Quantum computing, pioggia di fondi Usa: IonQ e Rigetti volano in Borsa

Il mercato festeggia le indiscrezioni sui nuovi finanziamenti pubblici al quantum computing. IBM potrebbe ottenere 1 miliardo di dollari e gli investitori tornano a comprare con aggressività le società più speculative del settore
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Washington si prepara ad assegnare circa 2 miliardi di dollari
Il governo americano torna a scommettere con forza sul quantum computing e Wall Street reagisce immediatamente premiando i titoli del settore. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Washington si prepara ad assegnare circa 2 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici a nove società attive nelle tecnologie quantistiche, utilizzando le risorse previste dal Chips and Science Act del 2022.
La notizia ha acceso gli acquisti nel pre-market Usa, con rialzi a doppia cifra per alcune delle società più speculative del comparto. IBM, che mercoledì aveva chiuso a 225 dollari (+1,2%), viene scambiata intorno a 240 dollari nel pre-market di oggi, con un rialzo del 6,6%. Ancora più forte la reazione di Rigetti Computing, che balza del 14% a 19,3 dollari dopo il +5,7% della seduta precedente. IonQ, già reduce da un rally dell’8%, sale di un ulteriore 7% a 56,2 dollari. Bene anche D-Wave Quantum, indicata in rialzo di circa il 16%.
La fetta più grossa dei fondi andrà a IBM
Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, il principale beneficiario del piano sarebbe IBM, che dovrebbe ricevere un finanziamento pubblico da 1 miliardo di dollari.
Il gruppo americano ha rapidamente confermato il progetto, annunciando la creazione della prima “quantum foundry” statunitense dedicata esclusivamente alla produzione di wafer per computer quantistici. L’iniziativa verrà sviluppata attraverso una nuova società chiamata Anderon, con sede ad Albany, nello Stato di New York.
IBM investirà a sua volta un altro miliardo di dollari per affiancare il contributo governativo, creando una struttura industriale che dovrebbe accelerare la produzione di componenti quantistici avanzati per tutto l’ecosistema americano.
Nella nota ufficiale, IBM afferma che il nuovo polo produttivo potrebbe contribuire a rafforzare la leadership degli Stati Uniti in un’industria che, secondo le stime del gruppo, potrebbe generare fino a 850 miliardi di dollari di valore economico entro il 2040.
Il governo Usa entra direttamente nel capitale
Uno degli aspetti più interessanti dell’operazione è che il governo americano non si limiterebbe a concedere sussidi, ma acquisirebbe anche partecipazioni azionarie nelle aziende finanziate.
Si tratta di una svolta significativa nella politica industriale americana. Washington considera ormai il quantum computing una tecnologia strategica sia sul piano economico sia su quello della sicurezza nazionale, al pari dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori avanzati.
Il messaggio politico è molto chiaro: gli Stati Uniti non vogliono perdere terreno nei confronti della Cina in una delle tecnologie considerate decisive per i prossimi decenni.
Non solo IBM: premiate anche le società più speculative
Oltre a IBM, il piano dovrebbe coinvolgere anche Rigetti Computing, D-Wave Quantum e Infleqtion, che riceverebbero circa 100 milioni di dollari ciascuna.
La società di semiconduttori GlobalFoundries dovrebbe invece ottenere 375 milioni di dollari, mentre la startup australiana Diraq sarebbe destinataria di 38 milioni.
Il mercato continua però a distinguere nettamente fra i grandi gruppi industriali e le piccole società quotate che rappresentano una scommessa pura sul futuro del quantum computing.
IBM dispone già di un business consolidato, genera utili e cash flow e può permettersi investimenti miliardari nel lungo termine. Rigetti, IonQ e D-Wave restano invece aziende altamente speculative, caratterizzate da forte volatilità e modelli di business ancora in fase di sviluppo.
Quantum computing: entusiasmo enorme, ricavi ancora limitati
L’entusiasmo degli investitori nasce dall’idea che i computer quantistici possano un giorno risolvere problemi oggi impossibili per i sistemi tradizionali in attività come simulazioni chimiche avanzate, crittografia, ottimizzazione logistica, ricerca farmaceutica e intelligenza artificiale. Ma la strada commerciale è ancora lunga.
Molte aziende del settore producono ricavi limitati e continuano a bruciare cassa. Inoltre, le tecnologie quantistiche restano estremamente difficili da scalare industrialmente, soprattutto a causa dell’elevata sensibilità dei qubit agli errori e alle interferenze esterne.
Per questo motivo i movimenti di Borsa possono diventare molto violenti, sia al rialzo sia al ribasso. Il sostegno del governo americano rappresenta certamente un elemento positivo per l’intero comparto, ma non elimina i rischi tipici di un settore ancora largamente sperimentale.
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