SpaceX tratta Boost Mobile: Elon Musk accelera sulla telefonia

Il gruppo dell'imprenditore sudafricano sta trattando con EchoStar l'acquisto di Boost Mobile o l'accesso alla sua rete per lanciare Starlink Mobile, secondo il Washington Post. La notizia arriva dopo una seduta in cui il titolo ha perso oltre il 6% ed è scivolato sotto il prezzo di collocamento di giugno.
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La trattativa con EchoStar per entrare nel mercato wireless
SpaceX è in trattative con EchoStar per acquistare Boost Mobile oppure per ottenere l'accesso alla sua rete, secondo quanto riporta oggi lunedì 2 novembre il Washington Post, citando persone vicine al dossier.
Le discussioni vanno avanti da mesi e Elon Musk se ne è occupato in prima persona, incontrando il presidente di EchoStar Charlie Ergen nel mese di ottobre.
Boost Mobile contava 7,38 milioni di abbonati wireless alla fine del secondo trimestre e opera su capacità di rete presa in affitto da AT&T e T-Mobile. Proprio questo è il nodo: i contratti di leasing in genere non sono trasferibili senza il consenso dei due operatori.
L'operazione si inserisce nel progetto Starlink Mobile, una rete ibrida satellite-terra che unisce la costellazione di oltre 12.000 satelliti a infrastrutture a terra per sfidare AT&T, Verizon e T-Mobile. Secondo MoffettNathanson, il mercato wireless americano vale circa 235 miliardi di dollari.
Il direttore finanziario Bret Johnsen aveva già dichiarato nella conferenza sui conti del terzo trimestre l'obiettivo di diventare «un grande operatore mobile negli Stati Uniti», dopo l'acquisto a ottobre di licenze di spettro per 8 miliardi di dollari.
Nel pre market USA di oggi, intorno alle 13:50 ora italiana, EchoStar saliva del 6% e SpaceX dell'1,50%, mentre il 28 ottobre la società aveva inviato alla FCC una lettera molto dura contro T-Mobile sulle regole dello spettro.
Il titolo sotto il prezzo di collocamento dopo il caso Anthropic
La notizia arriva in un momento delicato per le azioni SpaceX. Venerdì scorso 30 ottobre le azioni hanno chiuso a 134,72 dollari, in calo del 6,37%, con volumi di quasi 122 milioni di pezzi: è la prima chiusura sotto i 135 dollari del collocamento del 12 giugno.
A pesare è stato un articolo di Bloomberg secondo cui Anthropic è diventata il primo cliente del gruppo, con circa il 34,5% dei ricavi del terzo trimestre, grazie a un contratto di capacità di calcolo fino a 120,5 miliardi di dollari entro il 2029.
Il mercato teme la concentrazione dei ricavi, tanto più che la stessa Anthropic si avvia alla quotazione. Sul titolo pesano anche:
- lo sblocco dal 22 ottobre di fino a 1,3 miliardi di azioni in lock-up;
- la guidance di investimenti per il quarto trimestre tra 35 e 40 miliardi di dollari;
- la causa in Louisiana sugli incentivi fiscali per il progetto Starbase da 100 miliardi;
- il clima negativo sul settore tecnologico, con il Nasdaq in calo dell'1,7% giovedì dopo un PIL americano al 3,4% che ha riacceso le attese di un rialzo dei tassi a dicembre.
Dal massimo di 225,64 dollari toccato dopo l'IPO, il titolo ha perso circa il 40%; da inizio ottobre il calo è del 9% (dai 148,07 dollari del 1° ottobre).
I conti del terzo trimestre: primo utile e intelligenza artificiale al comando
Il 20 ottobre SpaceX ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 14,58 miliardi di dollari, in crescita del 161% sull'anno, contro i 12,72 miliardi attesi dal consenso LSEG. L'utile netto è stato di 4,4 miliardi, contro una perdita di 1,05 miliardi un anno prima: il primo trimestre in utile da società quotata.
Il segmento Super Intelligence (l'ex xAI) è diventato il primo per fatturato con 7,56 miliardi, nove volte gli 813 milioni di un anno fa, superando la connettività Starlink (5,25 miliardi, +69%) e i lanci (1,77 miliardi, +6%).
Quasi tutto il profitto operativo arriva però da Starlink, con un risultato di 2,37 miliardi e 13,6 milioni di abbonati consumer (ricavo medio mensile di 69 dollari). La divisione AI ha guadagnato 431 milioni, quella spaziale ha perso 7 milioni.
Il punto debole è la cassa: investimenti per 19,6 miliardi nel trimestre (16,4 miliardi nell'AI) e una liquidità di circa 90 miliardi tra cassa e titoli, ereditata soprattutto dall'IPO.
Nella stessa conferenza, Musk ha definito «una buona idea» la fusione con Tesla, annunciando che i consigli delle due società hanno formato comitati speciali per valutarla.
Analisti ottimisti, grafico in difficoltà
Il consenso raccolto su 39 analisti resta decisamente positivo: 23 strong buy, 8 buy, 6 hold e 2 strong sell, con un obiettivo di prezzo medio di 257,11 dollari, oltre il 90% sopra la chiusura di venerdì.
Dopo i conti sono arrivati numerosi rialzi degli obiettivi di prezzo:
- Barclays (overweight) a 300 dollari da 254;
- Bank of America (buy) ed Evercore ISI (outperform) a 275 dollari;
- Goldman Sachs (buy) a 245 dollari;
- Citi (buy) a 240 dollari;
- UBS (buy) a 230 dollari da 210;
- Raymond James conferma strong buy con un obiettivo di 800 dollari.
Più prudenti Piper Sandler (neutral, «con bias positivo verso fine anno»), KeyBanc (sector weight) e Susquehanna (neutral, obiettivo 173 dollari).
Sul piano tecnico il quadro è meno brillante: il titolo quota sotto la media mobile a 50 giorni (149,56 dollari) e sotto quella a 200 giorni (145,72 dollari), e ha violato il supporto di area 140 dollari che reggeva dall'estate. Il prossimo riferimento è il minimo dell'anno a 104,83 dollari.
Le valutazioni restano elevate: con una capitalizzazione di circa 1.830 miliardi di dollari, il titolo tratta a 57 volte i ricavi degli ultimi dodici mesi e a 66 volte gli utili attesi.
Cosa aspettarsi
Per gli investitori la partita Boost Mobile ha due letture. Da un lato aprirebbe a SpaceX una scorciatoia verso il mercato wireless statunitense, con una base di abbonati già costruita e una rete a terra senza dover partire da zero.
Dall'altro, gli analisti citati dal Washington Post avvertono che per competere con i tre grandi operatori serviranno investimenti pesanti in infrastrutture a terra, assistenza clienti e sussidi sui telefoni, in un momento in cui la cassa è già assorbita dai data center.
I titoli delle telecomunicazioni sono sotto pressione dall'acquisto dello spettro di ottobre, e il consenso di AT&T e T-Mobile al trasferimento dei contratti resta l'incognita principale.
Nel breve, il titolo dovrà dimostrare di tenere area 130-135 dollari, la fascia del prezzo di IPO, dove alcuni operatori si aspettano il ritorno dei compratori.
I prossimi catalizzatori sono il volo 15 di Starship, con il primo tentativo di recupero della navicella, e gli sviluppi sulla fusione conTesla.
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