Stellantis, calano ancora le vendite in Europa. L’India nuova frontiera


Il mese di aprile ha visto le vendite del gruppo frenare del 31% rispetto all’anno precedente, con la sua quota di mercato fermarsi al 18,8%, mentre il Ceo Tavares ha indicato l’India come mercato alternativo a Cina e Russia.


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I dati sulle vendite

Continuano a pesare i problemi della catena di approvvigionamento sul settore auto europeo e il calo delle immatricolazioni di aprile si conferma complessivamente a due cifre.

Nei paesi dell’Unione europea, dell’Efta (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera) e in Gran Bretagna le vendite nel mese scorso sono diminuite su base annua del 20,2%, scendendo così a 830.447 unità.

Calo superiore per l’Italia, con il 33%, per la Francia (-22,6%) e per la Germania (-21,5%), mentre in Spagna risulta più attenuato (-12,1%).

Stenta anche la situazione da inizio 2022, con un saldo da inizio anno negativo per il 13% con circa 3,6 milioni di veicoli venduti, mentre nella sola UE la riduzione è stata del 14,4%, per un totale di 2,930.366 vetture.

Nei primi quattro mesi dell’anno, l’Italia segna ancora il calo più marcato (-26,5%), seguita da Francia (-18,6%), Spagna (-11,8%) e Germania (-9%).

Stellantis e le altre marche

Il mese di aprile ha visto Stellantis ridurre le sue immatricolazioni del 31% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, segnando il passo anche per quanto riguarda la quota di mercato, scesa dal 21,7% di un anno fa all’attuale 18,8%.

L’inizio d’anno non sembra favorire la società nata dalla fusione tra FCA e PSA, visto il calo del 24,1% (679.660 unità) dei primi quattro mesi del 2022, e la quota di mercato ferma al 19% dal 21,7% precedente.

Male anche il gruppo Volkswagen, con il 28% in meno di immatricolazioni su base annuale (199.917 auto) e una quota di mercato che scende al 24,1% a fronte del 26,7% di un anno fa e il -18% rispetto all’analogo periodo del 2021.

Nei primi quattro mesi, inoltre, le immatricolazioni della casa tedesca sono scese del 18,1% rispetto al quadrimestre dello scorso anno, con una quota di mercato scesa al 23,9% dal 25,4%.

Minore il calo di Renault, con un -16,3% ad aprile, a cui si aggiungono le performance negative di BMW (-17,6%), Toyota (-7,4%) e Mercedes-Benz (-22,6%), mentre cresce (+13,2%) Hyundai.

Previsioni e view di WebSim

Sul risultato complessivo del mercato pesano “le difficoltà nella produzione in seguito ai problemi di supply chain”, spiegano da WebSim.

Per quanto riguarda l’intero 2022, gli analisti della sim si attendono un calo del 10% per il mercato dell’auto, con Stellantis che dovrebbe scendere complessivamente del 24%.

Alla luce di questi dati, da WebSim confermano il giudizio ‘interessante’ su Stellantis, con un target price a 22,10 euro, mentre oggi le azioni della casa automobilistica vengono scambiate a 13,81 euro, in crescita di mezzo punto dopo circa un’ora di scambi.

Destinazione India

Nel frattempo, il Ceo di Stellantis, Carlo Tavares, ha indicato il mercato indiano come alternativa valida per affrontare le difficoltà in paesi come la Cina, con le vendite che stentano ancora, e la Russia, dove ha fermato la produzione a causa del conflitto.

In India, mercato giudicato “redditizio” con un’opportunità di crescita maggiore di quanto il gruppo si attendesse, Stellantis propone i suoi marchi Jeep e Citroen, ma rappresenta solo una frazione delle vendite globali del gruppo.

Nonostante questo ritardo, Tavares ha spiegato di attendersi che i ricavi nell’area saranno più che raddoppiati entro il 2030, con un margine Ebit/ricavi a doppia cifra entro i prossimi due anni.

Se in India i produttori occidentali faticano vista la concorrenza dei marchi asiatici Suzuki e Hyundai, nel paese “fare utili è possibile”, aggiungeva il manager, “a patto di fare le cose alla maniera degli indiani. Il motivo per cui alcuni produttori occidentali hanno fallito è che non hanno preso coscienza di questo fatto”.

Per raggiungere questi obiettivi, secondo Tavares è necessario mettere in atto una strategia che prevede l’acquisto di componenti locali, favorire un’integrazione verticale della catena di approvvigionamento per contenere i costi e costruire auto con funzionalità che interessano ai consumatori indiani, e per le quali sono disposti a pagare.


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