Sicurezza energetica e domanda elettrica al centro

25/06/2026 06:00
Sicurezza energetica e domanda elettrica al centro

Non occorre produrre solo piรน energia, ma soddisfare la crescente domanda, bilanciando al contempo sicurezza energetica, accessibilitร  economica, resilienza e obiettivi di decarbonizzazione

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Giornata piuttosto interessante sui mercati, soprattutto per gli Stati Uniti, mentre lโ€™Europa resterร  un poโ€™ in secondo piano. Il dato che tutti guarderanno con attenzione รจ il PCE di maggio, lโ€™indicatore di inflazione preferito dalla Fed. Usciranno sia la versione headline che quella core, insieme ai redditi e ai consumi personali. Il mercato si aspetta un dato abbastanza in linea intorno a +0.2 - 0.3% mensile sul core e un dato annuo che si muove poco sotto il 3.4%. Se il numero dovesse uscire piรน caldo del previsto, si riaccenderebbe subito il dibattito su unโ€™inflazione โ€œappiccicosaโ€ e la Fed potrebbe diventare ancora piรน falco. In quel caso dollaro forte, Treasury sotto pressione e azionario probabilmente in difficoltร . Al contrario, un PCE piรน morbido sarebbe un bel sollievo e darebbe carburante al risk-on, con gli investitori che tornerebbero a scommettere su un possibile taglio entro la fine dellโ€™anno. Oltre al PCE arriva anche la terza e definitiva lettura del PIL del primo trimestre. Ci aspettiamo conferme piรน che sorprese, con una crescita intorno allโ€™1.6% annualizzato. Niente di drammatico, ma utile per capire se lโ€™economia americana sta rallentando dolcemente o tiene ancora botta. Non mancheranno poi i Jobless Claims settimanali (sempre importanti per il mercato del lavoro) e gli ordini di beni durevoli, che ci diranno qualcosa sulla salute della manifattura. In mattinata usciranno anche i risultati degli stress test bancari della Fed: di solito รจ un evento tecnico, ma ogni tanto muove un poโ€™ i titoli finanziari.

In Europa, invece, il calendario รจ piuttosto leggero. Qualche dato secondario, ma niente di veramente market-moving. Insomma, la palla รจ tutta nel campo americano. Dal PCE dipenderร  il tono del resto della settimana. Sarร  interessante vedere come reagiranno i mercati, soprattutto dopo le ultime sedute un poโ€™ ballerine.

Ieri i mercati hanno digerito i soliti dati macro di metร  settimana, con un quadro che resta piuttosto contrastato tra Europa e Stati Uniti. In Europa si respira un cauto ottimismo, ma senza esagerare. In Germania lโ€™IFO di giugno รจ salito a 85.6 punti, leggermente meglio delle attese e ai massimi da tre mesi. Sia la situazione attuale che le aspettative sono migliorate, anche se rimaniamo ancora ben lontani dai livelli che si vedono in unโ€™economia sana. In pratica, lโ€™Europa sta stabilizzandosi, ma la crescita resta debole e molto vulnerabile a qualsiasi nuovo shock energetico o geopolitico.

Negli Stati Uniti invece lโ€™economia continua a mostrare resilienza, pur con qualche segnale di rallentamento. Il deficit di conto corrente del primo trimestre รจ aumentato, ma resta sotto controllo. Piรน interessante il mercato immobiliare, dove le vendite di nuove case a maggio sono calate del 7,3% rispetto ad aprile, peggio delle attese, portando le unitร  vendute a 580k annualizzate. Lโ€™inventario sta salendo e i mesi di offerta sono arrivati a 10,3, il livello piรน alto da parecchio tempo. รˆ un chiaro segno che i tassi ancora elevati stanno pesando sulla domanda di case nuove.

La prevista riapertura dello Stretto di Hormuz ha contribuito a far scendere i prezzi del petrolio. Tuttavia, la recente interruzione ci ricorda come il sistema energetico mondiale rimanga fortemente dipendente da pochi colli di bottiglia critici. Ciรฒ avviene in un momento in cui la domanda di elettricitร , trainata in larga parte dall'intelligenza artificiale, sta crescendo piรน rapidamente di quanto molti si aspettassero. Queste due forze congiunte creano opportunitร  nelle infrastrutture energetiche e nei relativi colli di bottiglia che sono alla base dei flussi di energia.

