I Treasury Usa si stabilizzano, ma il mercato dubita dell’efficacia dei buyback a lungo termine

21/08/2026 06:30
I Treasury Usa si stabilizzano, ma il mercato dubita dell’efficacia dei buyback a lungo termine

I Treasury statunitensi si assestano dopo due sedute caratterizzate da forti oscillazioni, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sulla capacità dei riacquisti annunciati dagli Stati Uniti di contenere i costi di finanziamento a lungo termine oltre un orizzonte temporaneo. Il dollaro perde terreno. La stabilizzazione del mercato obbligazionario favorisce le azioni asiatiche, con l’indice MSCI Asia Pacific in rialzo del +0,6%. I futures sugli indici statunitensi segnalano progressi contenuti per Wall Street. Le Borse europee si preparano a un avvio poco mosso dopo sette sedute consecutive in calo, la serie negativa più lunga dal settembre 2023.

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MEDIO ORIENTE

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato una nuova stretta contro l’Iran, anticipando quelle che ha definito le sanzioni più severe mai adottate da Washington. L’obiettivo della Casa Bianca è aumentare la pressione sull’economia iraniana fino a livelli senza precedenti, cercando attraverso l’isolamento finanziario di ridurre la necessità di un nuovo intervento militare su larga scala.

La linea indicata da Bessent riprende quella tracciata dal presidente Donald Trump, che ha promesso una vera e propria guerra economica contro Teheran e pesanti conseguenze anche per i Paesi che continueranno a garantire sostegno all’Iran. La strategia punta a colpire anche le attività finanziarie e commerciali che consentono alla Repubblica Islamica di mantenere rapporti economici con l’estero.

Bessent ha ridimensionato i timori per le possibili conseguenze sul mercato petrolifero, con il greggio sui livelli più elevati delle ultime tre settimane. Secondo il segretario al Tesoro, una politica di massima pressione economica dovrebbe diminuire, anziché aumentare, il rischio di una nuova escalation militare.

OBBLIGAZIONARIO USA

Il rendimento del Treasury trentennale resta al 5,25%, dopo essere diminuito di 9 punti base mercoledì e averne recuperati 6 nella seduta successiva, quando il mercato ha reagito al progetto del Tesoro di ampliare gli acquisti di debito. I rendimenti sono risaliti ieri anche dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha indicato la possibilità di effettuare riacquisti di dimensioni maggiori e ha fatto riferimento a un piano fiscale.

Le vendite interessano le obbligazioni di Giappone, Australia e Nuova Zelanda, seguendo il ribasso registrato ieri dai titoli statunitensi. Il dollaro arretra nei confronti di tutte le altre valute del G10 in attesa dell’indice Pmi manifatturiero degli Stati Uniti, dato che potrebbe offrire nuove indicazioni sulle condizioni della maggiore economia mondiale.

Le forti oscillazioni dei Treasury prolungano una fase di incertezza a Wall Street. Le recenti decisioni del Tesoro hanno evidenziato la crescente attenzione delle autorità verso il livello elevato dei rendimenti sulle scadenze lunghe. Gli alti costi di finanziamento del governo stanno trasmettendo i propri effetti al resto dell’economia e pesano sui mercati azionari, dopo anni segnati da inflazione elevata e consistente spesa pubblica.

I rendimenti sulle scadenze lunghe stanno quindi attenuando l’effetto prodotto dagli interventi di Bessent destinati a contenere quella parte della curva dei Treasury. La solidità delle prospettive economiche a livello globale sostiene la possibilità che i costi di finanziamento restino elevati e rende difficile mantenere bassi i rendimenti obbligazionari finché i dati macroeconomici continueranno a mostrare forza.

Bessent ha ridimensionato l’importanza delle oscillazioni registrate ieri sui mercati, affermando che quanto accade nell’arco di 24 ore rappresenta rumore. Il segretario al Tesoro ha anche precisato che le operazioni di riacquisto ampliate potrebbero superare i 4 miliardi di dollari previsti per l’avvio del programma il mese prossimo.

