migliori delle attese i dati USA: PMI composito (46,4 punti contro 46,3 atteso) e PMI servizi di novembre (46,2 punti contro 46,1 stimato). Migliore delle stime anche lโISM non manifatturiero di novembre (56,5 punti contro 53,3 atteso).
Difficile che nel corso della settimana i mercati possano prendere una direzione definita, sia perchรฉ ci sono alcuni giorni festivi sia perchรฉ gli investitori aspettano le decisioni delle banche centrali il prossimo 14 e 15 dicembre.
Oggi proviamo ad allungare lโorizzonte temporale di previsione e cerchiamo di capire quali saranno i key drivers che guideranno i mercati finanziari nel prossimo biennio. Quello che ci sentiamo di affermare senza paura di essere smentiti รจ che l'era dei tassi a zero o addirittura negativi รจ finita. Il cambio di regime รจ definitivo e ci sta portando gradualmente verso una nuova era.
Gli investitori piรน esperti potrebbero vedere in questa situazione un ritorno a tempi simili al periodo precedente alla crisi finanziaria globale del 2008. Ma questo รจ ancora da capire. Per il momento, il paragone piรน appropriato sembra essere quello con la fase di stagflazione sperimentata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80. Anche se oggi il ruolo delle banche centrali รจ molto piรน importante e strategico per i mercati finanziari rispetto a quello di 40/50 anni fa.
Per i mercati finanziari una differenza di non poco conto รจ rappresentata dallโattenta politica di comunicazione della FED (un poโ meno attenta quella della BCE) che consente ai mercati finanziari di anticipare forse meglio del passato le fasi di ripresa/flessione. Il rovescio della medaglia, se vogliamo, รจ che eventuali errori di interpretazione delle banche centrali (i.e. lโinflazione รจ temporanea), possono portare i mercati a valutazioni errate. Le successive correzioni verso lโequilibrio, oltre a generare un incremento della volatilitร , risultano sempre piรน veloci e profonde.
Decisamente piรน strategica rispetto al passato appare quindi una gestione attiva del portafoglio che consenta flessibilitร e velocitร di azione in modo da non subire il mercato in modo pro ciclico.
Detto questo, vediamo quali sono le stime economiche per il prossimo anno. Come abbiamo sottolineato diverse volte, crediamo che l'economia USA entrerร in recessione nei primi tre trimestri del 2023 (magari poco profonda e tecnica), prima di tornare a crescere. Ci aspettiamo che la FED modererร il ritmo dei rialzi, ma i tassi raggiungeranno il 5% all'inizio del 2023. Tassi di interesse piรน elevati, una spesa pubblica meno generosa e un'inflazione piรน elevata dellโobiettivo sono tutti fattori che riducono la capacitร di spesa delle famiglie.
Le aziende risponderanno all'indebolimento della domanda rallentando la produzione e riducendo anche la domanda di lavoro. Eโ probabile che l'inasprimento della politica monetaria possa essere ancora abbastanza severo da far salire il tasso di disoccupazione USA (anche se difficilmente si vedrร un dato superiore al 4%), condizione necessaria non solo per un calo della domanda delle famiglie, ma anche per un allentamento delle pressioni inflazionistiche.
A differenza degli USA, la recessione europea non sarร causata dall'inflazione interna e dall'aumento dei tassi di interesse. Al contrario, l'impennata dei costi energetici legata alla guerra in Ucraina si รจ dimostrata abbastanza grave da causare un calo della produzione.
Che cosa ci possiamo aspettare ancora dai dati economici? Crediamo che ci possano essere ancore tre picchi da raggiungere. Il primo รจ quello dei tassi di interesse di interesse, vicino negli USA (non ancora in Europa), il secondo รจ quello dellโinflazione che le banche centrali provano a spegnere aumentando i tassi, ma che solo una recessione globale farร scendere verso l'obiettivo del 2%. Il terzo picco รจ quello del dollaro che puรฒ scendere ancora favorendo i mercati emergenti, di fatto gli unici con promettenti prospettive macro.
Una volta superati i tre picchi le prospettive dovrebbero decisamente migliorare. Le perdite dei mercati possono far da base per i prossimi guadagni e ovviamente la tempistica d'ingresso fa la differenza tra guadagnare o perdere.
Il nostro suggerimento รจ quello che concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine e attenersi ai principi di un portafoglio globalmente diversificato di azioni e bond.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