Chi ci segue sa che da tempo sosteniamo che viviamo in un mondo plasmato dall'offerta, dove l'accesso all'energia, alle infrastrutture e ad altre risorse critiche determina sempre piรน gli esiti economici e di mercato. Le aziende posizionate per beneficiare della crescente domanda di elettricitร  hanno ottenuto risultati migliori, dai produttori di turbine a gas e di rame alle aziende di energia pulita che contribuiscono all'espansione dei sistemi energetici per l'intelligenza artificiale e l'elettrificazione. Piรน recentemente, le preoccupazioni relative allo Stretto di Hormuz hanno spostato l'attenzione sulla sicurezza dell'approvvigionamento di carburante, aumentando l'attrattiva relativa dei fornitori di energia meno dipendenti da rotte di trasporto vulnerabili. Nel complesso, questi sviluppi suggeriscono un maggiore riconoscimento di entrambi gli aspetti della sfida energetica, ovvero garantire l'approvvigionamento di carburante oggi e al contempo costruire una capacitร  di produzione di energia sufficiente per il futuro.

I prezzi del petrolio sono tornati ai minimi di marzo, ma la sfida piรน ampia della sicurezza e della resilienza energetica rimane. La domanda รจ come dovrebbero rispondere al meglio governi, aziende e investitori? La risposta crediamo che si delinei su due orizzonti temporali. Il primo รจ l'esigenza immediata di garantire l'approvvigionamento, migliorare la flessibilitร  e ridurre la dipendenza da rotte e infrastrutture vulnerabili. Ciรฒ sta creando opportunitร  per gli esportatori di carburante e materie prime al di fuori dello Stretto di Hormuz, nonchรฉ per le infrastrutture di trasporto, stoccaggio e distribuzione del carburante che possono contribuire a diversificare l'offerta e ridurre l'esposizione ai principali punti critici. I fornitori in grado di garantire un approvvigionamento affidabile di carburante ed energia al di fuori dei colli di bottiglia esistenti ne trarranno vantaggio.

La seconda sfida, di piรน lungo termine, non consiste semplicemente nel produrre piรน energia, ma nel soddisfare la crescente domanda, bilanciando al contempo sicurezza energetica, accessibilitร  economica, resilienza e obiettivi di decarbonizzazione. Sebbene l'intelligenza artificiale e i data center contribuiscano all'aumento della domanda di elettricitร , rappresentano solo uno dei fattori trainanti, insieme all'elettrificazione, al crescente fabbisogno di raffreddamento e alla crescita economica. I Paesi, tuttavia, reagiscono in modi diversi a seconda delle risorse, delle infrastrutture e delle prioritร  politiche. Per le economie importatrici di combustibili, i ripetuti shock rafforzano gli incentivi a investire in elettrificazione, reti, sistemi di accumulo e sistemi energetici nazionali. Per i Paesi esportatori di energia, l'opportunitร  risiede spesso nell'espansione e nell'ammodernamento delle infrastrutture necessarie per garantire la continuitร  dell'approvvigionamento e al contempo soddisfare la crescente domanda interna di energia elettrica.

Il settore energetico รจ stato uno dei piรน performanti quest'anno, sostenuto da revisioni al rialzo degli utili e dalle preoccupazioni per la sicurezza dell'approvvigionamento. Tuttavia, non riteniamo che l'opportunitร  si esprima al meglio attraverso un'allocazione settoriale generalizzata. Sebbene le recenti interruzioni abbiano evidenziato il valore dei fornitori di energia al di fuori dei principali colli di bottiglia, vediamo opportunitร  piรน durature nelle infrastrutture che supportano la sicurezza energetica e la crescente domanda di energia. Ciรฒ rafforza la nostra preferenza per un approccio selettivo e attivo, focalizzato sui colli di bottiglia e sulla sicurezza dell'approvvigionamento, piuttosto che sui produttori di energia in generale. A livello regionale, privilegiamo le catene di approvvigionamento e le infrastrutture dei mercati sviluppati, posizionate per beneficiare degli investimenti nella sicurezza energetica, pur mantenendo un approccio piรน selettivo nei mercati emergenti, dove le opportunitร  sono sempre piรน differenziate dai quadri normativi e dall'esposizione alle catene di approvvigionamento energetiche globali.

In altre parole, la combinazione tra la vulnerabilitร  dell'approvvigionamento energetico e l'aumento della domanda di energia sta rendendo la sicurezza energetica un tema di investimento duraturo, privilegiando, a nostro avviso, le infrastrutture e i punti critici.

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