Rendimento dell’8,92% annuo in dollari con il nuovo bond callable di Barclays

Cedole dell’8,92% cumulabili in dollari Usa (zero coupon) per 20 anni, il nuovo bond callable con Isin XS3111188549 di Barclays offre uno dei rendimenti più alti sul mercato per la sua categoria.
Possibilità di rimborso anticipato a discrezione dell’emittente già alla fine del primo anno di vita. In caso di abbassamento dei tassi di interesse negli Stati Uniti in futuro, Barclays avrebbe interesse a richiamare in anticipo il bond.
Se lo si vuole tenere fino alla scadenza, con un investimento iniziale di 1.000 dollari si otterranno a scadenza 2.784 dollari, altrimenti si può sempre cedere al corso tel quel, ovvero tenendo conto delle cedole maturate.
Il prodotto si può comprare oggi sul mercato sotto la pari a 97 euro con almeno un taglio minimo di 10 pezzi.
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Un rendimento senza pari nella sua categoria
Viviamo in un mondo dove guerre a colpi di cannonate e guerre a colpi di dazi non favoriscono la crescita ordinata e prevedibile dell’economia, soprattutto quando i tavoli destinati a sviluppare le relazioni diplomatiche diventano tavoli da poker. Con queste persistenti incognite tariffarie e tensioni geopolitiche, i rendimenti governativi sono verosimilmente destinati a ridursi man mano che le banche centrali proseguiranno nel loro percorso di allentamento della politica monetaria.
La risposta migliore all’aumento dell’incertezza è una buona diversificazione del portafoglio, facendo spazio anche a obbligazioni bancarie. Una soluzione ideale per gli investitori alla ricerca di rendimenti superiori a quelli dei titoli di Stato, ma con un livello di rischio più contenuto rispetto all’azionario, la cui volatilità è stata piuttosto elevata in questo inizio d'anno. Anche la scelta di bond con valute diverse dall’euro può essere una buona scelta, a patto di avere un buon rapporto tra rischio e rendimento.
Proprio a questo risponde il nuovo bond in dollari appena emesso in Italia da Barclays. Si chiama USD 20y Fixed Rate Callable Notes, è contrassegnato dal codice Isin XS3111188549, ha durata 20 anni ed è acquistabile con un taglio minimo di 10 pezzi. Oggi il prodotto si può comprare sul mercato sotto la pari a 97 euro.
Il bond si caratterizza per un rendimento lordo molto elevato, pari all’8,92% fisso all’anno, con cedole cumulabili per 20 anni. La solidità dell’emittente, Barclays Bank PLC, è attestata dalle principali agenzie di valutazione del merito creditizio, con Standard & Poor’s che esprime un rating A+ (outlook stabile), Moody’s A1 (stabile), Fitch A+ (stabile). Con giudizi delle agenzie di rating così confortanti è difficile trovare investimenti che offrano rendimenti più elevati senza assumere rischi maggiori.
Per potere offrire un ritorno così alto, Barclays ha ideato questo bond come uno Zero Coupon, cioè uno strumento che nell’arco della sua vita non paga cedole periodiche, ma concentra la corresponsione dell’intero rendimento in un unico versamento alla scadenza finale, o al rimborso anticipato. Ogni anno il valore del bond incorporerà il rendimento annuale, pari a 89,2 dollari. Quindi, chi acquista oggi il bond a 1.000 dollari, nel settembre 2045 riceverà 2.784 dollari (89,2 usd per 20 anni più 1.000 usd di investimento iniziale).
La peculiarità del bond è di mantenere all’interno le cedole: questa caratteristica aumenta la sua efficienza ma non toglie all’investitore la possibilità di vendere in anticipo il prodotto, capitalizzando la maturazione delle cedole. L’obbligazione è quotata sul mercato EuroTLX e Barclays svolge il ruolo di market maker, vale a dire che sarà sempre sul mercato con un prezzo in acquisto e in vendita.
Il prezzo finale sarà al corso tel quel, significa che terrà conto del valore delle cedole maturate, in modo da permettere all’investitore che vuole uscire in anticipo di capitalizzare il rendimento maturato.
