Tonfo Oracle dopo il boom delle spese per i data center

Tonfo Oracle dopo il boom delle spese per i data center

La trimestrale della società di gestione di database e nei servizi cloud ha visto aumentare l’utile ma l’enorme spesa affrontata e le previsioni per quella futura diffondono incertezza a Wall Street.

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Salgono le spese di Oracle

55,7 miliardi di dollari di spese in conto capitale affrontate da Oracle nell’anno fiscale 2026 concluso lo scorso 31 maggio, ben oltre i 50 miliardi previsti dalla stessa società, dopo i 16,5 miliardi del trimestre appena terminato.

Le spese riguardano in gran parte gli investimenti decisi dalla società nei data center e per l’anno fiscale 2027 l’azienda prevede di aumentare ancora la spesa netta fino a 70 miliardi: cifra più alta di 20-25 miliardi a causa di pagamenti antipati per alcuni componenti, secondo quanto spiegato dalla CFO Hilary Maxon nel corso della conferenza stampa post trimestrale.

Numeri che spingono al ribasso le azioni Oracle a Wall Street, in calo del 10% (180 dollari) nelle contrattazioni after hours subito dopo la diffusione dei risultati del quarto trimestre fiscale, lasciando presagire così una seduta ‘difficile’ alla Borsa di New York.

Il titolo della società era salito del 35% negli ultimi tre mesi, “probabilmente grazie a un miglioramento del sentiment degli investitori verso i fornitori di computing e OpenAI, il cliente più importante di Oracle”, ipotizza Derrick Wood, analista di TD Cowen.

Altri numeri e previsioni

I ricavi sono aumentati del 21% su base annua, raggiungendo 19,2 miliardi, mentre il portafoglio ordini di ricavi futuri contrattualizzati è salito a un record di 638 miliardi.

L’utile per azione non GAAP (rettificati), escludendo alcune voci, è stato di 2,11 dollari, in crescita del 20% e superando le previsioni medie degli analisti di 1,97 dollari per azione su ricavi di 19,1 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

Il business dell’infrastruttura cloud di Oracle, che fornisce potenza di calcolo (molta della quale utilizzata per

l’addestramento e l’inferenza IA), ha trainato ancora una volta i risultati. I ricavi di questo segmento sono cresciuti del 93% su base annua, raggiungendo 5,8miliardi nel quarto trimestre fiscale. La tendenza trimestre su trimestre è altrettanto impressionante: dal 55% al 68%, all’84% e ora al 93%, il tasso di crescita annuale del segmento è accelerato in ogni trimestre dell’anno fiscale 2026.

I ricavi totali dal cloud, che combinano l’infrastruttura cloud con le applicazioni cloud dell’azienda, sono cresciuti del 47%, raggiungendo 9,9 miliardi di dollari.

Preoccupazioni per la crescita

L’azienda si aspetta che la crescita continui, con una previsione di crescita dei ricavi cloud compresa tra il 57% e il 63% in valuta costante nel primo trimestre fiscale 2027. Il CEO Clay Magouyrk ha dichiarato durante la call che Oracle prevede di mettere online quasi 1 gigawatt di capacità di calcolo nel trimestre corrente, più o meno quanto l’azienda ha aggiunto in tutto l’anno fiscale 2026.

Il management ha inoltre confermato la previsione di ricavi per 90 miliardi nell’anno fiscale 2027, con una crescita di circa il 34%.

Parte della preoccupazione del mercato sembra concentrarsi sul costo di questa crescita. Oracle ha dichiarato di voler raccogliere circa 40 miliardi nell’anno fiscale 2027 per finanziare l’espansione dei suoi data center per l’intelligenza artificiale, in aggiunta ai 48 miliardi tra debito e capitale proprio raccolti nell’anno fiscale 2026.

Valutazione “ragionevole”

“Dopo il calo nel trading dopo la chiusura, il rapporto prezzo/utili prospettico del titolo si attesta a circa 24. Per un’azienda che cresce così rapidamente, quella valutazione sembra ragionevole”, scrive su The Mootley Fool Daniel Sparks, stock market analyst.

“Tuttavia”, aggiunge, “ritengo che l’esitazione del mercato sia comprensibile. Oracle sta indebitandosi e emettendo azioni su una scala che poche aziende hanno mai raggiunto, e il successo dipende dalla capacità dei clienti di onorare alcuni dei contratti più grandi nella storia del settore tecnologico. La domanda c’è, è chiaro. Ma finché il flusso di cassa libero non tornerà in territorio positivo, il titolo potrebbe rimanere volatile. Dopotutto, quando un’azienda spende in modo così aggressivo, gli investitori potrebbero voler vedere prove più concrete prima di pagare per la crescita”.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: ORCL.US
Isin: US68389X1054
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