Rialzi Fed in vista e rotazione dall’IA: perché gli utili a doppia cifra fanno la differenza

04/11/2026 07:15
Rialzi Fed in vista e rotazione dall’IA: perché gli utili a doppia cifra fanno la differenza

La reazione del mercato ai dati del 3Q26 dei titoli tech suggerisce che gli investitori non premiano sempre meno le spese legate all'AI. Un free cash flow negativo non indica necessariamente un indebolimento delle attività aziendali sottostanti

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Giornata piuttosto intensa sul fronte dei dati macroeconomici, con appuntamenti rilevanti sia in Europa che negli Stati Uniti. In mattinata l’attenzione è tutta concentrata sul Vecchio Continente. Arrivano i PMI finali di ottobre, in particolare quelli dei servizi e il composito, per Eurozona, Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Le attese indicano un moderato raffreddamento rispetto ai livelli di settembre. Per l’area euro il composito dovrebbe attestarsi a 51,9 punti (53,1 a settembre) e i servizi a 51,7 punti (da 53). Un risultato in linea o leggermente inferiore non sorprenderebbe più di tanto, confermando un certo rallentamento dell’attività nel terziario, mentre un dato più robusto potrebbe offrire un segnale di maggiore resilienza. Il vero focus, però, è sull’inflazione flash di ottobre dell’Eurozona. Il consensus punta a un’accelerazione del CPI annuale al +3,9% (dal +3,8% di settembre), con la componente core che dovrebbe restare ferma al +2,5%. Un’eventuale sorpresa al rialzo rischierebbe di riaccendere i timori di un’inflazione più persistente del previsto, complicando la decisione della BCE. Al contrario, una lettura più soft darebbe un po’ di respiro all’euro e ai titoli di Stato europei, rafforzando le aspettative di una politica monetaria meno restrittiva nei prossimi mesi.

Nel pomeriggio lo sguardo si sposta oltreoceano. Prima arriva l’ADP sull’occupazione privata di ottobre, atteso intorno ai +70k posti di lavoro rispetto ai +90k di settembre. È un anticipatore importante in vista dei Non-Farm Payrolls di venerdì e aiuterà a capire se il mercato del lavoro americano continua a raffreddarsi gradualmente. Subito dopo sarà la volta della bilancia commerciale di settembre, con un deficit previsto in lieve ampliamento verso i -108 miliardi di dollari. Chiudono la giornata i PMI servizi e composito finali S&P Global e, soprattutto, l’ISM Non-Manufacturing, atteso sostanzialmente stabile intorno a 54,8 punti. Un mantenimento di questi livelli confermerebbe la solidità del settore servizi USA, mentre un calo più marcato potrebbe far emergere qualche segnale di indebolimento.

La rotazione del mercato verso i titoli tecnologici e legati all'intelligenza artificiale è proseguita durante una settimana ricca di trimestrali aziendali. Microsoft ha superato le stime di fatturato e utili, mentre Alphabet e Amazon hanno registrato una crescita del fatturato a doppia cifra, pur non raggiungendo le aspettative. La reazione del mercato suggerisce però che gli investitori non premiano più le spese legate all'intelligenza artificiale perché queste supportano una solida prospettiva di crescita a lungo termine. Sembra piuttosto che le aziende vengano valutate sempre più in base alla capacità di tali spese di generare ricavi, utili e flussi di cassa sufficienti nel breve termine.

A nostro avviso, la recente rotazione rappresenta meno un rifiuto del potenziale dell'IA e più una rivalutazione del prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per essa. I mercati continuano ad attribuire valutazioni elevate alle aziende che dimostrano una forte domanda, un aumento dei ricavi legati all'IA e la capacità di finanziare ulteriori investimenti con cash flow. Le aziende con un percorso più lungo o meno certo verso un free cash flow positivo sembrano invece essere soggette ad un maggiore controllo.

È importante sottolineare che comunque un free cash flow negativo non indica necessariamente un indebolimento delle attività aziendali sottostanti. Potrebbe invece riflettere una discrepanza temporale tra i consistenti investimenti iniziali in infrastrutture di intelligenza artificiale e i ricavi che tali risorse dovrebbero generare nel tempo. Ciononostante, un free cash flow persistentemente negativo può aumentare il rischio di esecuzione, ridurre la flessibilità finanziaria e, in alcuni casi, creare una maggiore necessità di finanziamento tramite debito o capitale proprio.

Sebbene i titoli dei servizi di comunicazione e della tecnologia abbiano di recente registrato una performance inferiore alle attese, l'ampiezza complessiva del mercato è migliorata. Settori difensivi come i beni di consumo di base, la sanità e le utility hanno contribuito a compensare la debolezza dei titoli legati all'intelligenza artificiale. Come abbiamo avuto modi di descrive più volte, una maggiore partecipazione può contribuire a rendere più duratura la crescita del mercato, riducendo la dipendenza da un piccolo gruppo di aziende a grande capitalizzazione. Riteniamo inoltre che ciò contribuisca a rafforzare il valore della diversificazione in caso di cambiamenti ai vertici aziendali.

