Tesla: i rapporti con Pechino preoccupano più dei conti


Questa sera la conference call di Musk per illustrare i risultati del primo trimestre. Investitori e analisti a caccia di informazioni sull’evoluzione del mercato in Cina, il Paese più importante per la Casa californiana, recentemente accusata dai media locali di “comportamenti arroganti e prepotenti”. Il sospetto che le autorità vogliono favorire i concorrenti Nio e XPeng.


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Il consensus si aspetta ricavi pari a 10,5 miliardi di dollari e un Eps di 0,75 dollari.

Dopo la sorpresa degli ottimi dati di vendita del periodo gennaio-marzo, i risultati economici del primo trimestre di Tesla che saranno annunciati questa sera non dovrebbero creare forti emozioni. Il consensus degli analisti si aspetta ricavi a 10,5 miliardi di dollari e un Eps (utile per azione) di 0,75 dollari. Nel primo trimestre del 2020 i ricavi erano stati 6 miliardi e l’Eps 0,25 dollari. Se i risultati saranno in linea con le attese, le quotazioni di Borsa non dovrebbero avere nuovi sussulti, dopo i violenti saliscendi registrati nel primo trimestre.

Oggi l’azione Tesla è scambiata in Borsa a 730 dollari e segna dall’inizio dell’anno un rialzo del 5%, una performance positiva ma non brillante, dato che si confronta con il +12% dell’S&P500 e il +9% del Nasdaq. L’andamento, però, è stato tutt’altro che tranquillo: nelle prime settimane dell’anno il titolo è schizzato al rialzo fino a segnare il massimo assoluto di 900 dollari (25 gennaio), per poi perdere il 37% in un mese e mezzo arrivando l’8 marzo a un minimo di 563 dollari.

Per chi opera con opzioni e derivati tanta volatilità è una meraviglia, ma non c’è dubbio che la più vasta platea degli investitori preferirebbe un andamento più lineare.

Carenza di chip e polemiche sulla sicurezza: influenzeranno le vendite future?

Nella conference call di questa sera con Elon Musk l’attenzione di investitori e analisti sarà concentrata soprattutto su tutto ciò che potrebbe rappresentare un freno alle vendite di Tesla nella restante parte dell’anno. Di sicuro verrà chiesto quanto influirà la globale carenza di chip, un problema che finora Tesla è riuscita a schivare, mentre altre Case automobilistiche hanno dovuto fermare gli impianti per alcune settimane.

Altro tema caldo è quello della sicurezza del sistema di guida autonomo Autopilot, un argomento tornato alla ribalta dopo l’incidente di 10 giorni fa che ha visto una ModelS in Texas schiantarsi contro un albero e incendiarsi, causando la morte dei due passeggeri, nessuno dei quali era seduto al posto di guida.

Infine c’è il tema fondamentale delle relazioni con le autorità di Pechino e dell’immagine di Tesla in Cina, il suo principale mercato e il primo mercato al mondo per gli EV (Electric Vehicles).

Secondo indiscrezioni, il governo cinese avrebbe vietato l’uso di auto Tesla ai membri dell’esercito cinese e ai funzionari pubblici, per il timore che i sensori di bordo possano schedare i viaggiatori e le località dove si dirigono. Ovviamente Musk ha detto che ciò non avverrà mai, e che non esiterebbe a chiudere Tesla se scoprisse che l’azienda viene usata per lo spionaggio.

I rapporti con le autorità di Pechino si sono fatti ruvidi, Tesla ha chiesto scusa.

Ma i rapporti con le autorità di Pechino, che fino a un anno fa erano rose e fiori, si sono fatti ruvidi. La stampa di governo ha recentemente attaccato la Casa californiana accusandola di avere “comportamenti arroganti e prepotenti con i consumatori cinesi”, e un’agenzia di controllo del settore auto ha emesso un avvertimento verso Tesla.

Il pretesto è il contenzioso sollevato da una signora che asserisce di avere fatto un incidente con la sua Tesla perché i freni non hanno funzionato. La donna, che è intervenuta in modo provocatorio all’Auto Show di Shanghai per fare pubblicità alla sua causa, ha chiesto un ingente risarcimento, ma, secondo quanto afferma Tesla, non permette ai tecnici di ispezionare la sua auto.

Capito l’aria che tira, Tesla la settimana scorsa ha diffuso via social una dichiarazione in cui pubblicamente si scusa per non essere stata in grado di risolvere rapidamente il problema della sua cliente.

Nel primo trimestre 2021 Tesla ha venduto complessivamente 184.800 veicoli e buona parte di questo successo (gli analisti stimavano vendite per 169mila veicoli) è dovuto alla buona accoglienza della Model Y in Cina. I dati della China Passenger Car Association hanno evidenziato che Tesla ha consegnato 69.280 veicoli nel Paese nel primo trimestre.

La sensazione è che sia finita la luna di miele con il governo di Pechino, che aveva fortemente incoraggiato lo sviluppo di Tesla in Cina e l’apertura della fabbrica a Shanghai. Adesso che i veicoli elettrici stanno prendendo piede nel Paese del Dragone (previste vendite per 1,9 milioni di EV quest’anno), le autorità sono più propense a sostenere i produttori cinesi come Nio e XPeng, che lottano per conquistare quote di mercato a Tesla.


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Codice: TSLA.US
Isin: US88160R1014
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