Petrolio a 100 dollari secondo Goldman Sachs con chiusura dello Stretto di Hormuz

La banca d’investimento statunitense aumenta le previsioni sui prezzi del Brent e del WTI dopo l’aumento del rischio di interruzioni delle forniture legato alle tensioni e alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dei pasdaran iraniani.
Indice dei contenuti
Goldman Sachs rivede al rialzo le previsioni sul Brent
La banca d’investimento Goldman Sachs ha annunciato un significativo aumento delle sue previsioni per i prezzi del petrolio nel secondo trimestre del 2026, aumentando il target per il Brent di circa 10 dollari al barile a 76 dollari e quello per il West Texas Intermediate (WTI) di 9 dollari a 71 dollari. La decisione è legata alle crescenti prospettive di interruzioni nelle forniture energetiche globali, soprattutto a causa delle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico.
La banca statunitense ha sottolineato che lo scenario di riferimento presuppone un significativo calo dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, un punto di passaggio fondamentale per circa il 20% dell’energia mondiale.
Nel suo rapporto, la banca ha anche affermato che, se le esportazioni attraverso lo Stretto dovessero rimanere piatte per periodi prolungati, i prezzi del Brent potrebbero raggiungere i 100 dollari al barile per effetto dell’aumento del premio per il rischio.
Tuttavia, un rapido ritorno alla stabilità e all’apertura sicura dello Stretto di Hormuz potrebbe ridurre parte di questo premio di rischio, favorendo una normalizzazione graduale delle quotazioni nel mercato energetico globale.
Tensioni nello Stretto di Hormuz
Le tensioni nel Golfo Persico sono esplose dopo una serie di attacchi e ritorsioni militari fra Stati Uniti, Israele e Iran, portando a dichiarazioni e azioni che minacciano di chiudere lo Stretto di Hormuz da parte di milizie affiliate ai pasdaran iraniani. Lo Stretto, passaggio strategico tra il Golfo Persico e il Mare di Oman, gestisce una quota enorme del transito globale di petrolio e gas naturale liquefatto e qualsiasi interruzione rappresenta una seria minaccia alle forniture mondiali.
Questa pressione geopolitica ha già spinto i principali benchmark petroliferi ai massimi da mesi: prezzi in fortissimo rialzo nei primi giorni di marzo 2026, riflettendo una forte componente di rischio legata alla possibile paralisi dei flussi nello Stretto.
Oggi, intanto, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), i cui membri vengono chiamati ‘pasdaran’, ha annunciato di avere il "controllo totale" dello Stretto di Hormuz, secondo quanto affermato da Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell'Irgc.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere "se necessario" attraverso lo stretto.
Aggiornamento sui prezzi del petrolio
Il mercato del petrolio continua la sua corsa al rialzo nella giornata di oggi, spinto dalle tensioni geopolitiche e dal rischio di interruzione delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo le quotazioni più recenti, BrenteWTI sono saliti ulteriormente: il Brent è scambiato intorno a 83-84 dollari e il WTI a circa 76-77 dollari al barile. Questi livelli riflettono un rally importante dei prezzi nel corso degli ultimi giorni.
La guerra iniziata con gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva escalation ha spinto i mercati energetici a scontare un maggiore premio per il rischio. Prima dei raid, alla fine di febbraio 2026, i future sul Brent si aggiravano attorno ai 71 dollari e il WTI attorno ai 65 dollari. Dopo l’inizio del conflitto, i prezzi hanno avuto una forte accelerazione: il Brent ha superato gli 80 dollari già nei primi giorni di marzo, toccando punte di 82-85 dollari, mentre il WTI ha raggiunto 77-78 dollari.
Nel confronto tra i livelli pre-guerra (fine febbraio) e quelli attuali, il Brent ha registrato un rialzo complessivo di oltre il 15-18 %, in parte spinto dai timori di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz e dal taglio di produzione di alcuni Paesi esportatori legato alle difficoltà logistiche e alle interruzioni di traffico marittimo.
no
XS3171913596
BNP Paribas
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
