Spread Btp-Bund apre la settimana in calo, Btp decennale al 4,5%

Spread Btp-Bund apre la settimana in calo, Btp decennale al 4,5%

Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi parte in lieve restringimento nella prima seduta di novembre, con il rendimento del decennale che torna a ridosso del 4,5% dopo la chiusura a 118 punti di venerdì. Sullo sfondo il regolamento dell'asta da 7,75 miliardi di fine ottobre e il calendario del Tesoro per le aste di novembre.

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L'avvio di seduta: spread a 117,8 punti, decennale al 4,5%

Lo spread Btp-Bund ha aperto la seduta di oggi, lunedì 2 novembre, a 117,8 punti base, in lieve calo rispetto ai 118 punti della chiusura di venerdì 30 ottobre, scendendo poi a 114 punti.

Il rendimento del Btp decennale ha ripiegato al 4,5% (dal 4,51% della vigilia), mentre il Bund tedesco è rimasto fermo al 3,32% e l'Oat francese al 4,98%.

Nei primi scambi il movimento si è ampliato: verso le 9 il differenziale è sceso sotto i 115 punti e il rendimento del decennale italiano è calato sotto la soglia del 4,5%.

Il clima di mercato è prudente: il Ftse Mib alle 9.05 saliva dello 0,13% a 49.563 punti, con gli operatori concentrati sul voto di metà mandato negli Stati Uniti e sul greggio americano (contratto dicembre) sceso a 100,5 dollari al barile.

Una settimana sulle montagne russe tra 112 e 122 punti

L'ultima settimana di ottobre è stata movimentata per la carta italiana. Venerdì 23 ottobre lo spread aveva chiuso a 122 punti; lunedì 26 è crollato a 112, con il decennale al 4,48% e il Bund al 3,36%.

Giovedì 29 ottobre, dopo la conferma dei tassi da parte della Banca centrale europea, il differenziale era sceso anche sotto i 110 punti, per poi chiudere a 114. Venerdì 30 è risalito a 118 punti, con il decennale al 4,51%, complice il petrolio tornato sopra i 100 dollari.

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Il quadro di lungo periodo resta però molto diverso da quello di inizio anno: a gennaio 2026 lo spread era sceso sotto i 65 punti, minimo dal 2008. Da allora è più che raddoppiato, pur restando lontano dai livelli delle fasi di tensione acuta sul debito italiano.

Il rialzo dei rendimenti segue la svolta della Bce, che il 29 ottobre ha lasciato il tasso sui depositi al 2,5%, quello sulle operazioni principali al 2,65% e quello marginale al 2,9%, segnalando però rischi al rialzo per l'inflazione legati all'energia.

L'asta da 7,75 miliardi: oggi il regolamento, decennale al 4,49%

Proprio oggi, lunedì 2 novembre, arriva a regolamento l'asta di fine ottobre, in cui il Tesoro ha collocato l'importo massimo offerto di 7,75 miliardi di euro, spalmati su quattro titoli.

Il pezzo forte è stato il Btp 4% ottobre 2036: assegnati 3,5 miliardi a un rendimento lordo del 4,49%, in calo di 9 punti base rispetto al 4,58% dell'asta del 29 settembre, con un prezzo di aggiudicazione di 96,48 e un rapporto di copertura di 1,56.

Gli altri titoli collocati:

  • Btp 3,95% febbraio 2032 (5 anni): 1,75 miliardi al 4,02%, in calo di 5 punti base, copertura 1,71;
  • Btp 3,5% febbraio 2031: 1,25 miliardi al 3,9%, copertura 1,78;
  • CCTeu aprile 2036: 1,25 miliardi al 4,02%, in rialzo di 64 punti base, copertura 1,79.
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Il calo dei rendimenti su tutte le scadenze a tasso fisso e la domanda superiore all'offerta confermano che l'appetito per la carta italiana resta solido anche a questi livelli.

Btp Valore da 16,6 miliardi e il calendario delle aste di novembre

Il mese di ottobre si è chiuso anche con il bilancio della prima doppia emissione retail: Btp Valore e Btp Valore Insieme hanno raccolto complessivamente 16,62 miliardi di euro con 560.029 contratti, il risultato più alto da febbraio 2024.

Il Btp Valore con cedole trimestrali crescenti ha incassato 12,07 miliardi (tassi definitivi 3,75%, 4,2% e 4,75%), la versione Insieme a cedola unica 4,55 miliardi (22,7% a scadenza).

Per novembre il Ministero dell'Economia ha in calendario cinque aste:

  • 11 novembre: Bot (comunicazione il 6 novembre);
  • 12 novembre: Btp a medio-lungo termine (comunicazione il 9 novembre);
  • 25 novembre: Btp Short Term e Btp€i;
  • 26 novembre: Bot;
  • 27 novembre: Btp a medio-lungo termine.

Nel programma del quarto trimestre il Tesoro stima emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine tra 59 e 69 miliardi di euro, con emissioni nette tra 28 e 38 miliardi.

Cosa guardare adesso: BCE a dicembre, energia e voto Usa

Per chi investe in Btp il quadro è di rendimenti ancora elevati, circa un punto percentuale sopra i livelli di pochi mesi fa, ma in graduale stabilizzazione.

Il primo banco di prova è la riunione della Bce del 17 dicembre: nel sondaggio Reuters di inizio ottobre, 64 economisti su 73 si aspettavano un rialzo di 25 punti base, uno scenario che terrebbe alta la pressione sui rendimenti di tutta l'area euro.

Pesano poi i prezzi dell'energia, con il gas a 101,45 euro al megawattora ad Amsterdam e il greggio sopra i 100 dollari, e l'esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Sul fronte interno il mercato continua a digerire la manovra 2027, che prevede tagli fiscali e maggiori spese per 26 miliardi di euro: finora la reazione dello spread è stata contenuta, con il differenziale che si muove in una fascia di 112-122 punti.

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