Scatto del Bitcoin oltre gli 80 mila dollari. È già la fine del calo?

Le minori possibilità di un rialzo dei tassi di interesse stanno favorendo la principale delle criptovalute ma gli analisti si interrogano se siamo di fronte alla fine del bear market o se si tratta solo di un episodio.
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Prezzo del Bitcoin in crescita
Bitcoin ancora in salita questa mattina dopo il balzo di ieri che lo aveva portato oltre gli 82 mila dollari, ai massimi dal maggio scorso.
Oggi la principale delle criptovalute guadagna ancora il 4%, scambiando a 80.800 dollari, sostenendo anche altre valute digitali come l’Ethereum (+4,70%), venduto a 2.513 dollari.
Questo movimento ha spinto Bitcoin brevemente al prezzo più alto da maggio, anche se rimane all'interno del suo recente range di trading.
Le cause del balzo e i dati macro
Il rialzo segue alcune notizie secondo cui la guerra in Iran potrebbe essere conclusa. Inoltre, il membro del board della Federal Reserve, Christopher Waller, ha affermato che potrebbe supportare il mantenimento dell’attuale livello dei tassi di interesse se l'inflazione continuasse a diminuire.
Parole che hanno spinto al ribasso le probabilità di una nuova stretta monetaria da parte della Federal Reserve a settembre: oggi si prevede al 50% un aumento dopo aver toccato anche il 70% nei giorni scorsi.
Tra le altre ragioni del rally c’è il calo dei rendimenti dei bond, dopo i massimi delle scorse settimane, oltre che dalle aspettative di maggiore liquidità sui mercati.
Secondo Marc Des Ligneris di CoinShares, infatti, la decisione del Tesoro Usa di raddoppiare gli acquisti di debito a lungo termine al di fuori del normale calendario di rifinanziamento è stata letta dagli investitori come “una sorta di tetto implicito ai tassi a lungo termine' e, soprattutto, come 'una possibile promessa di maggiore liquidità in futuro”.
Altro elemento che ha rafforzato il Bitcoin sono stati i deboli dati relativi al mercato del lavoro diffusi ieri: secondo quanto riportato ieri dall’ADP, i datori di lavoro privati USA hanno creato 38 mila posti di lavoro ad agosto, numeri inferiori alle attese (47 mila) e minor aumento da gennaio.
Oggi, intanto, è atteso il report sul lavoro negli Stati Uniti che potrebbe dare qualche indicazione circa lo stato dell’economia statunitense, incidendo così sulle scelte future della Fed, e muovere i mercati, tra cui anche quello del Bitcoin.
Bassa liquidità
Il Bitcoin deve anche fare i conti con un possibile tetto ai prezzi. Glassnode stima che i detentori a lungo termine stiano puntando alla fascia tra gli 83.000 e gli 86.000 dollari per vendere i loro Bitcoin, lasciando la criptovaluta al di sotto della zona in cui gli investitori si aspettano di prendere profitti.
“La liquidità più bassa in questo momento significa che piccoli cambiamenti nel sentiment come questo possono avere impatti sproporzionati”, spiega Adam McCarthy, responsabile della ricerca presso la società di trading LO:TECH.
Una parte significativa del rialzo di agosto sembra essere stata sostenuta da uno short squeeze, sollevando dubbi su quanto ancora il Bitcoin possa salire nell’attuale contesto.
“Sospettiamo che una buona parte di quel rialzo sia stata trainata dalla copertura degli short, che ha lasciato le posizioni quasi in pareggio”, secondo Tony Sycamore, analista di IG Australia, che aggiunge: “Tecnicamente continuiamo a aspettarci che i cali tornino nella fascia tra i 70.000 e i 75.000 dollari siano ben sostenuti dagli acquirenti che si oppongono alla media mobile a 200 giorni a 69.507 dollari”.
Bear market terminato?
I trader di Polymarket attribuiscono al Bitcoin una probabilità del 32% di toccare quota 100.000 dollari quest'anno, mentre quelli di Ethereum valutano una salita a 3.500 dollari solo al 31%.
Bitcoin ha registrato il suo aumento mensile più forte da novembre 2024 proprio ad agosto. Anche Ether (ETH) e Solana (SOL) hanno fatto segnare una crescita ancora più sostenuta nello stesso periodo.
Il movimento di queste ore prolunga il rally di agosto, ma Fidelity Digital Assets sostiene che questo balzo, da solo, non conferma la fine del bear market.
Chris Kuiper di Fidelity segnala uno schema già visto prima delle precedenti bull run: i periodi di bassa volatilità tendono a precedere forti movimenti verso l'alto “ed è proprio ciò che si è verificato da giugno fino alla fine di agosto”, spiega.
Alcuni trader stanno anche osservando la teoria del ciclo quadriennale di Bitcoin. L'ipotesi sostiene che i bottom dei bear market siano storicamente distanti circa quattro anni. Secondo questa tesi, un possibile nuovo minimo sarebbe vicino a novembre 2026, considerando i minimi di novembre 2022.
Kuiper precisa che questo schema non si è mai ripetuto secondo un calendario preciso e non va usato per calcolare esattamente il momento in cui entrare sul mercato. Il minimo di questo ciclo potrebbe essersi già formato a luglio, aggiunge, oppure potrebbe arrivare un nuovo minimo entro la fine dell'anno.
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