Siemens Energy fra le 30 migliori idee globali di RBC. Verso un maxi-accordo con Kiev

La banca canadese vede una crescita nettamente superiore a quella del settore e indica un target di 200 euro. Trattative in corso con l’Ucraina per la fornitura di nuove turbine. Il consensus resta molto positivo, anche se a 33 volte gli utili 2026 le attese sono elevate.
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Anche Deutsche Bank conferma la raccomandazione Buy
Siemens Energy continua a raccogliere consensi fra gli analisti. Venerdì 2 ottobre RBC ha inserito il gruppo tedesco nella lista delle sue “30 migliori idee globali per il 2026”, confermando il giudizio Outperform e un target price di 200 euro. Il giorno precedente Deutsche Bank aveva ribadito il Buy con obiettivo a 210 euro.
A sostenere l’ottimismo è soprattutto la crescita attesa nei prossimi anni. Secondo l’analista di RBC Colin Moody, Siemens Energy potrebbe registrare fino al 2030 una crescita media annua del 13%, accompagnata da un incremento medio del risultato operativo del 40% all’anno. Numeri nettamente superiori a quelli previsti per il settore, rispettivamente pari al 5% e al 9%.
Accordo in vista con l’Ucraina per la fornitura di turbine
Alle indicazioni degli analisti si aggiunge una nuova opportunità commerciale. Naftogaz, la compagnia statale ucraina del petrolio e del gas, sta valutando l’acquisto di cinque unità di compressione con turbine a gas prodotte da Siemens Energy. I colloqui si sono svolti in occasione della visita in Ucraina del cancelliere tedesco Friedrich Merz, accompagnato da una delegazione di imprese tedesche.
Il memorandum firmato dalle parti ha però una portata più ampia della possibile vendita delle cinque turbine. Siemens Energy e Naftogaz intendono collaborare sulla sicurezza energetica, sulla protezione delle infrastrutture, sull’ammodernamento dei depositi sotterranei di gas e sugli aspetti tecnici della produzione elettrica. Sono inoltre in corso colloqui per l'impiego in Ucraina di altre 12 turbine a gas Siemens Energy destinate alla generazione distribuita.
Non sono stati comunicati né il valore dell’eventuale contratto né i tempi di consegna. L’intesa si inserisce in un pacchetto molto più ampio: durante la visita di Merz, aziende tedesche hanno firmato 14 accordi con il governo e con imprese ucraine per un valore complessivo di circa 6,6 miliardi di euro.
Per Kiev il tema è particolarmente delicato. Negli ultimi mesi la Russia ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e del gas ucraine, colpendo, secondo fonti del settore citate da Reuters, anche giacimenti, compressori delle pipeline e impianti di trattamento. Le apparecchiature di Siemens Energy servirebbero dunque a rafforzare un'infrastruttura diventata uno degli obiettivi della guerra.
Ordini record e un portafoglio da 162 miliardi
L'entusiasmo degli analisti trova sostegno nei numeri operativi. Sono dati già noti, perché risalgono al terzo trimestre, pubblicati il 5 agosto, ma vale la pena ricordarli in attesa dei risultati annuali.
Nel trimestre Siemens Energy ha registrato ricavi per 11,4 miliardi di euro, in crescita del 18,5% rispetto all’anno precedente. Il profitto prima delle componenti straordinarie è balzato da 497 milioni a 1,6 miliardi, mentre l’utile netto è salito da 697 milioni a 1,18 miliardi.
Ancora più significativa la dinamica degli ordini: 17,9 miliardi nel trimestre, con un rapporto book-to-bill di 1,57, mentre il portafoglio ordini ha raggiunto 162 miliardi. Il free cash flow prima delle imposte è salito a 2,319 miliardi dai 419 milioni dell’anno precedente.
Resta aperto il dossier Transformation of Industry. A fine agosto Siemens Energy ha annunciato l’intenzione di cedere la maggior parte della divisione, che lo scorso anno aveva generato 5,7 miliardi di ricavi, pari al 15% del totale, con un margine dell’11%. Il gruppo potrebbe fare entrare investitori esterni o ricorrere a un’operazione sul mercato dei capitali, mantenendo una partecipazione di minoranza.
L’obiettivo è concentrare maggiormente le risorse sulle attività a più elevata redditività, in particolare turbine a gas e infrastrutture di rete, che stanno beneficiando anche della crescente domanda di elettricità e capacità di rete legata allo sviluppo dei data center per l’intelligenza artificiale.
L’11 novembre arriva il test dei conti
Il prossimo appuntamento decisivo è fissato per l’11 novembre, quando Siemens Energy pubblicherà i risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025-2026, chiuso il 30 settembre.
Il consensus prevede per l’esercizio ricavi per 44,1 miliardi di euro, in aumento del 13%, e un utile netto di 3,7 miliardi, contro 1,4 miliardi dell’anno precedente: un balzo di circa il 164%. Per il 2027 le attese salgono ulteriormente, a 50,6 miliardi di ricavi, +14,7%, e 5,2 miliardi di utile, +40,5%.
Numeri notevoli, ma almeno in parte già incorporati nelle quotazioni. Con una capitalizzazione di circa 125 miliardi di euro, Siemens Energy tratta oggi intorno a 33 volte l’utile atteso per il 2026 e a 23 volte quello previsto per il 2027.
Stamattina il titolo scende dell’1,4% a 143,4 euro, ma conserva un rialzo del 16% da inizio anno e del 34% negli ultimi dodici mesi. Gli analisti, per ora, continuano a vedere spazio per nuovi rialzi: su 26 esperti che seguono il titolo, 20 consigliano l’acquisto e il target price medio è di 197 euro, circa il 35% sopra le quotazioni attuali.
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