Il confronto con il Treasury Usa a 20 anni
Il fatto che il bond non distribuisce premi ogni anno, ma solo a scadenza o in caso di rimborso anticipato, permette a Barclays di utilizzare al meglio il capitale all’interno del prodotto, aumentando così il rendimento.
Per spiegarla in maniera semplice, bisogna immaginare che gli interessi del primo anno vengano reinvestiti da Barclays durante il secondo anno, e poi il meccanismo si ripete anno dopo anno per tutta la vita del prodotto, aumentando la somma investita e incrementando di conseguenza il rendimento in valore assoluto, con un effetto palla di neve, che mentre cade diventa sempre più grossa.
Facciamo due semplici conti. Per comprendere meglio questo meccanismo, nella tabella seguente abbiamo confrontato due diversi prodotti: il Treasury Usa a 20 anni (con stacco cedolare ogni 12 mesi), rendimento lordo del 4,57% e il nuovo bond di Barclays.
Il confronto non ha pari, il nuovo bond di Barclays rende sempre, qualsiasi sia l'anno del richiamo, più del Treasury Usa a 20 anni. Prima avverrà il richiamo, maggiore sarà il rendimento medio annuo, come mostrato in tabella.
Guardiamo riga per riga, ipotizzando al primo anno un richiamo anticipato da parte dell’emittente: il nuovo bond di Barclays renderà l'8,92%. Con il richiamo al 2° anno siamo a un rendimento dell'8,55%, al 3° 8,22%, al 4° al 7,92%, al 5° al 7,65%, al 6° al 7,40%, al 7° al 7,17%, all’8° al 6,96%, al 9° al 6,76%, al 10° al 6,58%, all’11° al 6,41%, al 12° al 6,25%, al 13° al 6,10%, al 14° al 5,96%, al 15° al 5,82%, al 16° al 5,69%, al 17° al 5,57%, al 18° al 5,46%, al 19° al 5,35% e al 20° al 5,25%.
Anche applicando il rendimento netto ovvero tassando il Treasury al 12,5% e il Bond di Barclays al 26% l'obbligazione dell'emittente inglese rende sempre di più del titolo di Stato americano.
L’investitore che intende comprare questa obbligazione punta a un calo dei tassi di interesse negli Stati Uniti, in modo tale che Barclays abbia la convenienza a richiamare il bond in anticipo, prima della scadenza naturale nel 2045. Dal 1° al 20° anno il bond zero coupon di Barclays batte il rendimento del Treasury Usa a 20 anni.
Abbiamo fatto il conto ipotizzando che l’investitore in Treasury non perda mai tempo e a ogni stacco della cedola paghi le tasse e reinvesta il coupon. Ahimè difficilmente l'investitore è così puntuale. La convenienza di uno zero coupon è anche questa, toglierci un’incombenza, lavoro che farà per noi Barclays rendendo tutto più comodo.
Possibilità di rimborso anticipato ogni anno
Lanciato sul mercato lo scorso 25 settembre a un valore nominale di 100 dollari, il bond di Barclays con Isin XS3111188549 potrebbe non arrivare alla scadenza finale. Infatti, l’emittente si è riservato la possibilità di rimborsarlo anticipatamente dalla fine del primo anno di vita a sua discrezione. È evidente che se i tassi dovessero scendere sensibilmente rispetto ai livelli attuali, Barclays troverà più conveniente rimborsare anticipatamente il bond e attivare altre fonti di finanziamento. Se, invece, i tassi dovessero salire, lo strumento continuerà a vivere fino alla scadenza finale.
Ogni anno, nel mese di settembre, Barclays potrà comunicare l’eventuale decisione di richiamare il bond. Per ogni anno trascorso, il valore del rimborso salirà di 89,2 dollari, come mostra la tabella qui sotto.
