Tesla ottiene il via libera per 5.000 robotaxi in Nevada

Tesla ottiene il via libera per 5.000 robotaxi in Nevada

L’autorizzazione potrebbe segnare una svolta nell’espansione del servizio a guida autonoma, finora rimasto su scala limitata. Il titolo ha perso il 22% da inizio anno, mentre Wall Street aspetta la prova che il robotaxi possa diventare un vero business.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Il Nevada apre la strada ai robotaxi

Tesla ha ottenuto dal Nevada un’autorizzazione che potrebbe rappresentare un passaggio importante nella strategia di Elon Musk per trasformare la guida autonoma in uno dei principali motori di crescita del gruppo. La Nevada Transportation Authority ha dato il via libera alla società per mettere in servizio fino a 5.000 robotaxi nei prossimi dodici mesi.

L’autorizzazione riguarda anche Waymo, controllata di Alphabet, e Aviari, che potranno schierare fino a 1.000 veicoli completamente autonomi ciascuna. Per Tesla il via libera amministrativo offre finalmente la possibilità di portare su una scala significativa un servizio sul quale gli investitori hanno costruito buona parte delle aspettative sul futuro della società.

Tesla ha avviato il proprio servizio di robotaxi ad Austin, in Texas, nel giugno 2025, ma da allora l’espansione è stata più lenta di quanto molti investitori sperassero. Il servizio è oggi presente con un numero ancora limitato di vetture in alcune città, fra cui Dallas e Houston.

Il permesso ottenuto in Nevada cambia potenzialmente le dimensioni dell’esperimento. Cinquemila robotaxi rappresenterebbero un salto di scala rispetto alla situazione attuale e potrebbero fornire le prime indicazioni concrete sulla possibilità di trasformare la tecnologia di guida autonoma di Tesla in un’attività economicamente rilevante.


Il permesso però non basta

L’autorizzazione non significa che 5.000 Tesla senza conducente compariranno immediatamente sulle strade del Nevada. Si tratta del numero massimo di veicoli che la società potrà impiegare nell’arco dei prossimi dodici mesi: adesso Tesla dovrà effettivamente mettere in servizio la flotta.

Ed è proprio questo il passaggio che interessa maggiormente Wall Street. Gli investitori attendono da tempo di capire se le promesse di Musk sulla guida autonoma possano trasformarsi in un business capace di giustificare una valutazione di Borsa che continua a distinguere nettamente Tesla dalle case automobilistiche tradizionali.

La società capitalizza circa 1.400 miliardi di dollari, pari a 325 volte gli utili attesi per l’esercizio 2026, e una parte importante di questa valutazione riflette le aspettative legate all’intelligenza artificiale, alla guida autonoma e alla futura rete di robotaxi.

Il mercato continua a interrogarsi sulla posizione che Tesla riuscirà realmente a conquistare. La domanda è se la società diventerà uno dei tanti operatori dotati di tecnologia per la guida autonoma oppure riuscirà a imporsi come uno dei protagonisti del settore.


Il vantaggio di produrre le auto

Tesla parte comunque con alcuni vantaggi importanti. La sua tecnologia di assistenza alla guida viene utilizzata da anni su centinaia di migliaia di automobili, generando una quantità enorme di dati utili all’addestramento dei sistemi.

Soprattutto, Tesla è anche il produttore delle vetture. A differenza di operatori che devono acquistare e successivamente equipaggiare i veicoli destinati al servizio autonomo, il gruppo di Musk può teoricamente produrre migliaia di robotaxi in tempi relativamente brevi e a costi inferiori.

La strategia dovrebbe inoltre spostarsi progressivamente dall’utilizzo della Model Y al Cybercab, il veicolo progettato espressamente per il servizio autonomo. Secondo quanto riferito dagli analisti di JPMorgan dopo un incontro con il management, Tesla starebbe infatti limitando l’espansione dei robotaxi basati sulla Model Y proprio in vista dell'arrivo del Cybercab.


Il titolo ha perso il 22% da gennaio

Per ora il mercato mantiene un atteggiamento prudente. Tesla ha chiuso lunedì a 348,90 dollari, in calo del 3,8%, nonostante la notizia dell’autorizzazione del Nevada. La reazione è però meno sorprendente considerando che venerdì, quando erano cominciate a circolare le prime notizie sul via libera, il titolo era salito del 5,1%.

Da inizio anno Tesla perde circa il 22% e le quotazioni sono rimaste sostanzialmente ferme rispetto ai livelli di un anno fa, quando era partito il servizio robotaxi di Austin. È un segnale di quanto Wall Street abbia ormai bisogno di vedere risultati concreti, più che nuove promesse.

Gli analisti rimangono profondamente divisi sul titolo, circostanza ormai caratteristica di Tesla. Dei 46 esperti che seguono la società, 22 consigliano di acquistare le azioni, 19 suggeriscono di mantenerle in portafoglio e cinque raccomandano di venderle. La media dei target price è pari a 390 dollari, circa il 12% sopra la chiusura di lunedì.

Una flotta di migliaia di robotaxi realmente operativa potrebbe quindi diventare uno dei catalizzatori più importanti per il titolo. Ma prima Tesla dovrà dimostrare di saper trasformare il permesso ricevuto dal Nevada in automobili effettivamente in servizio.


Cybertruck, prezzi più alti fino a 5.000 dollari

Nel frattempo Tesla ha ritoccato verso l’alto i prezzi del Cybertruck negli Stati Uniti. La versione Dual-Motor AWD è passata da 69.990 a 74.990 dollari, un aumento del 7,1%, mentre la Premium AWD è salita da 79.990 a 84.990 dollari, con un rincaro del 6,2%. Invariato a 99.990 dollari il Cyberbeast, versione al vertice della gamma.

Il rialzo arriva dopo che Tesla aveva introdotto all'inizio dell'anno una versione base a 59.990 dollari, con un’autonomia dichiarata di 325 miglia e una capacità di traino ridotta a 7.500 libbre, pari a circa 3,4 tonnellate.

Resta da vedere quale effetto avrà l’aumento dei prezzi sulla domanda di un modello che finora non ha raggiunto i volumi inizialmente immaginati. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati registrati negli Stati Uniti 7.133 Cybertruck.


La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Aziende citate nell'Articolo

Codice: TSLA.US
Isin: US88160R1014
Rimani aggiornato su: Tesla

Maggiori Informazioni
Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione all'11,5% condizionata al tasso del BTP

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it