Ultimatum di Trump all’Iran, forti tensioni sui bond

18/05/2026 06:30
Ultimatum di Trump all’Iran, forti tensioni sui bond

Il presidente degli Stati Uniti è tornato a minacciare Teheran che se non accetterà un accordo in tempi brevi del Paese "non resterà più nulla”. Il New York Times scrive che la ripresa dei bombardamenti è imminente. Il Qatar prova a mediare tra Teheran e Washington.

Il presidente iraniano Pezeshkian ha scritto a papa Leone XIV elogiando il suo “approccio basato sulla pace giusta”.

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La settimana inizia con un’accelerazione delle vendite sulle obbligazioni, un apprezzamento del dollaro nei confronti delle principali controparti e il rialzo del petrolio. Scendono le borse in Asia Pacifico ed il future del Dax di Francoforte segna un calo dell’1%.

GUERRA

Donald Trump è tornato a minacciare Teheran che se non accetterà un accordo in tempi brevi del Paese "non resterà più nulla". Trump ha trascorso il weekend alla Casa Bianca tra riunioni con i suoi più stretti consiglieri, incursioni al campo di golf e una telefonata di circa mezz’ora con il premier israeliano Netanyahu in merito a una possibile ripresa degli attacchi contro l’Iran. Il New York Times scrive che la decisione di riprendere i bombardamenti è già stata presa, sono in corso in queste ore i preparativi.

Gli Emirati Arabi hanno denunciato che un drone "proveniente da ovest" ha colpito un generatore elettrico vicino alla centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, causando un incendio. Le autorità locali hanno assicurato che non si sono registrati feriti e non vi sono state ripercussioni sui livelli di sicurezza radiologica ma hanno condannato ‘l'attacco terroristico" come inaccettabile. Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha espresso "profonda preoccupazione” per l'attacco, in un messaggio su X. "Qualsiasi attività militare che minacci la sicurezza nucleare è inaccettabile", ha aggiunto il capo dell'agenzia Onu.

Sugli sforzi per arrivare ad una de-escalation del conflitto hanno discusso in una telefonata il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud e quello del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani che ha poi parlato anche con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Secondo quanto riportato dall'agenzia Fars, affiliata ai pasdaran, gli Stati Uniti hanno chiesto il ritiro e la consegna di 400 kg di uranio arricchito, il mantenimento attivo di un solo sito nucleare e nessun pagamento dei beni congelati. Proposte che, secondo Teheran, anziché risolvere il problema, mirano a raggiungere obiettivi che gli Stati Uniti non sono riusciti a conseguire con la guerra senza concedere nulla di concreto all’Iran.

L’Iran ha messo una taglia di 50 mila euro per uccidere Trump. E il presidente Pezeshkian ha scritto a papa Leone XIV elogiando il suo “approccio basato sulla pace giusta”.

PETROLIO

Il greggio tipo WTI è in rialzo del 2% a 107,5 dollari il barile.

Le scorte mondiali di petrolio si avvicinano rapidamente al loro livello minimo degli ultimi 10 anni, con il rischio che si arrivi a un punto in cui, specie per alcune zone o paesi, non sarà più solo una questione di prezzi alti ma di scarsità, con conseguente distruzione della domanda e danni all’economia. Mentre perdura il blocco dello stretto di Hormuz dove i transiti di petroliere avvengono con il contagocce, un nuovo allarme arriva appunto da Ubs. Secondo gli analisti, malgrado le misure governative come il rilascio delle riserve strategiche e una certo rallentamento della domanda ad aprile, le scorte scenderanno entro la fine di maggio, al livello minimo dal 2016, a quota 7,6 miliardi di barili contro gli 8,2 miliardi registrati a febbraio. La distribuzione delle scorte non è uniforme e colpisce alcune zone e paesi più degli altri.

Nei giorni scorsi il Ceo di Exxon Darren Woods ha sottolineato come "il mercato petrolifero non ha ancora risentito pienamente dell’impatto della perdita di forniture" ma se le scorte commerciali finiranno per scendere a livelli tali da non poter più fungere da fonte di approvvigionamento "continueremo a vedere un aumento dei prezzi sul mercato.”