Nell’ultimo meeting la Fed, come sappiamo, ha lasciato invariato l'intervallo obiettivo dei tassi sui fondi federali al 3,75% - 4,0%. Poiché la pausa era ampiamente prevista, gli investitori hanno avuto più motivi per concentrarsi sulla dichiarazione di politica monetaria e sulla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh che sulla decisione sui tassi in sé. I membri del FOMC hanno rivisto al rialzo le loro valutazioni sull'economia, evidenziando la resilienza della spesa interna, la forte crescita della produttività e i robusti investimenti di capitale. Nella conferenza stampa, Warsh ha sottolineato che l'inflazione rimane troppo elevata e che il lavoro della Fed per ripristinare la stabilità dei prezzi non è ancora concluso, lasciando intendere che nei prossimi mesi saranno possibili ulteriori rialzi dei tassi di interesse. E i dati sull'inflazione pubblicati il ​​giorno successivo al meeting hanno confermato la sfida che il FOMC si trova ad affrontare.

Ma anche le aspettative di inflazione basate sul mercato meritano attenzione, perché possono fornire un segnale tempestivo su come gli investitori percepiscono le prospettive di inflazione. Tale valutazione può influenzare i costi di finanziamento, le condizioni finanziarie e le decisioni di politica monetaria della Fed. Tanto è vero che il tasso di inflazione di pareggio a cinque anni nei mercati dei titoli del Tesoro statunitensi protetti dall'inflazione (TIPS) è aumentato e merita attenzione, anche se di per sé non dimostra che le aspettative di inflazione si stiano sganciando. L'aumento suggerisce comunque che i mercati percepiscono un rischio maggiore che l'inflazione rimanga al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato e che la Fed possa essere chiamata ad un ulteriore inasprimento della politica monetaria.

Riteniamo che la Fed possa alzare i tassi di 25 bps ancora due volte entro la prossima primavera, annullando di fatto i tagli del 2025. Siamo convinti che un insieme limitato di rialzi ponderati verrebbe percepito dai mercati come un aggiustamento di politica monetaria di metà ciclo, piuttosto che come l'inizio di un prolungato ciclo di inasprimento. Gli aggiustamenti graduali in un contesto di crescita resiliente dovrebbero essere meno destabilizzanti per i mercati rispetto a un rapido inasprimento volto a contenere il surriscaldamento dell'economia.

La resilienza economica offre probabilmente alla Fed maggiore margine di manovra per contrastare l'inflazione senza mettere a rischio l'espansione. Contribuisce inoltre a sostenere il reddito delle famiglie e la domanda, elementi fondamentali per i ricavi delle imprese. Riteniamo che una crescita sufficientemente robusta da garantire solidi aumenti degli utili rappresenti un contesto favorevole per i mercati azionari. La solidità degli utili può infatti aiutare i mercati azionari ad assorbire rendimenti più elevati. Rendimenti più elevati che tuttavia possono pesare sulle valutazioni azionarie aumentando i costi di finanziamento e i tassi di sconto utilizzati dagli investitori per valutare gli utili e i flussi di cassa futuri.

Se gli utili aumentano a sufficienza da compensare i multipli di valutazione più bassi, riteniamo che i mercati azionari possano ancora crescere. A nostro avviso, i mercati azionari possono ottenere buoni risultati in un contesto di rendimenti più elevati, a patto però che gli utili aziendali continuino a crescere ad un ritmo solido a doppia cifra. I rendimenti più alti associati a una crescita economica più robusta potrebbero inoltre essere più facilmente assorbiti dalle azioni, poiché l'espansione della domanda può contribuire a sostenere ricavi e profitti.

Per il mercato nel suo complesso, pur prevedendo un rallentamento della crescita degli utili, riteniamo che un ritmo sostenuto a doppia cifra rafforzerebbe le prospettive di ulteriori guadagni senza obbligare gli investitori a pagare multipli di valutazione progressivamente più elevati. Utili solidi non eliminerebbero la sensibilità del mercato a rendimenti più alti, ma potrebbero contribuire a ridurne la dipendenza dall'espansione delle valutazioni. Il recente ampliamento della leadership di mercato potrebbe anche creare un equilibrio più sano tra le aziende che offrono una crescita strutturale e quelle che beneficiano del ciclo economico. In questo contesto, le aziende con margini stabili, bilanci solidi e una generazione costante di flussi di cassa liberi potrebbero trovarsi in una posizione migliore rispetto alle imprese le cui valutazioni dipendono da rendimenti lontani o incerti.

Questo non significa necessariamente che la leadership delle mega-cap tecnologiche sia finita, ma potrebbe diventare più selettiva. Le aziende in grado di convertire gli investimenti in IA in ricavi, margini di profitto e flusso di cassa libero potrebbero continuare a sovraperformare, mentre il mercato nel suo complesso dovrebbe beneficiare di una crescita economica resiliente.

In questo scenario, gli analisti raccomandano di mantenere gli investimenti, pur riconoscendo che l'incertezza sugli investimenti nell'IA e la persistenza dell'inflazione potrebbero continuare a essere fonti di volatilità. Continuano infatti a suggerire un'allocazione sovrappesata in azioni, con una preferenza per i titoli statunitensi.

Nell'ambito del reddito fisso, rendimenti più elevati possono creare opportunità per rafforzare il reddito di portafoglio. Da privilegiare, secondo gli analisti, le obbligazioni internazionali ad alto rendimento, che offrono un vantaggio in termini di rendimento e dovrebbero essere supportate da una solida situazione economica. Come sempre il vostro consulente finanziario può aiutarvi a garantire che il vostro portafoglio rimanga in linea con gli obiettivi, l'orizzonte temporale e la tolleranza al rischio.

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