Stati Uniti, dollaro e nuove sfide globali: l'analisi di Regesta (Mediobanca)

Dietro la resilienza apparente dellโeconomia americana si nascondono segnali di fragilitร strutturale. Matteo Regesta, Cross Asset Macro Strategist di Mediobanca, avverte: il dominio globale del dollaro resta, ma la de-dollarizzazione avanza, trainata dalla Cina e da nuovi assetti geopolitici. In questo scenario di incertezza, lโEuropa puรฒ giocare le sue carte puntando su una difesa piรน autonoma.
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La resilienza apparente dellโeconomia americana
Nonostante il rallentamento della crescita, lโeconomia degli Stati Uniti continua a sorprendere gli osservatori internazionali. Ma Matteo Regesta, Cross Asset Macro Strategist di Mediobanca, durante un evento a Milano presso l'Armani Hotel, invita a guardare sotto la superficie. I dati piรน recenti mostrano che la crescita del Pil americano รจ stata sempre piรน trainata da consumi, investimenti pubblici e scorte aziendali, mentre la domanda privata si indebolisce. "Lโeconomia americana non รจ in recessione", ha precisato Regesta, "ma non รจ neanche particolarmente sana".
Un elemento chiave della forza statunitense resta il sistema del lavoro secondo Regesta: grazie ai bonus fiscali per le assunzioni e a una ristrutturazione accelerata del sistema produttivo post-pandemia, lโoccupazione regge, sebbene a fronte di un calo della produttivitร e di segnali di stress, soprattutto nel settore immobiliare e in alcune aree manifatturiere.
Il problema nascosto del debito americano
Il vero rischio strutturale, secondo Regesta, risiede nella posizione finanziaria degli Stati Uniti. Nonostante il dollaro sia ancora dominante come valuta di riserva mondiale, il debito pubblico americano ha raggiunto livelli record, mentre la posizione netta verso lโestero รจ in forte deterioramento: oggi supera negativamente il 90% del Pil.
"La sostenibilitร di questo squilibrio", spiega Regesta, "dipende dalla capacitร degli Stati Uniti di mantenere la fiducia internazionale nei propri asset e di gestire il proprio enorme deficit commerciale". L'attuale vantaggio competitivo โ il cosiddetto โprivilegio esorbitanteโ derivante dallโuso globale del dollaro โ permette ancora di finanziare i deficit a basso costo. Tuttavia, la crescente frammentazione geopolitica, unita a strategie di de-dollarizzazione da parte di Paesi emergenti e rivali strategici come la Cina, potrebbe mettere progressivamente in discussione questo status.
La Cina e la corsa alla diversificazione dal dollaro
Un altro punto centrale dell'analisi di Regesta riguarda il tentativo della Cina di ridurre la propria esposizione al dollaro. Un processo iniziato giร dopo la crisi finanziaria globale, ma accelerato dal congelamento delle riserve russe in seguito alla guerra in Ucraina.
Regesta ha illustrato come Pechino stia cercando di ribilanciare le proprie riserve verso asset piรน diversificati, riducendo il peso dei Treasury americani. Un trend che non riguarda solo la Cina: molte banche centrali emergenti stanno aumentando le riserve in oro e ampliando le quote di valute alternative.
Nonostante questo, ha avvertito Regesta, "il dollaro rimane ancora la valuta dominante, ma la traiettoria di lungo termine รจ chiara: si va verso un sistema monetario piรน multipolare". Un cambiamento che non sarร immediato, ma che avrร implicazioni profonde per i flussi finanziari globali.
Difesa europea, un'opportunitร strategica
In mezzo a questa instabilitร internazionale, l'Europa si trova davanti a una rara finestra di opportunitร . Con il disimpegno progressivo degli Stati Uniti da alcuni scenari globali e lโaumento della domanda di sicurezza, il comparto della difesa europea sta conoscendo una nuova fase di investimenti.
Gli annunci recenti di nuovi piani di spesa, come quello presentato da nuovo governo tedesco Merz o dal presidente Macron in Francia subito dopo le elezioni legislative, stanno iniziando a cambiare il panorama industriale del Vecchio Continente. Secondo Regesta, la difesa potrebbe diventare un pilastro importante dei portafogli d'investimento nei prossimi anni, "nonostante il settore sia ancora in fase di sviluppo e richieda un sostegno politico continuo".
Un'Europa piรน autonoma in ambito difensivo, sostiene Regesta, non solo rafforzerebbe la resilienza del continente, ma potrebbe anche stimolare una nuova stagione di crescita economica interna.
La fragilitร del sistema commerciale globale
Un'altra dinamica che Regesta ha messo in evidenza riguarda il cambiamento strutturale del commercio globale. Gli Stati Uniti stanno ridisegnando le loro catene del valore, riducendo lโesposizione alla Cina attraverso sussidi industriali, barriere tariffarie e incentivi alla rilocalizzazione delle produzioni strategiche.
Anche l'Europa รจ chiamata a ripensare le proprie dipendenze esterne. La recente postura piรน assertiva della Cina nelle relazioni internazionali โ con richieste di rispetto politico come prerequisito per trattative commerciali โ aggiunge un ulteriore livello di complessitร .
"La globalizzazione come lโabbiamo conosciuta negli ultimi trent'anni sta cambiando", ha concluso Regesta. "Non si tratta piรน di abbattere frontiere economiche, ma di gestire nuovi equilibri strategici. In questo contesto, la capacitร di adattamento sarร la chiave per chi saprร investire con visione e prudenza".
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