USA: i consumi elevati reggono la crescita, per ora

Gli aumenti dei tassi hanno raddoppiato la spesa per interessi delle famiglie per i consumi.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Prezzi alla produzione della Germania YoY di febbraio in uscita oggi alle 8:00 (stima -3.8% contro -4.4% di gennaio). Produzione industriale dellโItalia MoM di febbraio alle 10:00 (stima zero contro +1.1% di gennaio). I dati sarebbero la conferma della frenata di due tra le maggiori economie dellโEurozona.
Oggi a mercati chiusi tocca a Powell. Se vogliamo รจ paradossale che ci sia una cosรฌ forte attesa per il meeting quando si sa che i tassi non verranno toccati. Quello che รจ importante saranno quindi le parole di Powell, dalle quali gli investitori cercheranno di capire lโinizio del cambiamento di politica monetaria. Anche su questo fronte la Fed รจ stata piuttosto chiara, dicendo che prevede non piรน di tre tagli entro la fine dellโanno. I dati usciti fino ad ora non depongono a favore di tre tagli di tassi. Ma siamo ancora lontani dallโestate.
Ieri lโindice ZEW di marzo รจ risultato decisamente piรน elevato rispetto alla stima (31.7 punti contro 20.6 atteso e 19.9 di febbraio) e segnala il miglioramento della fiducia delle imprese circa le prospettive economiche della Germania, dell'intera area euro, della Gran Bretagna, del Giappone e degli USA. Precisiamo che lo ZEW, per la natura del suo calcolo, risulta piรน volatile dellโIFO.
Le azioni hanno chiuso in ribasso la scorsa settimana in mezzo a nuovi segnali di stallo del processo disinflazionistico. Secondo i dati, i rendimenti del reddito fisso sono aumentati e le aspettative del mercato per i tagli dei tassi questโanno si sono allentate. Alla fine della scorsa settimana, il mercato prevedeva un totale di 75 punti base di tagli totali da parte della Federal Reserve nel 2024, in calo rispetto alle aspettative di 95 punti base alla fine della settimana precedente. A gennaio le aspettative del mercato prevedevano tagli per 170 punti base per l'anno.
Piรน volte abbiamo messo in luce come la recente tendenza dei dati sullโinflazione potrebbe costringere la Fed a mantenere i tassi piรน alti per un periodo piรน lungo. Allo stesso modo, abbiamo notato che piรน a lungo i tassi rimangono elevati, maggiore sarร lโimpatto che avranno sullโeconomia. Non รจ ancora del tutto escluso che questo non possa portare ad una lieve recessione.
Facciamoci aiutare dai dati. Uno sguardo ai dati recenti che mostrano quanta parte del reddito dei consumatori sia destinata a tassi di interesse piรน alti puรฒ sottolineare il significativo ostacolo che i tassi elevati possono avere sulle famiglie. Le spese per interessi personali sul debito al consumo (che esclude il debito ipotecario) erano di 277 miliardi di dollari allโanno quando la Fed ha iniziato ad aumentare i tassi nel marzo 2022. Da allora e dopo 525 punti base di crescita, i pagamenti di interessi sono cresciuti fino a 573 miliardi di dollari a gennaio 2024. Ciรฒ si traduce in 296 miliardi di dollari in piรน che i consumatori (soprattutto quelli nella fascia piรน bassa della scala economica) spendono per gli interessi invece che per lโacquisto di beni o servizi.
I costi del servizio del debito ipotecario sono invece aumentati ad un ritmo molto piรน lento. Nel marzo 2022, i costi degli interessi sui mutui ammontavano a circa 460 miliardi di dollari e da allora sono aumentati del 25% fino a raggiungere i 578 miliardi di dollari alla fine del 2023. Il ritmo piรน lento di crescita dei costi di servizio dei mutui รจ dovuto al fatto che la stragrande maggioranza dei mutui al momento in cui la Fed iniziรฒ gli aumenti, erano a tasso fisso e quindi non sono stati riprezzati quando il tasso dei fondi Fed รจ salito.
Va da sรฉ che se i tassi dovessero rimanere elevati per un periodo prolungato, molti di questi mutui subiranno una revisione del prezzo man mano che i proprietari di case alla fine si trasferiranno o sottoscriveranno prestiti per la casa a tassi piรน elevati. Se ciรฒ accadesse, una quota ancora maggiore del budget dei consumatori sarebbe destinata al pagamento degli interessi invece che alla crescita dei consumi.
In altre parole, piรน a lungo i tassi rimarranno elevati, meno i consumatori potranno spendere per lโacquisto di beni e servizi, il che a nostro avviso potrebbe portare ad una lieve recessione. Sfortunatamente, i dati diffusi la scorsa settimana hanno fatto poco per rassicurare i membri del FOMC che avrebbero potuto tagliare i tassi di interesse in tutta sicurezza senza mettere a repentaglio lโobiettivo di ridurre lโinflazione in modo sostenibile al 2%.
L'ottimismo dei consumatori rimane tuttavia stabile. Il loro sentiment รจ cambiato poco, attestandosi a 76,5 a marzo, in calo di 0,4 punti rispetto alla lettura finale di febbraio pari a 76,9, secondo l'ultimo sondaggio sulla fiducia dei consumatori pubblicato dall'Universitร del Michigan. Gli intervistati rimangono fiduciosi che lโinflazione continuerร a scendere, il mercato del lavoro rimarrร forte e i tassi di interesse si muoveranno verso il basso.
E la spesa dei consumatori si riprende e gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio forniti dall'US Census Bureau mostrano che le vendite al dettaglio complessive a febbraio sono aumentate dello 0,6%, rispetto al calo rivisto dell'1,1% di gennaio e dellโ1,5% rispetto a dodici mesi prima. La spesa dei consumatori รจ stata una fonte di forza per l'economia. Teniamo quindi in osservazione questo rapporto per cercare di capire se la crescita di febbraio sia da considerarsi un rimbalzo dopo il brutto dato di gennaio, oppure la volontร dei consumatori di aprire i propri portafogli.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
