Ancora TACO Trump e mercati travolti dalla propensione al rischio. Btp in festa

L’annuncio della tregua riporta il sereno sui mercati dopo oltre un mese di guerra in Medio Oriente e si riducono le previsioni di una nuova stretta monetaria da parte della Banca centrale europea.
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La ‘festa’ sui mercati
Festa sui mercati europei e a Wall Street, con gli investitori che tirano un sospiro di sollievo dopo la tregua tra Stati Uniti e Iran arrivata nella notte, poco prima della scadenza dell’ultimatum lanciato nei giorni scorsi da Donald Trump.
Accompagnati dal tonfo dei prezzi del petrolio, con Brent e greggio WTI intorno ai 95 dollari al barile, gli indici europei viaggiano a gonfie vele: l’Euro Stoxx balza del 4%, trainato dalle banche (Euro Stoxx Banks a +5%), il Ftse Mib sale del 3,80%, mentre il Dax, il Cac 40, il Ftse 100 e l’Ibex 35 guadagnano tra il 3 e il 2%. Festa anche a Wall Street, dove i future sui principali indici (S&P500, Dow Jones e Nasdaq) corrono tra il 2 e il 3%.
Si fanno contagiare dal generale entusiasmo anche i benchmark Btp e lo spread: il rendimento del dieci anni (febbraio 2036) passa in area 3,66% da 3,99%, quello del due anni da 3% a 2,71%, mentre il differenziale tra tassi decennali italiano e tedesco si richiude intorno ai 75 punti base da 89 ieri in chiusura, con una flessione fino a 73 centesimi, minimo dalla prima metà di marzo.
Scemano di riflesso le scommesse più 'hawkish' per quanto riguarda le prossime mosse sui tassi da parte della Banca centrale europea. Rispetto a ieri sera, quando sulla scena globale ancora pesava la minaccia di Donald Trump che prospettava la cancellazione di un'intera civiltà, lanciando un ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la chance di una stretta sui tassi europei il 29 aprile si riduce a 20% da 60%. Il riferimento sui depositi, oggi al 2%, viene visto a fine anno a 2,5% da 2,75% scontato fino a ieri sera.
Tutto questo, naturalmente, a condizione che regga il fragile cessate il fuoco annunciato nella notte, permettendo che le forniture di greggio passino dallo Stretto di Hormuz fino a ieri bloccato.
La proposta del Pakistan
L’accordo sul cessate il fuoco di due settimane è arrivato sulla base di una proposta di 10 punti presentata dal Pakistan, importante mediatore nel conflitto in queste ore, approvata dalla guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, grazie anche all’intervento dell’ultimo minuto della Cina, con Pechino che aveva esortato l’Iran a mostrare flessibilità e stemperare le tensioni.
Le trattative per la pace vera e propria partiranno venerdì sulla base di questa proposta, definita da Trump "una base concreta su cui intavolare le negoziazioni" per un accordo di pace "a lungo termine con Teheran, nonché la pace in Medio Oriente”.
I contorni dell'accordo non sono chiari né per quanto riguarda l'uranio arricchito né per lo Stretto di Hormuz. Nel suo piano in 10 punti l'Iran avrebbe confermato la richiesta della rimozione delle sanzioni, il controllo dello Stretto di Hormuz e l'accettazione da parte di Washington della possibilità di arricchire l'uranio.
Nel dettaglio il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz sarà possibile, per due settimane, ma "previo coordinamento con le Forze Armate iraniane e tenendo debitamente conto delle limitazioni tecniche", ha precisato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, e – secondo quanto si apprende – prevederà un pedaggio.
La propensione al rischio
Con il cessate il fuoco non solo i toni si sono ammorbiditi dopo la minaccia di Trump di "distruggere l'intera civiltà iraniana", ma si è concretizzato lo scenario più favorevole ai mercati, cioè una de-escalation, spiegano gli analisti di Ig Italia, aggiungendo che “Ora bisognerà attendere per capire se la tregua di due settimane, ottenuta con la mediazione del Pakistan, offrirà una base solida per la trattativa (come peraltro scritto da Trump in un post su Truth)".
Tuttavia, con "il riavvio del canale negoziale" e la possibilità di riaprire lo Stretto di Hormuz, "il mercato può iniziare a scaricare rapidamente il premio geopolitico più estremo accumulato nelle ultime settimane", proseguono dal broker
"I mercati erano pronti per questo momento”, secondo Nigel Green, ceo di deVere Group, che aggiunge: “il posizionamento era diventato difensivo, la volatilità era elevata e i prezzi dell'energia riflettevano le ipotesi peggiori. Una pausa, anche temporanea, allenta molto rapidamente questa pressione. Un rally di sollievo di questa portata riflette quanto fosse teso il sentiment. Gli investitori si stavano preparando a un'escalation che avrebbe potuto bloccare un quinto dell'offerta globale di petrolio. Eliminando anche solo una parte di questa minaccia, i capitali affluiscono rapidamente verso le azioni".
TACO Trump
Sui media di stato iraniani, nel frattempo, la notizia è passata come un'umiliante ritirata di Trump, dopo che di passo indietro, l’ennesimo per il presidente USA, parlano già anche diversi commentatori statunitensi, secondo i quali Trump si conferma ‘TACO’ (‘Trump always chickens out’, ovvero si tira sempre indietro).
“I mercati sono travolti da un rally di propensione al rischio con le azioni in forte rialzo e il petrolio in picchiata”, evidenzia Michael Brown, Senior Research Strategist di Pepperstone.
"Ci è voluto un po' prima che arrivasse, poco prima di mezzanotte qui a Londra, ma ieri si è verificato un altro momento TACO", spiega l'esperto, sottolineando che Trump ha rimandato ancora una volta la questione della 'scadenza' per gli attacchi alle centrali elettriche e ai ponti iraniani, che è di fatto la quarta volta che viene prorogata. Questa volta, però, la situazione sembra diversa, con il Presidente che ha sottolineato come il periodo di due settimane rappresenti un 'cessate il fuoco bilaterale', durante il quale lo Stretto di Hormuz verrà riaperto dagli iraniani, un passo cruciale per la normalizzazione dei flussi globali di materie prime. Altrettanto importante è il fatto che Trump e gli iraniani abbiano confermato lo scambio di diverse proposte, che costituiranno la base per i negoziati volti a raggiungere un accordo di pace di più lunga durata, che sarà 'finalizzato e portato a termine' nelle prossime due settimane. Quest'ultimo aspetto contribuisce a spiegare la significativa reazione di propensione al rischio che abbiamo osservato”.
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