Oro ai massimi da due mesi, UBS lo vede a 5 mila dollari

Oro ai massimi da due mesi, UBS lo vede a 5 mila dollari

Il report sul lavoro negli Stati Uniti aveva mostrato un calo di posti di lavoro nel mese di luglio, riducendo così le previsioni di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, e, secondo alcuni esperti, il prezzo del metallo giallo potrebbe continuare a crescere nei prossimi mesi.

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Prezzo dell’oro ancora crescita

Prezzi dell’oro ancora sostenuti dopo i deboli dati sull’occupazione negli Stati Uniti diffusi venerdì scorso che hanno ridotto le previsioni di una mossa restrittiva da parte della Federal Reserve.

Stamattina il prezzo spot del bene rifugio per eccellenza resta ancora sopra quota 4.350 dollari, con un massimo toccato a 4.359 dollari, ai massimi dal giugno scorso, mentre il future con scadenza a dicembre tratta a 4.412 dollari l’oncia.

Nonostante i recenti guadagni, l’oro rimane quasi un quinto al di sotto dei livelli precedenti all’inizio della guerra in Iran a fine febbraio.

Dati sul lavoro USA deboli

Il report sul lavoro pubblicato venerdì aveva mostrato un calo dei posti di lavoro negli Stati Uniti a luglio, mentre l’aumento registrato nei due mesi precedenti era stato rivisto al ribasso.

Secondo quanto comunicato dal Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro, i posti di lavoro non agricoli negli USA sono diminuiti di 23.000 unità il mese scorso, dopo un aumento di 20.000 unità a giugno, rivisto al ribasso. Si tratta di un dato nettamente inferiore alle attese degli esperti: gli economisti intervistati da Reuters avevano previsto un aumento di 80.000 posti di lavoro.

“I dati sull’occupazione inferiori alle attese delineano uno scenario in cui è meno probabile che la Fed aumenti i tassi di interesse nella sua prossima riunione”, spiega David Meger, direttore del trading dei metalli presso High Ridge Futures.

Questi dati “hanno ridotto i timori di un imminente aumento dei tassi e hanno dato slancio al metallo. Sembra una stabilizzazione naturale: mi aspetto che l'oro rimanga supportato al di sopra dei 4.300 dollari nel breve termine", ha affermato Tim Waterer, analista di mercato capo di KCM Trade.

Il mercato dei future sui tassi sconta ora una probabilità del 43,9% di un inasprimento della politica monetaria da parte della Fed a settembre, rispetto al 57% prima della pubblicazione del rapporto sull’occupazione, secondo i dati di LSEG. La probabilità che la Fed mantenga invariati i tassi il mese prossimo è salita al 56,1% rispetto al 43,2% registrato poco prima della pubblicazione dei dati.

La politica monetaria dell’istituto centrale influisce indirettamente le quotazioni dell’oro: tassi di interesse più bassi rendono il metallo giallo più attraente rispetto agli asset che generano rendimento, poiché non produce interessi.

I prossimi appuntamenti macro

Tra i principali dati economici statunitensi in programma questa settimana figurano l'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) mercoledì e l'Indice dei Prezzi alla Produzione (PPI) giovedì.

"Dati deludenti rafforzerebbero le argomentazioni a favore di un mantenimento dei tassi e aprirebbero la strada a ulteriori rialzi per l'oro. L'incertezza in Medio Oriente rimane un fattore di rischio persistente, poiché qualsiasi nuova escalation che spinga al rialzo i prezzi del petrolio potrebbe rapidamente esercitare pressione sul metallo", ha affermato Waterer.

5 mila dollari nel 2027 secondo Ubs

Secondo Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management “i rischi a breve termine rimangono”, specialmente in vista dei prossimi dati statunitensi e qualora i prezzi del petrolio dovessero alimentare le preoccupazioni sull’inflazione. Stamattina il Brent saliva fino a sfiorare gli 85 dollari e il greggio WTI si portava a 78,40 dollari al barile.

“Tuttavia, sebbene il contesto immediato possa rimanere volatile, la tesi a medio e lungo termine a favore dell’oro appare ancora sostenuta da diversi fattori duraturi. È prevista un’ascesa dei prezzi dell’oro verso i 5.000 dollari l’oncia nella prima metà del 2027”, prevede Haefele.

Tali fattori secondo Ubs includono il calo dei tassi reali, che dovrebbe infine riaccendere la domanda di investimenti, la debolezza del dollaro unitamente ai flussi di diversificazione, che rimangono un forte supporto nel medio termine, e gli acquisti da parte delle banche centrali, i quali forniscono un livello minimo duraturo per il mercato dell’oro.

Anche Aakash Doshi, responsabile della strategia sull’oro per State Street Investment Management, ritiene che l’oro abbia il potenziale per raggiungere i 5.000 dollari l’oncia entro la fine dell’anno o all’inizio del 2027, sostenuto dai robusti acquisti della Cina e dalla continua domanda delle banche centrali dei mercati emergenti.

I 4.700 dollari di Deutsche Bank

Meno rialzisti gli esperti di Deutsche Bank, secondo i quali “l’oro rimane in una fase esplosiva del processo di determinazione dei prezzi” e si attendono che l’oro raggiungerà i 4700 dollari l’oncia entro la fine dell’anno, superando la sua previsione di 4600 dollari l’oncia per il quarto trimestre.

“La domanda ufficiale di oro è ora salita a un livello record di 45 miliardi di dollari nel secondo trimestre”, spiega Michael Hsueh, analista della banca tedesca, e “La tendenza di una componente sostanziale non dichiarata nella domanda ufficiale rimane invariata”.

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