Lo scenario dei tassi di interesse negli Stati Uniti
Nella riunione del 28 gennaio la Federal Reserve (Fed) ha deciso di mantenere i tassi invariati nel range 3,5%-3,75% dopo tre tagli consecutivi a fine 2025, adottando un tono più paziente. L’economia viene descritta come in espansione solida, sostenuta da consumi e investimenti, con un mercato del lavoro stabile. L’inflazione resta sopra il target, con una disinflazione che prosegue a ritmo più lento, anche per effetto dei dazi.
In questo contesto si inserisce la nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Fed, un elemento che introduce incertezza più istituzionale che ideologica. La conferma passerà dal Senato, con tempi che potrebbero avvicinarsi alla scadenza del mandato di Powell a maggio di quest'anno, aprendo la strada a una possibile fase di guida ad interim.
Anche una volta confermato, il potere di Warsh sarà comunque temperato dalla struttura stessa della Fed. Il Fomc resta composto da 12 membri con pari diritto di voto, e la crescente eterogeneità delle posizioni interne riduce il rischio di svolte improvvise, ma aumenta quello di una politica monetaria più frammentata e meno prevedibile sul piano della comunicazione.
È qui che nasce il vero dilemma. Se Warsh dovesse accelerare i tagli dei tassi, rischierebbe di essere percepito come politicamente allineato. Se invece mantenesse una linea prudente, potrebbe irrigidire le condizioni finanziarie in una fase in cui l’inflazione rallenta ma non è ancora domata. In entrambi i casi, l’equilibrio tra tassi e bilancio diventa centrale. Warsh ha più volte indicato il bilancio della Fed come eccessivo, lasciando intendere che eventuali tagli ai tassi potrebbero essere compensati da un approccio più restrittivo sul fronte quantitativo. Una combinazione che tende a spingere al rialzo il premio a termine, a rafforzare il dollaro e a rendere più instabile la parte lunga della curva.
Se il meeting di fine gennaio è stato un "nulla di fatto", quali sono le attese per l'intero 2026? Secondo l’analisi di Bloomberg, qualsiasi altro tentativo della Fed di estendere il ciclo di allentamento potrebbe incontrare una rinnovata opposizione da parte di alcuni funzionari che rimangono preoccupati per l’inflazione.
Stando alle previsioni implicite nei contratti swap il primo taglio dei tassi è atteso solamente a luglio, con la possibilità di un’ulteriore riduzione verso la fine dell’anno, mentre gli analisti di JPMorgan hanno persino escluso nuovi interventi della Fed nel 2026. Uno scenario che non farebbe certamente piacere a Donald Trump, critico nei confronti della banca centrale colpevole, a suo dire, di non abbassare abbastanza rapidamente il costo del denaro.
Anche le ultime dinamiche sulla valuta statunitense sono da prendere in considerazione. Di recente (il 26 gennaio), l'indice del dollaro (Dollar Index) ha toccato il minimo degli ultimi quattro anni, ma il biglietto verde potrebbe risollevarsi con Warsh alla guida della Fed. I mercati infatti vedono il nuovo presidente come una scelta più falco che favorirebbe tassi di interesse più bassi, sebbene in modo meno aggressivo rispetto ad altri potenziali candidati. Si prevede anche che limiti il bilancio della Fed, una mossa che tipicamente rafforza il dollaro riducendo l'offerta di moneta.
Un bond sempre rivendibile sul mercato
Queste informazioni aiutano a farsi un’idea di come potrebbero muoversi in futuro i tassi di interesse negli Stati Uniti. Se verrà confermata nei fatti la previsione di tassi in calo, il bond Zero Coupon di Barclays si confermerà una scelta azzeccata. Dopodiché, posto che è impossibile avere previsioni a 20 anni, l’investitore deve sapere che potrà sempre vendere il bond a prezzo di mercato e con la vendita otterrà il pagamento degli interessi maturati fino a quel momento.
Ovviamente, il prezzo delle obbligazioni durante la vita del prodotto sarà influenzato dall’andamento dei tassi oltre che dal rischio di credito dell’emittente e dal rischio valutario. Se i tassi scenderanno, a parità di rischio di credito dell’emittente ci sarà un apprezzamento del bond, favorevole dunque all’investitore. Al contrario, se i tassi saliranno, ci sarà un deprezzamento.
Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.
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