Ryanair, il carburante raddoppiato frena gli utili ma i ricavi tengono

La low cost irlandese cresce nei passeggeri e nei ricavi, ma paga il jet fuel non coperto e tariffe più basse. O’Leary guarda già al 2028: 2 miliardi di spesa in più per il carburante e una nuova stretta sui costi.
Indice dei contenuti
Ryanair nel secondo trimestre e nel semestre
Ryanair tiene i ricavi ma cede sui profitti. Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2027 (luglio-settembre 2026) la compagnia low cost irlandese incassa 5,7 miliardi di euro (+4%), con i passeggeri in crescita del 5%. L’utile netto scende del 6%, a 1,61 miliardi di euro.
Nel primo semestre l’utile netto è di 2,15 miliardi, in calo del 15% rispetto ai 2,54 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il traffico cresce del 6%, a 125,8 milioni di passeggeri.
Perché calano i profitti: jet fuel non coperto e tariffe in discesa
Il risultato riflette il raddoppio del prezzo del carburante per aerei non coperto da hedging, che riguarda circa il 20% del fabbisogno. A pesare sono anche i costi unitari, in aumento del 5% nel semestre, e una flessione del 4% delle tariffe medie, che comprendono il picco estivo. Il traffico, invece, corre: +6%. I ricavi per passeggero sono scesi del 3%.
Secondo quanto emerso dalla conference call con gli analisti, il carburante non coperto è passato a circa 130 dollari al barile, contro i circa 67 dollari delle quantità coperte.
Le previsioni di O’Leary: traffico a 214 milioni e carburante coperto all’80%
Per l’anno fiscale 2027 il CEO Michael O’Leary prevede una crescita del traffico del 3%, a 214 milioni di passeggeri. La copertura sull’80% del fabbisogno di carburante, a un prezzo di circa 67 dollari al barile fino a marzo 2027, protegge gli utili dell’anno dalla volatilità del petrolio. Ha inoltre consentito di assorbire altri 300 milioni di euro di tasse ambientali UE, aumenti retributivi per gli equipaggi e maggiori costi di manutenzione.
Sul terzo trimestre la domanda è solida, con tariffe leggermente superiori a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso. La finestra di prenotazione resta però molto corta, e questo riduce la visibilità. Sul quarto trimestre, come di consueto, la società non ha alcuna visibilità: per questo è ancora prematuro indicare un utile netto per l’intero anno.
Tra i rischi indicati ci sono l’escalation dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, il prezzo del 20% di carburante non coperto, gli shock macroeconomici e i disservizi del controllo del traffico aereo in Europa, tra scioperi e carenze gestionali.
Lo spettro del 2028: 2 miliardi di euro in più per il carburante
Il fronte più delicato è il prossimo esercizio. Senza una rapida soluzione del conflitto in Medio Oriente, Ryanair si aspetta prezzi del jet fuel elevati ben oltre il 2027.
Con la scadenza delle coperture a basso costo prima dell’estate 2027, la spesa per il carburante dell’anno fiscale 2028 potrebbe salire di circa 2 miliardi di euro, sulla base dei prezzi a termine attuali. Secondo O’Leary, l’aumento delle tariffe europee sul corto raggio difficilmente compenserà tutto.
Per reagire, il gruppo sta rivedendo tutti i costi delle compagnie del gruppo. Le leve indicate sono:
- la rotazione degli aeroporti, in vista dell’arrivo dei Boeing MAX 10 a basso consumo dalla primavera 2027;
- la scadenza degli accordi sindacali, che potrebbe richiedere blocchi salariali temporanei;
- la riduzione del rapporto equipaggio/velivoli;
- un maggiore uso dell’intelligenza artificiale per la produttività delle funzioni operative e di back office.
Nella call, il management ha indicato come obiettivo di lungo periodo un utile per passeggero di 14-15 euro e ha previsto che la capacità sul corto raggio europeo resti sotto pressione fino ai primi anni Trenta, con i vettori più deboli in difficoltà.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!







