Tesla-SpaceX, perché la fusione è sempre più probabile

Secondo Bloomberg molti investitori considerano ormai l'operazione una questione di "quando", più che di "se". L'obiettivo sarebbe creare un colosso tecnologico da quasi 4.000 miliardi di dollari capace di dominare la filiera dell'intelligenza artificiale e, allo stesso tempo, rafforzare il controllo di Elon Musk sul suo impero.
Indice dei contenuti
- 1. Un soggetto unico per dominare la filiera dell’intelligenza artificiale
- 2. Dalle auto ai razzi: oggi il vero collante è l'AI
- 3. Le due società già collaborano su hardware e software
- 4. Una fusione aiuterebbe anche a finanziare la corsa all'AI
- 5. Per Musk ci sarebbe un vantaggio personale
- 6. Fusioni e incorporazioni nella storia imprenditoriale di Musk
Un soggetto unico per dominare la filiera dell’intelligenza artificiale
Per dieci anni Elon Musk ha sostenuto che una fusione fra Tesla e SpaceX non avrebbe avuto molto senso. Nel 2016 spiegava che i legami fra le due società erano "davvero piuttosto deboli". Oggi quello scenario sembra essersi completamente ribaltato. Secondo una lunga analisi di Bloomberg, molti investitori storici delle due aziende ritengono infatti che la vera domanda non sia più se Tesla e SpaceX finiranno per unirsi, ma quando l’operazione verrà lanciata.
Musk non ha mai annunciato apertamente un progetto di fusione. Tuttavia, negli ultimi mesi ha parlato sempre più spesso di una "convergenza" fra le diverse società del suo gruppo, mentre SpaceX ha avvertito gli investitori che potrebbe emettere una quantità significativa di nuove azioni in occasione di future operazioni straordinarie, alimentando ulteriormente le speculazioni.
Dalle auto ai razzi: oggi il vero collante è l'AI
A prima vista Tesla e SpaceX sembrano continuare a operare in mondi completamente diversi. Una costruisce automobili elettriche, l'altra lancia razzi, satelliti e gestisce la rete Starlink. Ma, osserva Bloomberg, il punto di incontro non è più rappresentato dai rispettivi prodotti: è l'intelligenza artificiale.
Tesla sta investendo miliardi nella guida autonoma, nei Robotaxi e nel robot umanoide Optimus. Parallelamente SpaceX, dopo avere incorporato xAI, punta a trasformare l'intelligenza artificiale nel principale motore di crescita del gruppo. Secondo le stime di Bloomberg Intelligence, già da quest'anno le attività legate all'AI potrebbero diventare la principale fonte di ricavi di SpaceX, superando perfino il business spaziale tradizionale.
Di fatto, le due società stanno già collaborando molto più strettamente di quanto accadesse in passato. SpaceX ha acquistato batterie industriali Tesla per oltre un miliardo di dollari destinate ad alimentare i data center di xAI. Tesla, dal canto suo, possiede una partecipazione in SpaceX derivante dalla conversione del proprio investimento da 2 miliardi di dollari in xAI.
Le due società già collaborano su hardware e software
Secondo Bloomberg, la fusione avrebbe una logica industriale ben precisa: costruire un gruppo capace di controllare l'intera catena del valore dell'intelligenza artificiale.
L'obiettivo di Musk sarebbe integrare progettazione dei chip, produzione di semiconduttori, infrastrutture di calcolo, data center, batterie, software, robot, veicoli autonomi e perfino satelliti destinati a fornire capacità di elaborazione direttamente nello spazio.
Non si tratta di un progetto teorico. Tesla e SpaceX stanno già collaborando alla realizzazione di Terafab, un impianto in Texas destinato a produrre semiconduttori per le auto Tesla, i Robotaxi, Optimus e i futuri satelliti AI di SpaceX.
Inoltre le due società lavorano inoltre al progetto Macrohard — un nome che ironizza su Microsoft — con l'ambizione di sviluppare software utilizzando quasi esclusivamente agenti di intelligenza artificiale anziché programmatori umani.
Una fusione aiuterebbe anche a finanziare la corsa all'AI
La logica industriale si intreccia con quella finanziaria. Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale richiede investimenti giganteschi e i grandi gruppi tecnologici stanno raccogliendo centinaia di miliardi di dollari attraverso aumenti di capitale ed emissioni di debito.
Secondo Bloomberg, una società nata dall'unione di Tesla e SpaceX avrebbe una capacità molto maggiore di finanziare questa corsa rispetto alle due aziende considerate separatamente.
Il tema riguarda soprattutto Tesla. Mentre continua ad aumentare gli investimenti su Robotaxi, Optimus e AI, la crescita delle vendite di auto elettriche resta modesta dopo due anni di calo. Gli analisti prevedono che nel 2026 il free cash flow possa tornare negativo per la prima volta dal 2018. Anche xAI, ricorda Bloomberg, fino a un anno fa bruciava circa un miliardo di dollari al mese.
Una fusione renderebbe quindi più semplice raccogliere il capitale necessario per sostenere questi investimenti e competere con rivali come OpenAI, Anthropic e Google.
Per Musk ci sarebbe un vantaggio personale
Accanto alle ragioni industriali e finanziarie esiste poi un elemento di governance tutt'altro che secondario.
Oggi Musk controlla circa il 42% del capitale di SpaceX ma, grazie alla struttura azionaria con diverse classi di azioni, dispone di oltre l'80% dei diritti di voto. In Tesla, invece, possiede circa il 20% del capitale e da tempo sostiene di voler rafforzare il proprio controllo sulla società.
Secondo Bloomberg, se fosse SpaceX ad acquisire Tesla, Musk potrebbe ottenere la maggioranza dei diritti di voto nella nuova entità, consolidando definitivamente il controllo sull'intero gruppo. L'operazione potrebbe inoltre facilitare il raggiungimento di alcuni obiettivi previsti dai suoi controversi piani di remunerazione, sbloccando ulteriori assegnazioni azionarie.
Fusioni e incorporazioni nella storia imprenditoriale di Musk
Una possibile fusione non rappresenterebbe una rottura con il passato, ma il naturale sviluppo di una strategia già vista più volte. Nel 2016 Tesla acquistò SolarCity. Nel 2025 X è stata incorporata in xAI, che successivamente è confluita in SpaceX. Nel frattempo i rapporti commerciali fra tutte le società controllate da Musk sono diventati sempre più stretti.
In quest'ottica, osserva Bloomberg, Tesla e SpaceX appaiono già oggi molto meno indipendenti di quanto suggeriscano le rispettive strutture societarie.
Se l'operazione andasse in porto, nascerebbe un gruppo con una capitalizzazione vicina ai 4.000 miliardi di dollari, quarto al mondo dietro Nvidia, Alphabet e Apple. Sarebbe anche la più grande fusione societaria della storia, superando persino quella fra Vodafone e Mannesmann del 2000.
Resta naturalmente un lungo percorso da affrontare, fra approvazioni degli azionisti, possibili conflitti di interesse e verifiche regolamentari. Ma, conclude Bloomberg, ciò che fino a pochi anni fa sembrava un esercizio di fantasia finanziaria oggi appare, agli occhi di una parte crescente del mercato, uno scenario sempre più plausibile.
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