Oro ancora in calo tra dati macro e tensioni in Medio Oriente

Tutto ruota intorno alla prossima decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse che sarร condizionata dai dati sullโinflazione in agenda per venerdรฌ prossimo e dal prosieguo delle operazioni militari nello Stretto di Hormuz.
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Quotazioni dellโoro in calo
Non si ferma il calo per lโoro dopo la discesa di venerdรฌ scorsa arrivata a seguito dei dati sullโinflazione negli Stati Uniti.
Oggi il prezzo spot del metallo prezioso scende a 4.394 dollari, mentre il future con scadenza a dicembre quota 4.439 dollari lโoncia.
Dal rimbalzo da un minimo vicino ai 4.000 dollari a luglio, lโoro si รจ assestato in un range relativamente ristretto. La scorsa settimana, il metallo ha oscillato intorno ai 4.400 dollari mentre i trader rivalutavano ripetutamente le prospettive della politica monetaria della Fed.
I dati sui prezzi al consumo attesi per questa settimana forniranno indizi fondamentali sulla probabile decisione della banca centrale sui tassi.
Ancora tensioni in Medio Oriente
La ripresa delle operazioni militari nello Stretto di Hormuz hanno diffuso nuove preoccupazioni sui prezzi dell'energia e sulle loro potenziali implicazioni per l'inflazione.
L'Iran ha dichiarato di aver preso di mira tre petroliere nello Stretto di Hormuz, insieme a diverse navi collegate agli Stati Uniti, in risposta agli attacchi statunitensi contro alcune imbarcazioni durante il fine settimana. Questa situazione spinge ancora in alto il Brent, scambiato vicino a 98 dollari al barile.
I prezzi piรน alti dellโenergia hanno pesato sullโoro per gran parte dellโanno, esercitando pressione sulle banche centrali, compresa la Federal Reserve, perchรฉ aumentino i tassi per tenere sotto controllo lโinflazione.
Verso un rialzo dei tassi Fed
Gli investitori attendono ora i dati statunitensi sui prezzi alla produzione di giovedรฌ e quelli sui prezzi al consumo di venerdรฌ per ulteriori indicazioni sulle prospettive dell'inflazione e sul possibile percorso dei tassi di interesse.
I trader scontano ora una probabilitร di circa il 60% che la Fed alzi i tassi a settembre. Tassi di interesse piรน elevati possono aumentare l'attrattiva relativa degli asset che generano reddito: costi di indebitamento piรน elevati rappresentano solitamente un vento contrario per lโoro, che non offre interessi.
โUn altro dato solido su PPI o CPI potrebbe rafforzare la narrativa di un nuovo inasprimento, sfondare la difesa a 4.400 dollari e approfondire il movimento al ribassoโ, prevede Hebe Chen, analista senior di Vantage Markets a Melbourne. โUnโinflazione piรน debole potrebbe alleviare temporaneamente la pressione sullโoro, ma a questo stadio potrebbe rivelarsi piรน un sollievo che un resetโ, prosegue Chen.
I numeri sullโinflazione arriveranno dopo che venerdรฌ scorso รจ emerso che l'economia statunitense ha creato 162.000 posti di lavoro ad agosto, superando le aspettative, mentre il tasso di disoccupazione รจ rimasto invariato. Dopo la pubblicazione del rapporto, i mercati attribuivano una probabilitร di circa il 60% a un aumento dei tassi della Federal Reserve nella riunione del 15-16 settembre.
Inoltre, la performance del metallo รจ condizionata spesso dallโandamento del dollaro, rafforzatosi venerdรฌ scorso dopo i dati macro: una valuta statunitense piรน forte puรฒ inoltre aumentare il costo dell'oro denominato in dollari per gli acquirenti che utilizzano altre valute.
Oggi, perรฒ, il dollaro si indebolisce: lโindice del biglietto verde scende (-0,25%) a 98,91 e la coppia EUR/USD sale a 1,1626.
Destinazione 5 mila dollari secondo analista
L'oro si รจ mosso in un intervallo relativamente ristretto da quando ha recuperato da circa 4.000 dollari l'oncia a luglio. La scorsa settimana, il metallo รจ sceso sotto la sua media mobile a 200 giorni, situata a circa 4.526 dollari.
Tony Sycamore, senior market analyst di IG, spiega che il movimento non ha modificato la sua visione di medio termine secondo cui l'oro avrebbe formato una base intorno al minimo di fine giugno di 3.942 dollari.
Sycamore continua a preferire gli acquisti durante le fasi di ribasso e prevede che l'oro potrebbe dirigersi verso i 5.000 dollari l'oncia.
Il metallo sta ritrovando il suo ruolo tradizionale di copertura del portafoglio, grazie al ritorno degli acquisti delle banche centrali e al cosiddetto โdebasing tradeโ, che ricorda il forte rally che aveva spinto lโoro a un record vicino ai 5.600 dollari a gennaio.
โNei momenti in cui i mercati erano preoccupati per il tema del debasing โ domande sulla governance delle banche centrali, le prospettive fiscali, interventi non ortodossi nei mercati obbligazionari o valutari โ proprio in quei momenti abbiamo visto i prezzi dellโoro salireโ, ha spiegato Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime di Goldman Sachs Group Inc., in unโintervista a Bloomberg TV. โIn quelle circostanze, lโoro agisce chiaramente come coperturaโ, concludeva lโesperto.
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BNP Paribas
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