Raiffeisen sfida NLB: la piccola Addiko scatena la battaglia bancaria nei Balcani

L’istituto austriaco alza la propria offerta per Addiko Bank dopo la mossa aggressiva della slovena NLB. Il mercato scommette su nuovi rilanci
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Nuova partita per il consolidamento bancario in Est Europa
Si accende la battaglia per il controllo di Addiko Bank, la piccola banca austriaca specializzata nel credito al consumo nei Balcani. A contendersi l’istituto sono ora due gruppi regionali con forti ambizioni di crescita nell’Europa centro-orientale: da una parte l’austriaca Raiffeisen Bank International, dall’altra la slovena Nova Ljubljanska Banka, meglio conosciuta come NLB.
La sfida si sta rapidamente trasformando in una vera guerra di offerte. Mercoledì 13 maggio Raiffeisen ha migliorato del 15% la propria proposta, portandola a 26,50 euro per ogni azione Addiko. Poche ore prima NLB aveva ufficializzato un’offerta pubblica volontaria da 29 euro per azione, superiore quindi sia alla proposta rivista di Raiffeisen sia ai precedenti livelli di mercato.
Gli investitori hanno immediatamente scommesso su un possibile ulteriore rilancio: alla Borsa di Vienna le azioni Addiko sono balzate del 5% a 29 euro, esattamente in linea con l’offerta slovena. La capitalizzazione dell’istituto sale così a circa 559 milioni di euro. Più cauta invece la reazione di Raiffeisen, invariata a 46,85 euro, per una market cap di circa 15,3 miliardi di euro.
Addiko, una banca piccola ma strategica
Nonostante le dimensioni relativamente contenute — circa 2.500 dipendenti e presenza in sei Paesi dell’Europa sud-orientale — Addiko rappresenta un asset interessante per chi vuole rafforzarsi nei Balcani.
La banca opera infatti in Austria, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro, con un modello focalizzato soprattutto sul credito retail e sulle piccole e medie imprese. Proprio questa forte specializzazione nei mercati dell’ex Jugoslavia rende Addiko un tassello prezioso nel processo di consolidamento bancario dell’area.
Addiko nacque nel 2014 dalle ceneri di Hypo Alpe Adria, dopo il salvataggio pubblico della banca austriaca avvenuto nel 2009 per evitare un collasso finanziario. L’istituto venne poi ristrutturato e riportato in Borsa nel 2019, con il progressivo disimpegno del fondo di private equity Advent International.
Da allora l’azionariato è rimasto molto frammentato, caratteristica che oggi facilita i tentativi di conquista.
La strategia di NLB
Per NLB l’operazione rappresenta un passaggio strategico di grande importanza. La banca slovena punta infatti a consolidare la propria presenza nell’Europa centrale e sud-orientale, area dove già opera con una rete significativa.
L’offerta pubblica volontaria lanciata dal gruppo di Lubiana riguarda il 100% del capitale di Addiko e richiede almeno il 75% delle adesioni per avere successo. Il periodo di adesione durerà fino al 22 luglio 2026, con possibile proroga fino a ottobre.
Il management di NLB vede nell’operazione una possibilità per aumentare scala e redditività in mercati dove le banche regionali stanno cercando di crescere attraverso acquisizioni mirate, in un contesto di forte pressione competitiva e crescente peso degli investimenti tecnologici.
Raiffeisen vuole evitare un concorrente più forte
Per Raiffeisen il dossier è probabilmente ancora più delicato. Il gruppo austriaco è già uno dei principali operatori bancari dell’Europa orientale e dei Balcani, con una presenza storica nell’area. Lasciare Addiko nelle mani di NLB significherebbe permettere la nascita di un concorrente regionale più forte.
Non a caso la banca viennese ha reagito rapidamente rilanciando la propria offerta. Ma il mercato, almeno per ora, sembra considerare insufficiente la proposta da 26,50 euro.
Raiffeisen ha inoltre precisato che l’operazione prevederebbe successivamente la vendita delle attività di Addiko in Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Una scelta che potrebbe servire sia a ridurre problemi antitrust sia a limitare l’assorbimento di capitale.
Una partita che potrebbe continuare
La situazione resta comunque aperta. Addiko ha fatto sapere che commenterà formalmente soltanto dopo la presentazione completa delle offerte definitive.
Nel frattempo la banca ha pubblicato i risultati del primo trimestre, chiuso con un utile netto in calo del 30% a 10,1 milioni di euro. Numeri che passano però in secondo piano rispetto all’interesse strategico suscitato dall’istituto.
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