Gli operatori avvertono che una minore prevedibilità nella strategia con cui il Tesoro statunitense gestisce il debito potrebbe finire per determinare costi di finanziamento più elevati. Investitori e analisti di JPMorgan Chase, Jefferies e PGIM ritengono che decisioni inattese possano far crescere il premio a termine, ossia la remunerazione aggiuntiva richiesta dal mercato per compensare i rischi associati alla detenzione del debito pubblico americano.

PETROLIO

Il petrolio si avvia a chiudere la settimana con un consistente rialzo, mentre il piano degli Stati Uniti per isolare economicamente l’Iran alimenta i timori di nuove interruzioni sul mercato energetico. Il Brent viene scambiato sopra i 93 dollari al barile e si dirige verso un progresso settimanale di circa il +6%. Il West Texas Intermediate con consegna a ottobre si mantiene vicino agli 86 dollari al barile dopo una serie di cinque sedute consecutive in rialzo.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato che l’amministrazione statunitense illustrerà lunedì i dettagli della nuova iniziativa, dopo che il presidente Donald Trump l’ha definita un “Economic D-Day”. Le misure saranno rivolte contro Teheran e potrebbero coinvolgere anche i Paesi che continuano ad avere rapporti con la Repubblica Islamica, con possibili conseguenze anche per la Cina.

Dall’inizio dell’anno il petrolio ha accumulato un rialzo superiore al +50%, mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran ha aumentato l’instabilità in Medio Oriente e ha portato i due Paesi a confrontarsi anche sul controllo dello Stretto di Hormuz. In un’intervista a CNBC, Bessent ha affermato che Washington controlla il passaggio marittimo e che le navi possono uscire utilizzando una corsia meridionale. Teheran continua invece a sostenere di mantenere l’autorità sullo Stretto, dove questa settimana si sono verificati nuovi attacchi contro alcune imbarcazioni.

Pechino, di gran lunga il principale importatore di petrolio iraniano, ha dichiarato che sanzioni e pressioni non produrranno risultati e ha chiesto una soluzione diplomatica. Bessent ha ricordato che la Cina acquista una parte significativa dell’energia di cui necessita dalla regione, aggiungendo che per Pechino sarebbe vantaggioso aderire alla strategia promossa dagli Stati Uniti.

L’intensificazione della pressione economica arriva mentre Washington mantiene un blocco navale dei porti iraniani con l’obiettivo di interrompere le esportazioni di greggio di Teheran. La misura sembra avere prodotto effetti significativi: il governatore della Banca centrale iraniana Abdolnaser Hemmati ha dichiarato questa settimana che i flussi si sono praticamente fermati.

PIAZZA AFFARI

Ecco le principali notizie di oggi:

BANCA MPS, BANCO BPM, BANCA GENERALI, INTESA SANPAOLO. Monte dei Paschi di Siena ha avviato due offerte pubbliche di scambio volontarie, lanciate contemporaneamente e strutturate interamente attraverso azioni, su Banco Bpm e Banca Generali. Le due operazioni attribuiscono rispettivamente un valore di circa 25,3 miliardi e 8,7 miliardi di euro e prevedono sinergie annuali pre-tax a regime stimate in 2,6 miliardi. Mps ha inoltre proposto di riconoscere complessivamente 4 miliardi di euro agli azionisti, suddivisi tra 1 miliardo in contanti e 3 miliardi attraverso azioni Generali. L’assemblea è stata fissata per il 29 ottobre. Secondo quanto ipotizzato da alcuni quotidiani, Intesa Sanpaolo, che ha avanzato un’offerta pubblica di acquisto su Mps del valore di 36 miliardi, potrebbe rivolgersi alla Consob con un esposto riguardante le recenti iniziative dell’amministratore delegato della banca senese Luigi Lovaglio.

BANCA GENERALI. Il consiglio di amministrazione è stato convocato per esaminare le iniziative annunciate da Monte dei Paschi di Siena.

FINCANTIERI. Fincantieri ha comunicato la firma con Viking di contratti relativi alla realizzazione di due nuove navi da crociera. Il valore complessivo delle commesse è compreso tra 500 milioni e 1 miliardo di euro.

AVIO. Advent starebbe prendendo in considerazione l’acquisto di altre azioni Avio oltre alla partecipazione prossima al 7% che dovrebbe ottenere attraverso l’aumento di capitale riservato già previsto, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani.

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