Quantum computing, Bank of America sceglie IonQ: Buy e target a 60 dollari

La banca avvia la copertura sulla maggiore pure play del quantum computing e vede un consistente potenziale di rialzo. Ricavi 2026 attesi a 450-460 milioni e crescita vertiginosa, ma perdite ancora elevate e una valutazione di 23 volte le vendite.
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L’obiettivo implica un potenziale rialzo del 38%
Una nuova scommessa sul quantum computing arriva da Bank of America. La banca americana ha avviato la copertura su IonQ con una raccomandazione Buy e un target price di 60 dollari, affidando la valutazione all’analista Vivek Arya. Ai prezzi attuali, intorno ai 44 dollari, l’obiettivo implica un potenziale rialzo nell’ordine del 38%.
La raccomandazione arriva in una fase tutt’altro che tranquilla per IonQ. Dopo essere arrivato a 72 dollari a fine maggio, il titolo ha perso il 40% del proprio valore in quattro mesi. Ma Bank of America ritiene che dietro la volatilità di Borsa stia prendendo forma una delle realtà più interessanti del quantum computing quotato.
IonQ è infatti, secondo BofA, la maggiore società pure play del settore per ricavi. A differenza dei colossi tecnologici che sviluppano computer quantistici all’interno di gruppi molto più vasti, il suo business è concentrato sulle tecnologie quantistiche: computing, comunicazioni, networking, sicurezza e sensing.
La scommessa sui semiconduttori
Al centro della tesi di Bank of America c’è soprattutto la tecnologia. IonQ utilizza i cosiddetti trapped ions, ioni intrappolati che vengono utilizzati come qubit, le unità fondamentali dell’informazione quantistica.
La novità è il tentativo di trasferire progressivamente una parte crescente del controllo dei qubit dai sistemi laser ai semiconduttori. È questo, secondo BofA, uno degli elementi che potrebbero permettere a IonQ di aumentare il numero dei qubit e trasformare una tecnologia ancora in larga misura sperimentale in sistemi producibili su scala industriale.
Un passaggio decisivo della strategia è stata l’acquisizione di SkyWater Technology, produttore americano di semiconduttori. L’operazione consente a IonQ di controllare direttamente una parte della capacità produttiva necessaria per sviluppare i propri chip quantistici.
A settembre la società ha presentato Superion 256, la sesta generazione dei suoi computer quantistici, dotata di 256 qubit fisici. I primi chip sono già stati fabbricati negli impianti SkyWater e IonQ ha aperto gli ordini, mentre le prime consegne ai clienti sono previste nel 2027.
Ricavi in accelerazione
Per il momento, però, la crescita tecnologica deve ancora tradursi in una macchina capace di produrre utili. I ricavi stanno aumentando a ritmi impressionanti, ma partendo da dimensioni ancora relativamente contenute.
Nel secondo trimestre 2026 IonQ ha registrato un fatturato di 80,1 milioni di dollari, in crescita del 287% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La società ha attribuito l’accelerazione alle installazioni dei computer IonQ Tempo, all'utilizzo attraverso il cloud e alla crescente attività commerciale.
Dopo l’acquisizione di SkyWater, a settembre IonQ ha inoltre alzato la guidance sui ricavi dell’intero 2026 a 450-460 milioni di dollari. Una parte importante dell’incremento deriva però proprio dal consolidamento della società acquisita.
Bank of America guarda molto più avanti. Le sue stime indicano ricavi complessivi per circa 3,7 miliardi di dollari nel 2030, contro circa 455 milioni previsti quest’anno: significherebbe una crescita media annua vicina al 69%.
Ed è proprio su queste proiezioni che BofA costruisce il target price di 60 dollari. La banca applica un multiplo EV/Sales di 7 volte ai 2,5 miliardi di ricavi che prevede nel 2030 per hardware e servizi quantistici e un multiplo di 2 volte agli 1,2 miliardi attesi dalle attività di foundry. Il risultato è un multiplo medio di circa 5,4 volte le vendite previste nel 2030.
Il conto, per ora, resta pesante
Se i ricavi corrono, i conti mostrano però quanto costosa sia ancora la corsa al computer quantistico. Nel secondo trimestre IonQ ha registrato una perdita netta di 1,87 miliardi di dollari e un adjusted Ebitda negativo per 120,3 milioni.
La società dispone comunque di risorse finanziarie consistenti. A fine giugno aveva 3 miliardi di dollari fra cassa, equivalenti e investimenti; considerando pro forma l'esborso sostenuto per SkyWater, la disponibilità scende a circa 2 miliardi.
BofA prevede tuttavia free cash flow negativo fino al 2030. Tra i rischi indicati dalla banca figurano anche la necessità di integrare le numerose acquisizioni effettuate da IonQ, la possibilità di ulteriore diluizione per gli azionisti e, soprattutto, l’incertezza sui tempi con cui il quantum computing potrà trasformarsi in un mercato realmente commerciale.
Una valutazione ancora da vertigini
Anche dopo la discesa delle quotazioni, IonQ resta un titolo estremamente caro secondo i tradizionali parametri di Borsa. Il rapporto fra prezzo e vendite attese nei prossimi dodici mesi è di circa 23 volte, contro poco più di 5 volte per il settore Computer-Integrated Systems.
C’è però un dato curioso: nella storia recente di IonQ il multiplo mediano è stato addirittura vicino a 62 volte le vendite. In altre parole, il titolo continua a incorporare aspettative di crescita enormi, ma il premio pagato dagli investitori si è drasticamente ridimensionato rispetto al passato.
Ed è qui che si concentra la scommessa di Bank of America. I 60 dollari del target non presuppongono che IonQ debba diventare redditizia rapidamente. Presuppongono invece che la società riesca a rispettare una roadmap tecnologica molto ambiziosa e a trasformare il vantaggio scientifico in una crescita dei ricavi altrettanto eccezionale.
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