Wall Street cauta prima dell’apertura, Fed vista tenere ferma i tassi

Pausa per i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Titoli di Stato USA in attesa dell’entrata nel vivo della stagione delle trimestrali delle società quotate alla Borsa di New York, anche se resta l’incertezza.
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Wall Street oggi
Prima seduta della settimana intorno alla parità prima dell’apertura di Wall Street per l’azionario statunitense, con i prezzi del petrolio e i Titoli di Stato stabili.
I future sul Nasdaq segnano un leggero rosso (-0,10%), mentre restano poco mossi quelli sullo S&P500 e i contratti sul Dow Jones.
L’indice del dollaro sale a 102,20 punti e la coppia EUR/USD resta ai minimi da 17 mesi scendendo a 1,1205, mentre il Bitcoin si consolida sopra gli 86 mila dollari.
In verde l’andamento dell’oro: prezzo spot a 4.155 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.183 dollari l’oncia.
Gli appuntamenti di questa settimana
La giornata di oggi si preannuncia piuttosto tranquilla sul fronte dei dati macroeconomici: tra le pubblicazioni in agenda spiccano gli ultimi indici dei responsabili degli acquisti (PMI) di S&P Global e dell'Institute for Supply Management (ISM).
Nel corso della settimana, l'attenzione si sposterà sui risultati trimestrali di Levi Strauss, Applied Digital, PepsiCo e Delta Air Lines, in attesa che a metà ottobre entri nel vivo la stagione degli utili del terzo trimestre.
Gli investitori seguiranno con attenzione anche i discorsi dei principali esponenti delle banche centrali mondiali, tra cui quello del governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, atteso al Forum economico di Istanbul di questa settimana, alla ricerca di indicazioni sull’inflazione e sulla politica monetaria.
Verso una correzione?
Il mercato ha mostrato una notevole resilienza nonostante le recenti turbolenze nel comparto obbligazionario e il conflitto in corso in Medio Oriente.
Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni al 5,28%, vicino ai massimi pluriennali, e le quotazioni dei future sul petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile hanno generato apprensione tra gli investitori: alcuni analisti ravvisano validi motivi per una correzione, mentre altri ritengono che vi siano ancora margini per un ulteriore rialzo.
Tra questi, la società di intermediazione Panmure Liberum ha avvertito che il mercato rialzista azionario potrebbe essere prossimo alla fine, prevedendo che l’S&P 500 subirà un calo superiore al 35% entro la fine del 2027.
“Sebbene i mercati rimangano fragili, molti titoli hanno già scontato i rischi legati al rincaro del greggio e all'inasprimento delle condizioni finanziarie”, secondo Alberto Tocchio, gestore di portafoglio presso Kairos Partners.
"Se il prezzo del petrolio smettesse di salire e la volatilità dei titoli di Stato si placasse, la prossima fase potrebbe non essere tanto incentrata su un nuovo massimo del Nasdaq, quanto piuttosto su un ampliamento molto più sano della partecipazione al mercato", ha osservato l’esperto.
Previsioni sulla Fed
Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, i trader stimano ora all'80% la probabilità che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse questo mese, sebbene un rialzo a dicembre rimanga ampiamente scontato dal mercato.
I verbali della riunione di settembre della Fed figurano tra gli eventi salienti della settimana dopo che i responsabili delle politiche monetarie hanno alzato i tassi in quella riunione e gli investitori hanno ridimensionato le scommesse su un secondo rialzo consecutivo, alla luce di dati più deboli sul mercato del lavoro statunitense e di un'inflazione inferiore alle attese.
Notizie societarie e pre market USA
Intel (-4%): TSMC starebbe conducendo discussioni preliminari con Terafab, società di Elon Musk, riguardo a una potenziale partnership produttiva presso il pianificato impianto di semiconduttori in Texas, progetto in cui Intel era precedentemente l’unico partner produttivo pubblicamente nominato.
Vistra (+6%): gli Stati Uniti potrebbero concedere alla società un prestito di 4,2 miliardi di dollari per potenziare la produzione di energia nucleare.
Vaxcyte (+26%): il suo vaccino contro la polmonite a 31 ceppi, VAX-31, soddisfa tutti gli obiettivi principali in uno studio clinico in fase avanzata e genera risposte immunitarie paragonabili o superiori a quelle di Prevnar 20 di Pfizer e Capvaxive di Merck.
Geo Group (+4%): venderà il complesso del centro di smistamento dell’ICE di Adelanto, in California, per 950 milioni di dollari e prevede di ricavare dalla vendita un ricavo netto di circa 705 milioni di dollari, al netto di imposte, commissioni e altre spese.
Rxo (+21%): verrà acquisita da C.H. Robinson Worldwide tramite un'operazione in azioni e contanti del valore di 5,8 miliardi di dollari.
Cerebras Systems (+6%): il Ceo di OpenAI, Sam Altman, ha definito il produttore di chip un “partner stretto”, aggiungendo che le due società sono “profondamente impegnate a spingersi oltre i confini della velocità”.
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