BOND

Salgono i timori di un risveglio dell’inflazione e si rafforzano le aspettative di un cambio di atteggiamento da parte delle banche centrali.

I titoli del Tesoro degli Stati Uniti hanno registrato un calo su tutta la curva, con il tasso rendimento a 30 anni che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni. I rendimenti decennali giapponesi sono balzati di 10 punti base a livelli che non si registravano dal 1996, mentre il rendimento trentennale del Paese è salito di 20 punti base, raggiungendo il massimo dal suo debutto nel 1999. Le obbligazioni hanno registrato un calo anche in Australia e Nuova Zelanda.

“I timori per l’inflazione hanno messo in allarme i mercati obbligazionari globali”, ha affermato Frederic Neumann, capo economista per l’Asia presso HSBC Holdings. “Con scarse prospettive di un rapido ripristino dei flussi energetici dal Golfo e le catene di approvvigionamento del settore manifatturiero che segnalano un inarrestabile aumento delle pressioni sui prezzi, l’inflazione a livello mondiale è destinata a salire ulteriormente nei prossimi mesi. Ciò costringerà le banche centrali a inasprire la politica monetaria”.

Secondo Yardeni Research, la Fed deve allinearsi ai mercati obbligazionari o rischia di perdere il controllo sui costi di finanziamento, dato che gli investitori sono sempre più preoccupati per l’inflazione.

Se la Fed non rinuncerà al suo orientamento accomodante, “gli investitori concluderanno che la banca centrale sta rimanendo indietro rispetto alla curva dell’inflazione e chiederanno un premio di rischio inflazionistico più elevato”, ha scritto Ed Yardeni, presidente e capo stratega degli investimenti. “Prevediamo che la Fed mantenga i tassi invariati nella riunione di giugno e passi a un orientamento di politica monetaria restrittivo”.

In Europa, il Bund a dieci anni è arrivato venerdì a 3,16%, sui massimi dal 2022. BTP a 3,94%. Giorgia Meloni ha scritto alla Commissione europea per chiedere un’estensione della deroga al Patto di stabilità per far fronte alla crisi energetica.

CINA

Sono in ribasso le borse di Shanghai, Shenzhen, Hong Kong e Taipei.

Le vendite al dettaglio in Cina sono aumentate solo dello 0,2% su base annua ad aprile 2026, rallentando bruscamente rispetto all'incremento dell’1,7% registrato a marzo e ben al di sotto del previsto aumento del 2,0%. Lo riportano i dati dell'Ufficio nazionale di statistica della Cina. Si è trattato della crescita più debole dal dicembre 2022, poiché le ripercussioni della guerra in Iran hanno frenato la domanda dei consumatori. Debolezza generalizzata negli acquisti di beni di alto valore, con le vendite di automobili in calo del 15,3%, gli elettrodomestici (-15,1%), i materiali da costruzione (-13,8%) e i mobili (-10,4%).

Anche la produzione industriale è cresciuta più lentamente del previsto, attestandosi al 4,1% il mese scorso, il dato più basso degli ultimi quasi tre anni.

In Asia Pacifico. Nikkei di Tokyo -0,5%. Kospi di Seul +0,7%, in controtendenza rispetto al trend generale. In avvio di seduta la borsa della Corea del Sud era arrivata a perdere il 4,5%, un calo che l’avrebbe portata in territorio di correzione.

TITOLI

Generali. Blackrock detiene una partecipazione aggregata di appena sopra il 5% nel gruppo assicurativo, di cui il 3,14% con diritto di voto, mentre la restante parte riguarda azioni oggetto di contratti di prestito titoli e derivati. E' quanto emerge dall'aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti , indicando il 12 maggio come data dell’operazione.

Eni ha perfezionato un investimento da 70 milioni di dollari per entrare nel capitale della società canadese Nouveau Monde Graphite , attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie, con una quota dell'11,6%.

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