Stellantis: rischio limitato e spazio di rialzo fino al 50–100%

Stellantis: rischio limitato e spazio di rialzo fino al 50–100%

Il reset delle attese ha portato il titolo su multipli mai visti negli ultimi cinque anni. Se il nuovo management riuscirà a stabilizzare margini e cash flow, il recupero potrebbe essere significativo. Il titolo offre un profilo rischio-rendimento che alcuni analisti giudicano fortemente asimmetrico

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A una settimana dal tracollo di Borsa, Stellantis torna sotto la lente degli analisti. Il titolo, precipitato del 24% nella seduta di venerdì 6 febbraio dopo che il management ha annunciato a sorpresa un drastico aggiornamento dei conti, ha messo a segno un rimbalzo dell’8,8% nelle quattro sedute successive. Il recupero non basta a colmare il gap accumulato dall’inizio dell’anno, che resta pari a circa il 32%, ma segna un primo punto di stabilizzazione dopo uno shock che ha costretto il mercato a rivedere drasticamente le aspettative.

Lo shock del 6 febbraio e il reset delle attese

L’aggiornamento diffuso dal gruppo automobilistico è stato percepito come una vera e propria “doccia fredda”. Stellantis ha annunciato svalutazioni e accantonamenti per 22 miliardi di euro, legati soprattutto agli asset sull’elettrico e a oneri connessi alle garanzie. A questo si sono aggiunte indicazioni di utile operativo per la seconda metà del 2025 inferiori alle precedenti guidance, la cancellazione del dividendo nel 2026 e un’emissione di debito convertibile da 5 miliardi di euro per rafforzare la struttura patrimoniale.

Un insieme di elementi che ha alimentato il timore di una value trap, ovvero di un titolo apparentemente a buon mercato ma intrappolato in una fase di debolezza strutturale della redditività e della generazione di cassa.

Gli analisti rivalutano il quadro

Proprio la portata dell’annuncio ha però spinto diversi analisti a riconsiderare il profilo rischio-rendimento del titolo. Secondo Emmanuel Rosner di Wolfe Research, l’asticella delle attese è stata ormai abbassata in modo significativo, creando le condizioni per un miglioramento sequenziale di utili e flussi di cassa nel biennio 2026-2027. Rosner ha rivisto al rialzo la raccomandazione, pur mantenendo un approccio prudente, sottolineando il contributo atteso dai nuovi lanci di prodotto e da un possibile recupero delle quote di mercato negli Stati Uniti.

Il consenso resta complessivamente equilibrato. Su 27 analisti che seguono Stellantis, 10 esprimono una raccomandazione Buy e 15 un giudizio Hold. Il target price medio è pari a 8,7 euro, valore che implica un potenziale di rialzo di circa il 31% rispetto alle quotazioni correnti.

Il CEO Filosa punta su nuovi prodotti e America

Il compito di guidare il rilancio spetta ad Antonio Filosa, chiamato alla guida del gruppo dopo l’uscita di Carlos Tavares a fine 2024. Filosa ha indicato come priorità un ritorno alla centralità del prodotto, maggiori investimenti industriali e un riequilibrio dei rapporti con la rete distributiva, in particolare nel mercato nordamericano.

Il Nord America resta infatti l’area più rilevante per Stellantis, con circa il 40% dei ricavi complessivi e, storicamente, la quota maggiore della redditività del gruppo. È su questo fronte che si gioca una parte decisiva della scommessa sul recupero dei margini.

Valutazioni a confronto con GM e Ford

Dal punto di vista delle valutazioni, il confronto con i principali concorrenti statunitensi è uno degli argomenti più citati dagli osservatori. Stellantis tratta oggi intorno a 0,15 volte il fatturato, contro circa 0,3 volte Ford e 0,4 volte General Motors. In termini storici, il gruppo ha scambiato a un multiplo pari a circa l’85% di quello dei due rivali; il rapporto attuale, intorno al 44%, rappresenta il minimo degli ultimi cinque anni.

STELLANTIS, CINQUE ANNI DI QUOTAZIONI

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Secondo l’analisi di Barron’s, un ritorno anche parziale verso le medie storiche potrebbe tradursi in un significativo recupero delle quotazioni nel medio periodo, a condizione che l’azienda riesca a ristabilire una traiettoria credibile di redditività.

Rischi e variabili da monitorare

Il quadro resta tuttavia complesso. Il settore automobilistico è fortemente ciclico e dipendente dall’andamento dei consumi, mentre in Europa la pressione competitiva dei costruttori cinesi è destinata ad aumentare. Sul fronte opposto, il mercato nordamericano appare per ora relativamente protetto e continua a rappresentare un pilastro per la generazione di cassa.

In sintesi, dopo il violento sell-off di inizio febbraio, Stellantis si trova in una fase di transizione delicata. Per una parte crescente degli analisti, molte delle cattive notizie sono ormai incorporate nei prezzi. La vera incognita resta la capacità del nuovo management di tradurre il reset delle aspettative in un miglioramento operativo concreto nei prossimi trimestri.

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