Tesla, il Roadster non decolla. Per ora è colpa del maltempo

Tesla, il Roadster non decolla. Per ora è colpa del maltempo

La presentazione della supercar da oltre 200 mila dollari slitta al 15 ottobre. Musk promette un’auto capace persino di sollevarsi da terra, ma per una Tesla che vale 1.400 miliardi la vera sfida è far decollare gli utili


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Una promessa che risale al 2017

Elon Musk aveva promesso spettacolo, ma per vederlo bisognerà aspettare ancora due settimane. Tesla ha rinviato dal 1° al 15 ottobre la presentazione del nuovo Roadster, la supercar elettrica annunciata ormai quasi nove anni fa e diventata uno dei simboli della capacità del fondatore di Tesla di alimentare aspettative molto prima di trasformarle in prodotti.

Questa volta, però, Musk potrebbe avere un alibi piuttosto solido: il maltempo. Tesla ha spiegato di avere seguito le previsioni insieme ai meteorologi locali e di avere deciso il rinvio a causa delle condizioni severe previste in Texas. Un dettaglio ha però immediatamente acceso la curiosità: secondo la società, l'evento può svolgersi soltanto all'aperto. E se davvero il Roadster che Musk si prepara a mostrare fosse in grado, almeno per qualche istante, di staccarsi da terra, la scelta avrebbe una spiegazione piuttosto semplice.

Come ricorda Barron's, Tesla mostrò per la prima volta il Roadster di seconda generazione nel 2017. Da allora la vettura è stata rinviata più volte e la produzione, inizialmente prevista per il 2020, non è ancora cominciata.


Il maltempo c'era davvero

Il nuovo modello dovrebbe costare oltre 200 mila dollari e, almeno nelle versioni più estreme immaginate da Musk, incorporare tecnologie sviluppate da SpaceX. L'obiettivo dichiarato è portare l'accelerazione da zero a 60 miglia orarie — circa 96 chilometri l'ora — vicino a un secondo.

Ma è soprattutto un'altra promessa ad aver acceso la fantasia. Da anni Musk parla infatti di un Roadster equipaggiato con propulsori derivati dalla tecnologia SpaceX, capaci di consentire alla vettura di compiere una sorta di salto o addirittura di sollevarsi temporaneamente da terra.

A settembre, intervenendo all'All-In Podcast Summit, Musk aveva promesso una presentazione spettacolare. Jason Calacanis, uno dei conduttori del podcast, dopo avere visto in anteprima ciò che Tesla stava preparando, aveva raccontato di essere rimasto sbalordito. Il 15 ottobre si scoprirà se tanto entusiasmo fosse giustificato.

Il sospetto che dietro l'ennesimo rinvio possa esserci qualcosa di più di un temporale è inevitabile, soprattutto considerando la storia delle tante promesse non mantenute da Musk. Ma questa volta le previsioni sembrano dare almeno in parte ragione a Tesla.

Nell'area del Texas centrale interessata dall'evento erano effettivamente previste forti piogge e temporali. In ogni caso, la risposta arriverà, forse, il 15 ottobre.


Una supercar che conta poco nei conti di Tesla

Per gli azionisti, tuttavia, il punto fondamentale è un altro. Anche se il nuovo Roadster mantenesse tutte le promesse di Musk, difficilmente sarebbe questa automobile a giustificare l'attuale valore di Tesla.

Barron's fa un confronto efficace: persino immaginando che il Roadster possa trasformarsi in un successo paragonabile a Ferrari, il suo contributo potenziale varrebbe circa 60 miliardi di dollari. Una cifra enorme in assoluto, ma pari ad appena il 4% circa degli 1.400 miliardi di capitalizzazione di Tesla.

Il mercato sta pagando per qualcosa di molto più grande. Non a caso il vero elemento decisivo del Roadster non sarà tanto sapere se possa accelerare da zero a cento in un secondo o addirittura sollevarsi da terra, ma verificare quanto siano progredite le tecnologie di guida autonoma sviluppate da Tesla.

È sull'intelligenza artificiale, sui robotaxi e sull'autonomia che ormai poggia una parte importante della valutazione del gruppo.

Una valutazione che continua a sfidare i fondamentali

I numeri del consensus aiutano a capire la distanza fra il valore attribuito dal mercato a Tesla e gli utili prodotti oggi dall'azienda. Per il 2026 gli analisti prevedono ricavi intorno a 106 miliardi di dollari e un utile netto di appena 3,6 miliardi. Nel 2027 il fatturato dovrebbe salire a circa 121 miliardi e l'utile a 5,3 miliardi.

Rapportando gli attuali 1.400 miliardi di capitalizzazione all'utile stimato per il 2026, Tesla vale circa 337 volte i profitti attesi. È un multiplo che difficilmente può essere spiegato dal solo business automobilistico e che presuppone una crescita futura molto forte delle attività legate all'AI, alla guida autonoma e alla robotica.

Anche Wall Street rimane profondamente divisa. Su 43 analisti che seguono il titolo, 19 consigliano l'acquisto mentre 20 mantengono una posizione Hold o Neutral. La media dei target price è 395 dollari, un prezzo più alto dell’11% rispetto alla quotazione attuale.


Prima del Roadster arrivano i dati sulle vendite

C'è infine un appuntamento molto meno spettacolare, ma probabilmente più importante per capire come sta andando il business attuale di Tesla. Questa sera sono attesi i dati sulle consegne del terzo trimestre.

Wall Street si aspetta circa 460 mila vetture, contro quasi 500 mila nello stesso periodo del 2025. Il confronto è però particolarmente impegnativo perché il terzo trimestre dello scorso anno aveva beneficiato della corsa agli acquisti prima della scadenza del credito fiscale federale americano da 7.500 dollari.

Il titolo, intanto, ha perso circa il 21% dall'inizio dell'anno.

Il Roadster può quindi regalare a Musk un'altra delle presentazioni spettacolari che hanno costruito il mito di Tesla. Ma per un'azienda che in Borsa vale 1.400 miliardi di dollari non basta neanche promettere un'auto capace di volare. La questione decisiva è se Tesla riuscirà finalmente a far decollare anche gli utili.


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