Wall Street ancora rassicurata dai dati sull’inflazione

I dati sui prezzi alla produzione diffusi oggi confermano la stabilità mostrata ieri da quelli sull’inflazione, mantenendo ancora le speranze che la Federal Reserve non aumenterà i tassi di interesse a settembre.
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Prezzi alla produzione in raffreddamento
Wall Street tira un nuovo sospiro di sollievo dopo ieri a seguito dei dati sull’inflazione di oggi che hanno confermato come i prezzi non siano accelerando in modo generalizzato, rafforzando così le aspettative che la Federal Reserve si asterrà dall'aumentare i tassi di interesse il mese prossimo.
Nel dettaglio, i prezzi alla produzione di luglio sono rimasti fermi (+0,0%) mensilmente, meno delle attese (+0,2%) rispetto al calo dello 0,3% di giugno, mentre su base annuale è risultato in raffreddamento a +4,7%, anche in questo caso salendo meno dele previsioni (+4,9%) e del mese precedente (+5,5%).
Il dato segue quello sull’inflazione al consumo di luglio diffuso ieri e rivelatosi moderato, rafforzando così¡ le aspettative secondo cui la Fed manterrà i tassi di interesse invariati nella sua prossima riunione.
Secondo lo strumento Fed Watch di CME Group, gli operatori del mercato monetario ritengono che ci sia una probabilità del 66% che la Fed mantenga i tassi invariati, in aumento rispetto alle probabilità pressoché pari tra un aumento dei tassi e una pausa registrate mercoledì.
Attesi oggi anche i dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione della settimana terminata l’8 agosto, risultati (209 mila) in linea con i numeri precedenti (200 mila).
Wall Street oggi
Stamattina Wall Street attendeva i dati scambiando in parità, mantenendo il ritmo dopo il dato: i future sul Dow Jones guadagnavano lo 0,30% e quelli sullo S&P500 lo 0,20%, con i contratti sul Nasdaq in parità.
Il dollaro statunitense si manteneva in parità nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1530, mentre il Bitcoin restava di poco sopra i 63.500 dollari (-0,80%).
In calo l’oro: prezzo spot a 4.386 dollari e future a 4.442 dollari l’oncia.
Petrolio in calo
Prosegue il calo odierno dei prezzi del petrolio dopo sei sessioni consecutive di rialzi, poiché gli investitori hanno valutato le prospettive di un indebolimento della domanda globale quest’anno e di un aumento delle scorte di greggio statunitensi. Il Brent scende del 2%, a 87,20 dollari, mentre il greggio WTI quota 84,40 dollari al barile.
Dal fronte del Medio Oriente, l’Iran e gli Stati Uniti rimangono ai ferri corti ancora intenti a concordare una fine definitiva alla guerra, secondo una fonte iraniana di alto livello, mentre il traffico attraverso lo strategico Stretto di Hormuz è rimasto fortemente limitato.
“Sebbene la volatilità del petrolio rimanga un rischio, al momento non riteniamo che l’aumento dei prezzi dell’energia costituisca una fonte di pressione inflazionistica sottostante e sostenuta”, hanno affermato gli analisti di UBS Global Wealth Management in una nota.
Il punto sulle trimestrali tech
Il Nasdaq ha chiuso ieri in positivo dopo essere sceso, appena due settimane fa, di oltre il 10% al di sotto dei propri massimi storici, grazie agli ottimi risultati finanziari degli hyperscaler del settore dell’intelligenza artificiale e di alcuni titoli tecnologici che hanno riacceso l’entusiasmo per il trading legato all’intelligenza artificiale.
Nel complesso, gli utili robusti registrati in diversi settori si rivelano l’ultimo fattore di sostegno per i titoli statunitensi dopo un inizio burrascoso della seconda metà del 2026.
“La stagione degli utili per i titoli legati alle infrastrutture di intelligenza artificiale è stata solida e non mostra segni di rallentamento degli investimenti in conto capitale investimenti”, spiega Mohit Kumar, economista di Jefferies, prima di precisare che la banca mantiene una posizione di sovrappeso nel settore dell’intelligenza artificiale.
“Il contesto caratterizzato da ingenti disponibilità liquide nel sistema e dalla decisione della Fed di non aumentare i tassi (secondo Jefferies) dovrebbe continuare a sostenere gli asset rischiosi”, ha aggiunto.
Notizie societarie e pre market USA
Rocket Lab (-2%): ha avviato un programma di vendita di azioni ordinarie ‘at-the-market’ (ATM) con Deutsche Bank e Wells Fargo per un valore massimo di 1,94 miliardi di dollari, pari all’importo residuo invenduto nell’ambito del precedente programma.
IBM (+1,5%): annunciata partnership con OpenAI per aiutare le imprese a implementare l'intelligenza artificiale su larga scala nelle operazioni aziendali principali e nei flussi di lavoro complessi.
JD.com (-3%): ricavi del secondo trimestre in calo del 2,9% a 346,4 miliardi di yuan (51,37 miliardi di dollari), superando la stima media degli analisti di 344,6 miliardi di yuan (dati LSEG).
Outlook Therapeutics (-23%): ha fissato il prezzo di un'emissione supplementare da 55 milioni di dollari al prezzo di 0,99 dollari.
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