Russia, svolta per Unicredit: accordo per vendere AO Bank

Russia, svolta per Unicredit: accordo per vendere AO Bank

Firmata unโ€™intesa non vincolante con un investitore degli Emirati Arabi Uniti per la cessione della controllata di Mosca AO Bank. Atteso un beneficio di 35 punti base sul capitale. Impatto negativo sui conti, ma nessun effetto sui dividendi

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Accordo con un investitore degli Emirati

Unicredit prova ancora una volta a chiudere il capitolo Russia e questa volta il mercato sembra convinto che lโ€™operazione possa andare in porto. La banca guidata da Andrea Orcel ha annunciato giovedรฌ 7 maggio la firma di un term sheet non vincolante con un investitore privato degli Emirati Arabi Uniti per la cessione di una parte rilevante delle attivitร  della controllata russa AO Bank.

La notizia รจ stata accolta positivamente in Borsa: a metร  seduta le azioni Unicredit salgono dellโ€™1% a 71,69 euro, mentre lโ€™indice FTSE MIB รจ quasi invariato. Gli investitori vedono infatti nellโ€™operazione un passo importante verso la riduzione di uno dei principali fattori di rischio che ancora pesano sul gruppo bancario italiano.

Una trattativa complicata dal via libera di Mosca

Uscire dalla Russia si รจ rivelato negli ultimi anni un percorso estremamente difficile per tutte le banche occidentali presenti nel Paese dopo lโ€™invasione dellโ€™Ucraina. Il problema non รจ soltanto trovare un compratore disposto a rilevare gli asset, ma soprattutto ottenere il benestare delle autoritร  russe, diventato indispensabile per qualsiasi operazione di vendita.

Secondo quanto comunicato da Unicredit, lโ€™acquirente รจ โ€œun investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Unitiโ€, con relazioni di lungo corso con il sistema istituzionale e imprenditoriale russo. Proprio questo elemento viene interpretato dal mercato come un possibile fattore favorevole per ottenere le autorizzazioni necessarie da parte di Mosca.

La banca italiana manterrร  comunque una presenza limitata nel Paese, focalizzata soprattutto sui pagamenti internazionali in euro e dollari destinati alla clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni.

Come funziona lโ€™operazione

La struttura dellโ€™accordo รจ piuttosto articolata. Unicredit procederร  innanzitutto allo spin-off di una parte delle attivitร  di AO Bank in una nuova entitร  separata, chiamata โ€œNew Bankโ€, che resterร  interamente controllata dal gruppo italiano.

Successivamente, AO Bank con le attivitร  residue sarร  ceduta allโ€™investitore emiratino e diventerร  la โ€œRemaining Bankโ€. Al termine del processo Unicredit controllerร  il 100% della New Bank, mentre lโ€™acquirente deterrร  integralmente la Remaining Bank.

La banca ha sottolineato che lโ€™operazione รจ stata progettata per garantire โ€œcontinuitร  e stabilitร โ€ sia ai clienti sia ai dipendenti durante tutta la fase di transizione.

Beneficio sul capitale, ma pesante costo contabile

Dal punto di vista patrimoniale, lโ€™effetto dellโ€™operazione viene giudicato favorevole. Unicredit stima infatti un beneficio complessivo sul capitale pari a circa 35 punti base.

Il gruppo spiega che lโ€™impatto negativo iniziale al closing, previsto tra 20 e 25 punti base, sarร  piรน che compensato dalla forte riduzione della perdita potenziale nello scenario estremo legato alla Russia. Nei conti del primo trimestre 2026 il rischio massimo teorico era stato quantificato in un impatto negativo di circa 93 punti base sul Cet1 ratio. Dopo lโ€™operazione questo rischio scenderebbe a circa 30-40 punti base.

Molto piรน pesante appare invece lโ€™effetto sul conto economico. Unicredit prevede infatti un impatto negativo cumulato compreso tra 3 e 3,3 miliardi di euro, di cui circa 1,6-1,8 miliardi legati allโ€™effetto della riserva cambi. La banca precisa perรฒ che questa componente รจ โ€œnon monetariaโ€ e non ha impatto sul capitale.

Il gruppo ha inoltre rassicurato il mercato sul fatto che lโ€™operazione non avrร  conseguenze sulla distribuzione agli azionisti nรฉ sugli obiettivi del piano industriale โ€œUnicredit Unlimited 2028-2030โ€.

Banco BPM e il nodo politico

La questione Russia aveva assunto negli ultimi mesi anche un forte rilievo politico in Italia. Lโ€™uscita dal Paese era infatti una delle condizioni indicate dal governo italiano per concedere il via libera allโ€™operazione su Banco BPM.

Proprio lโ€™impossibilitร  di completare in tempi brevi una cessione delle attivitร  russe aveva contribuito al naufragio del progetto. Lโ€™annuncio di oggi mostra perรฒ che Unicredit non ha mai smesso di lavorare a una soluzione e potrebbe contribuire a migliorare i rapporti con le autoritร  italiane in vista di eventuali future operazioni strategiche.

Il perfezionamento definitivo della cessione รจ atteso nel primo semestre del 2027 ed รจ subordinato alla firma degli accordi vincolanti, allโ€™attuazione dello spin-off e soprattutto allโ€™ottenimento delle autorizzazioni regolamentari necessarie.

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